Sul filo dei ricordi, di Silvana Sanna

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“… Proprio mentre leggevo quel libretto, miracolosamente sopravvissuto per quasi un secolo nell’angolo buio di un cassetto del vecchio comò finito in solaio, e mi assalivano l’orrore e il disgusto per la guerra, ma anche una tenerezza e una commozione infinite per le persone semplici quale è il mio carissimo nonno Giuseppe, mi è venuta voglia di scrivere questa storia.”
Il libro di Silvana Sanna celebra la storia di una famiglia, della sua famiglia, delle sue origini, che lei rievoca con affetto e genuinità; “Sul filo dei ricordi” (Miremi editore) è il racconto di un passato che mette in luce i valori della vita contadina del secolo scorso, il dramma della guerra, il saper affrontare con dignità e fatica le piccole e grandi difficoltà quotidiane.
L’autrice compie un viaggio nella memoria, narrando di tre generazioni, dolori, gioie, sacrifici, affetti; nella cascina di famiglia, in un paesino del basso Piemonte, incontriamo i personaggi che trascorrono con semplicità, passione e senso del dovere la loro esistenza, senza agi, né privilegi, sostenendo situazioni tragiche come le guerre che hanno sconvolto e travolto la vita di tanta gente, indifesa di fronte all’angoscia che ne deriva. Nonostante tutto, quella stessa gente ha saputo trovare una ragione per rialzarsi a continuare ad andare avanti, lavorando con fatica, cercando di sostenere la famiglia ogni giorno e di sorridere, anche con gli occhi tristi.
“Perché fu davvero un periodo duro quello della guerra, e non solo per gli uomini che erano al fronte.”

E poi ci sono i bambini che, in questa storia, sono di certo un esempio per il nostro presente, poiché hanno vissuto la crudeltà e l’orrore dei conflitti, soffrendo, ma con coraggio e forza, qualità da conservare e tramandare.
E alla sera, una volta al calduccio sotto le coperta ben scaldate in precedenza dallo scaldaletto di rame e dai mattoni messi ad arroventare nel forno della stufa e avvolti in stracci, i bambini stentavano a prendere sonno per il prurito dei geloni che li costringeva a strofinare i piedi con frenesia uno contro l’altro, e contro le ruvide lenzuola di canapa, per trovare un po’ di sollievo.

Sul filo dei ricordi” è stato scritto per non dimenticare le origini di un periodo che ci trasmette l’amore per le cose semplici, l’importanza delle virtù e della famiglia; la scrittura chiara, l’espressione composta e lo stile scorrevole rendono a noi una piacevole lettura, che ci fa riflettere sui sentimenti che sono universali, che devono fare da guida nei momenti bui, devono risvegliare la bellezza del nostro animo in ogni momento della nostra vita.
Il romanzo ora è anche disponibile in formato e-book con il titolo “Un nome inventato” (Narcissus edizioni)

Rosaria Andrisani

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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