L’AMORE LIQUIDO di Giusy Di Dio – Recensione.

Recensire uno scritto è sempre un onore, a prescindere dal fatto che l’autore sia più o meno noto. Avere una parte dello scrittore di un’opera è condividere un pezzo di esistenza, per sempre. Torno dopo tanto tempo con una nuova recensione. L’amore liquido è il perfetto connubio tra amore, morte e maledizione. Amore. Quel sentimento che tanto viene osannato e che in realtà il più delle volte provoca solo tanto dolore. Quel sentimento che sembra essere l’unica preoccupazione degli esseri umani, scordandosi che non è nient’altro che energia. Qualcosa di astratto. Confondibile persino con qualcosa di irreale, se si pensa alla facilità con il quale nasce e alla stessa fretta con il quale se ne va. Si prende in esame uno di quegli amori che sembrano perfetti, uno di quegli amori che sembrano intramontabili, mentre invece la convinzione di essere con il sedere parato, ci fa precipitare velocemente a terra. E ciò che rimane è soltanto un grosso livido che nessun Voltaren crema può lenire.

Trovo affascinante e innovativa l’idea di dividere in mesi il racconto, anziché in veri e propri capitoli numerati, cosa che ha reso la lettura più lineare.

GENNAIO: Silvia e Andrea. Nel loro rapporto è evidente che c’è qualcosa che non va più come un tempo. Sergio, un amico di Silvia, da una festa e lei convince Andrea ad andarci. Vedendola in azione, vedendola cambiata realmente, vedendola indifferente al suo “avvelenamento da ostriche”, capisce che tutto è andato in pezzi. È la fine del loro matrimonio.

FEBBRAIO: Andrea ha affittato un mini appartamento. La vasca da bagno è diventato il lavatoio dei pennelli. Nei primi giorni dopo la fine del matrimonio, era tutto come una ferita in superficie che provoca dolore dopo un po’. Fa il pittore di professione da sempre, ma non dipinge più nudi come un tempo. Non ha più quell’ispirazione di un tempo. Non ha più la sua musa. Non ha più Silvia. Andrea fa di tutto per tenersi occupato. Dipinge così un bosco di betulle. Un bosco sognato, bramato. Un bosco che lenisce il dolore, perché nonostante il vento le betulle resistono. Sono di esempio alla vita, che soffre. Una pietra che simboleggia una lapide. Una foto sotterrata. La faccia di una sconosciuta, Lola, che è con lui da che ha memoria.

MARZO: Il 20 marzo è il compleanno di Andrea. Vede Silvia, immagina la sua bellezza, quella che l’ha fatto innamorare di lei in conflitto tra l’orgoglio ferito e l’amore che si può provare. E’ con Sergio. Il tizio della festa. E Lola, sempre presente, compreso nel bar dove Andrea si rifugia al sicuro da sguardi e domande indiscrete. Silvia è incinta. Visibilmente. E Andrea capisce che Sergio l’aveva già fatta sua prima della loro fine. Andrea è sterile. E Sergio è l’uomo con cui Silvia ha sopperito a questa mancanza. Alla voglia di avere un figlio. L’uomo che l’ha sostituito. E una telefonata. Che Andrea vorrebbe non aver mai ricevuto da lei. Cos’è? Il senso di colpa.

APRILE: Silvia ha lasciato un caos nella vita di Andrea, mentre Lola è onnipresente nella sua vita. Il fascino dell’artista maledetto. Quando non vuoi attenzioni e sembri essere quello che ne ha invece più bisogno. Andrea va a letto con Lola, utilizzandola come tappa buchi. Ciò lo ripugna e lo attrae. Lola sembra essere la compagna perfetta per uomini soli: è comprensiva e trova le betulle adatte al loro rapporto impossibile. Proprio la sua comprensione porta Andrea a dare a lei una copia delle chiavi del suo appartamento. Nonostante questo atto di fiducia, Lola è diventata appiccicosa. Lei si nutre di lui. Lui si affatica e dimagrisce. Non riesce neppure a immaginarsi da vecchio. Dipinge soltanto. Da vita a nuove betulle “sradicando gli alberi dalla memoria e piantandoli sulle tele” (cit).

MAGGIO: Marco è il compagno di sbronze di Andrea. Lo incontra dopo mesi al bar con la maglietta puzzolente di soffritto e di Lola. Marco gli chiede spiegazioni sulla fine del suo matrimonio. Andrea non è molto incline a parlarne. Lola, dal canto suo, si fa ritrarre da Andrea. Lei ha la smania di voler fare la dark. Dopo vari litigi, Andrea si rende conto di somigliare a Lola il giorno che si sono conosciuti. Andrea non riesce a completare il ritratto di lei, dopo aver litigato. Comincia persino a mangiarsi le unghie, cosa che non ha mai fatto.

GIUGNO: Ha tagliato a brandelli il ritratto di Lola. Si ritrova di fronte alla casa che una volta era sua, con Silvia. Lola è tornata. Lola si riprende la libertà di tornare. Per riprovare.

LUGLIO: Lola si apre con Andrea  raccontando di un amore andato male, ma ironizza su questo. Il “Ti Amo” di Andrea le suona così bene e lui, non si libererà facilmente di lei. Finisce il ritratto dopo una furiosa lite, facendolo diventare un’enorme macchia nera.

AGOSTO: Andrea si ammala e si informa su internet dei sintomi. Diventa celiaco. Lui e Lola sono diventati un tutt’uno. Lola non crede però che sia malato.

SETTEMBRE: Andrea piange ancora. Senza permettere a Lola di vederlo in quelle condizioni. Lola è soffocante. Dopo un po’ di sana solitudine e un periodo di separazione, Lola, torna. Di nuovo.

OTTOBRE: Lola si chiama Dolores. Odia il suo nome. Avrebbe voluto chiamarsi Beatrice, che significa “colei che porta gioia”. Mentre Andrea vuol dire “uomo, forte e virile”.

NOVEMBRE: Lola parla per la prima volta della famiglia. Il padre lavorava nelle onoranze funebri. Lola esprime il desiderio di avere un figlio, ma Andrea non può averne. Lola delira. Vuole un figlio che Andrea non può darle, meditando di rubarne uno.

DICEMBRE: Silvia vuole che Andrea conosca suo figlio e lui non capisce perché. Si da appuntamento con lei al parco, anche se sa che lo sta facendo pur non essendo semplice per nessuno. E’ una femmina. Ha chiamato sua figlia Beatrice. Lola lo ha pedinato. Una volta a casa, Lola è chiusa a chiave in bagno e Andrea sente come il pianto di un neonato. Riesce ad aprire la porta e la vede allattare con il suo veleno la bambina.

Il tutto è un crescendo non indifferente. Il tutto va finito di leggere perché vi ho rivelato anche troppo.
Un grande complimento di cuore all’autrice che con gentilezza mi ha chiesto di recensire il suo libro. L’ho fatto volentieri e ho trovato piacevole la sua lettura. Continua così Giusy!

L'amore liquido

Maria Chiara Chiti
(Fonte: https://snidgetphoenix.wordpress.com)

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