KAFKA SULLA SPIAGGIA di Haruki Murakami – Recensione

La storia di due destini paralleli che non si incontrano mai, ma che sono legati da un insieme di sogni e ricordi; una quindicenne con la maturità di un adulto; un sessantenne con il cervello semplice di un bambino nella propria infanzia; una donna con dei segreti e dei rimpianti alle spalle che con eleganza e poche parole riesce a non far trasparire il suo dolore; un quadro, una stanza, una canzone; una foresta; sogni.

Sono arrivata a conoscenza di questo libro per purissimo caso: ancora non avevo letto niente di contemporaneo proveniente dal Sol Levante.
Dovevo farlo prima, ecco!

Questo è uno di quei libri che una volta letti, ti rimangono dentro: con le sue parole, con le sue vicissitudini, con i propri personaggi.
La sensazione appena chiuso il libro è quella di aver perso un amico.
Ci si affeziona a Tamura Kafka, il quindicenne protagonista della storia.

Ma andiamo per gradi.

Per quanto riguarda l’edizione, ho scelto quella dalla normale copertina morbida completamente nera sulla quale è raffigurato in rosso il profilo di un volto e in nero quello di un gatto.
Einaudi Super ET  a 15€
Reperibile in qualsiasi libreria.

Trama
La storia narra di un ragazzo di quindici anni che decide nel giorno del suo compleanno di scappare di casa, lasciando solo il padre con cui non ha un bel rapporto, camuffando la sua identità con lo pseudonimo di Tamura Kafka.
Il ragazzo, abbandonato dalla madre e della sorella alla tenera età di quattro anni, decide di scappare per il senso di solitudine e di inappagamento che sente continuando a vivere dove è cresciuto.
Durante il viaggio incontra la giovane Sakura, una ragazza di sei anni più grande (come la sorella sparita anni prima) e con cui proverà delle emozioni e sensazioni mai provate per poi creare con lei uno di quei rapporti fratello-sorella che si, si possono benissimo creare anche con un estraneo.
Condividere il DNA con qualcuno, non significa assolutamente niente, almeno per me.
Continuando il viaggio alla ricerca di se stesso, altri personaggi colorano la vita di questo ragazzo: il signor Oshima, la signora Saeki, Sada e altri che invece colorano solo la sua parte onirica, quella che si manifesta a noi solo la notte.

Parallelamente si narra della storia di un incidente durante la seconda guerra mondiale nei combattimenti tra Giappone e Stati Uniti: si tratta di un incidente che è avvenuto anche in altre parti del mondo e che costringe chi subisce tale incidente ad entrare in una sorta di trance: si cade a terra come svenuti, passano le ore e ci si risveglia e al proprio risveglio non si ricorda più niente.
Questo capita anche ad una scolaresca in uscita nel bosco per raccogliere funghi: tutti i bambini cadono vittime dell’incidente (che non si capisce bene da cosa sia dipeso) e con il procedimento spiegato sopra, tutti si risvegliano, tranne uno: coma per qualche settimana e al suo risveglio non ricorda niente.
Ma niente di niente: come se il suo cervello avesse resettato e cancellato ogni cosa prima di quel momento.
Scorda così anche di saper leggere e scrivere e il suo cervello torna ad essere quello semplice di un bambino, ma che andando avanti nella storia e capendo chi è realmente quel bambino, di una semplice saggezza disarmante.
Stiamo parlando del Signor Nakata: un simpatico anziano signore che non riesce a collegare un discorso all’altro, che risulta a tratti un vero e proprio bambino alla scoperta del mondo, ma che ha un talento nel parlare coi gatti.
Il suo compito è quello di cercare e aprire “la pietra dell’entrata” insieme a Hoshino, il ragazzo venticinquenne che accompagna Nakata nel suo viaggio.

Non vorrei svelare altro, perché è un libro secondo me che va letto.
E’ ricco, la proprietà di linguaggio è semplice, ma diretta e le informazioni che se ne possono ricavare, molteplici.
E poi la storia in sé è una vera e propria genialata, secondo me.
Quindi sì, vi consiglio questo libro e ringrazio quel giorno per caso di averlo scorto tra i meandri di uno scaffale perduto in libreria e di averlo preso. Dopo averlo letto mi sono approcciata a questo autore volendo leggere la maggior parte delle sue opere, e seppur sia uno di quegli autori che vanno letti con la mente sgombra, sono felice di averlo scoperto un paio di anni fa, quando il mondo mi stava cadendo addosso, quando si è risollevato grazie alla mia passione per i libri.
Pollice in su per Haruki Murakami!

Haruki-Murakami-Kafka-sulla-spiaggia-Einaudi-Super-ET-Torino

Maria Chiara Chiti
(Fonte: https://snidgetphoenix.wordpress.com)

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