IL COLORE DELL’UVA di Sandra Rotondo (Recensione di Francesca Gnemmi)

IL COLORE DELL’UVA MATURA di Sandra Rotondo
Ciascuno di noi potrebbe perdere la ragione, non riuscire più a distinguere il bene dal male, quello che potremmo fare a noi stessi nel disperato tentativo di difenderci da ciò che temiamo.
Se a un ragazzino di tredici anni viene rubata l’innocenza, se viene usato come un animale e costretto a una violenza di cui solo il più mostruoso dei padri sarebbe capace, allora di quel giovane non resterebbe altro che un guscio vuoto.
Bellezza, successo, potere: Michael Lacroix, padrone del mondo. Auto sportive, lusso sfrenato e tante, tante donne. Amanti che cadono ai suoi piedi, ignare di contare quanto un soprammobile.
Un mondo fatto di sesso spinto, smodato e crudo, al confine tra lecito e pazzia. Sicurezza, determinazione, il solo modo che conosce per dominare il proprio dolore, per fare in modo che resti accoccolato nell’angolo dove lui stesso l’ha recluso insieme alle proprie debolezze.
Michael Lacroix ha dimenticato il suo essere umano. Ma l’amore, quel sentimento sconosciuto che credeva gli fosse precluso, avrà per lui il colore dell’uva matura, unico ricordo spensierato della propria infanzia.
Quello di Sandra Rotondo non è un libro erotico, poiché il sesso non è l’elemento principale della storia. È una componente forte e costantemente presente ma quale fattore conseguente a un abuso, un dramma che per anni ha segnato la vita del protagonista, in bilico tra equilibrio e follia.
Un percorso distruttivo e angosciante ma di crescita interiore, che spingerà un uomo alla ricerca di se stesso, per ritrovarsi dopo tanti anni a piangere il proprio dolore, a desiderare disperatamente l’amore di una donna che come lui porta grandi pene nel cuore, tornado a essere semplicemente Michael.
SANDRA ROTONDO

12119092_10203554863791712_8172770491529343758_n

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *