“Gnanca na busìa” di Clelia Marchi

“Gnanca na busìa” (Neanche una bugia) di Clelia Marchi

Recensione di Lina Mazzotti

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Clelia Marchi decise di scrivere un diario per trovare pace per la morte del marito.
Durante le notti insonni il dolore si faceva più acuto e lei fabbricò dei libri di ricordi, li costruiva interamente con carta e cartone rilegandoli con fili colorati che intrecciava con l’uncinetto.
Lì scriveva ricordi personali e del suo paese, con fotografie, ritagli di giornali documenti di una vita intensa.
Scrivere era un bisogno impellente che le sgorgava dal cuore e una notte non avendo più carta a disposizione trovò giusto usare un lenzuolo matrimoniale del suo corredo.

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“Non potevo più consumare le lenzuola con il marito, allora ho pensato di adoperarle per scrivere”

Come atto d’amore verso il compagno di una vita.
Pazientemente depose la tela su un cuscino sulle ginocchia e iniziò un lavoro certosino fatto di gesti antichi che durò due anni.
In questo tessuto ci sono i fili della sua dura vita da contadina con pianti antichi sulla fatica e del dolore del vivere che si intrecciano con il grande amore del marito e i figli, in un linguaggio sgrammaticato ma vivo in un italiano dialettale, un pò in prosa e un pò in poesia.
La sua vita raccontata con sincerità e al termine ha firmato con il nome del marito sopra il suo.
Clelia presentò il suo lenzuolo al sindaco di Poggio Rusco, che ne rimase impressionato e decise di coinvolgere l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, dove nel gennaio 1986 la singolare autobiografia venne depositata.

Per questo lavoro le venne attribuito il premio speciale dell’Archivio.
Il nipote di Arnoldo Mondadori, durante una visita al paese natale del nonno, venne a conoscenza dello scritto di Clelia sul lenzuolo. Volle conoscere a tutti i costi l’autrice e subito comprese di trovarsi di fronte a un’impresa letteraria fuori dal comune.
Così grazie alla Fondazione Mondadori e diventò un libro nel 1992, ebbe uno straordinario successo e fu ristampato numerose volte. Clelia Marchi morì all’età di 93 anni, il 6 marzo 2006, nella casa di Poggio Rusco in cui aveva sempre vissuto.

Titolo: Gnanca na busìa
Autore: Clelia Marchi
Genere: Narrativa
Milano: Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 1992
Pagine: 80

Lina Mazzotti [LiZ]

Ho sempre lavorato con bambini e anziani nell’ambito socio sanitario e nell’insegnamento. Lettrice vorace, amo scrivere poesie, collezionare aforismi, praticare l’handmade. Vivo a contatto con la natura e i miei dolci gatti.

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