Mamme non si nasce… lo si diventa!

Mamme non si nasce… lo si diventa!

di Erika Zerbini

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Eccoli!

Stanno arrivando… Parenti, amici e vicini.

Tutti lì a dirmi come devo fare.

SILENZIO! Vorrei avere il coraggio di dire, invece…

Napisan nella lavatrice, che i batteri fan male!

Fan male solo quelli sui vestiti della mia piccina, invece quelli nella carezza della tua mano sulla sua o nel tuo bacio posato su di lei… quelli sono sani.

Che fai, la tieni in braccio? eh, poi non ti lamentare se prende il vizio!

Certo, nella culla a strillare, che si deve abituare… all’assenza, a farcela da sé, perché il cordone è tagliato! Che sarà? Qualche ora o giorno o mese… Appunto, già da troppo secondo te.

Poveretta… non hai latte. Che privazione per la piccolina. Niente anticorpi: chissà cosa si prenderà!
Le dai il ciuccio?! Vabbé a te è concesso… niente tetta: che deve fare la creatura? Lei, poveretta anche più di te…

Già che il ciuccio c’è, usiamolo per quel che serve: una bella pucciata di miele o zucchero, la sera prima di dormire, così vedrai come saranno felici i dentini che verranno!

Bagnetto ogni sera, che rilassa…

Macché… a lei non piace e così non rilassa nemmeno me.

 Va bene, ora basta!
In tutta calma ti confido il mio pensiero… senza offesa, per carità!

Cara nonna, sorella, zia, amica, vicina… mi vuoi davvero aiutare?

Bene, pensa tu a pulire il pavimento che la voglio cullare, perché quell’urlo che non smette è il bisogno che ha di me. Lo senti quanto è forte? Lei ha il coraggio che io non ho e grida anche per me!

Perché mi dovrei vergognare? Ho bisogno di lei almeno quanto lei ne ha di me.

Noi che ci siamo separate da appena qualche minuto, ora, giorno, mese…
Ben nove ce ne sono voluti perché potessimo dividerci, quanti ce ne vorranno per convincerci di potercela fare da sole? Non lo so: lo scopriremo insieme.

Vuoi davvero farmi un piacere?

Non mi dire, non mi giudicare, non mi influenzare, non…

Prepara la cena… ritira i panni, stira due cose, dammi ciò di cui ho bisogno: silenzio e tempo!

Silenzio per ascoltarla e ascoltarmi; tempo per guardarla e guardarmi.
Perché io non so… e devo capire, sentire, provare, imparare…

Non son tutti uguali, sai?

E mi dispiace se tu porti il rimpianto d’aver fatto come t’han detto… e mi dispiace che tu non abbia avuto né silenzio, né tempo…

Oggi non è ieri…

Questa è la mia occasione di sbagliare: non te la prendere e lasciami fare…

 tratto da Professione MAMMA blog

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