UNA MATTINA MI SONO SVEGLIATO…. di Altea Alaryssa Gardini

Una mattina mi sono svegliato con uno strano intorpidimento. Non potevo smettere di pensare al mio sogno, ricordavo di aver fatto il bagno in una polla di acqua chiarissima e fresca come l’aria di montagna, ricordavo il profumo dei fiori e le raccomandazioni di una voce lontana, calda come una coperta in una giornata invernale, strano non riuscire a focalizzare il volto da cui proveniva la voce.
Mi alzai e credo di essermi vestito senza neanche pensare a cosa mettevo, ormai tutto è diventato così meccanico, così fuori dalla percezione del mio essere. sul tavolo della cucina vi era un tovagliolo ricamato cn dei fiori, non era mio ma non ricordavo neanche chi potrebbe averlo lasciato li, io vivo solo e non ho mai ospiti, ma decisi di prenderlo in mano….profumava di mele e di cannella. lanciai il fazzoletto in un angolo, non era mio, non volevo averci nulla a che fare, ma poi perchè? cosa poteva avermi fatto di male quel povero tovagliolo ignaro della mia ira?
Non riesco a ricordare da quando questa rabbia mi tiene sveglio, tutte le volte che ci penso trovo qualcos’altro da fare per non dover trovare una risposta, forse in realtà non mi interessa. La rabbia mi guida e mi tiene reattivo, cosa che in questa guerra mi aiuta, ma non comprendo questa voce fuori campo che sento tutte le mattine, perchè la sento solo io? lei mi chiama e io la ripudio, mi scalda ma io voglio rimanere al freddo, piange ed io la lascio piangere. Non voglio sapere nulla di questa voce in fondo all’orizzonte dei miei occhi, io voglio uccidere. uccidere chiunque mi si pari davanti ed invece lei se ne sta li, senza farsi scorgere, offuscandomi la vista e non mi da pace, VATTENE, oppure lascia che ti uccida.

ALTEA ALARYSSA GARDINI

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