Cara mamma ti scrivo…

Cara mamma ti scrivo…

di Erika Zerbini

cara mamma

…così mi distraggo un po’!

Ciao cara mamma,

come stai?

Lo so… di rado qualcuno te lo chiede, di solito ti chiedono come stanno i bambini…

A me interessa davvero come stai tu.

Non tentennare… non te lo chiedo per riempire il silenzio. Te lo chiedo perché voglio ascoltare le tue parole: tutte, fino all’ultima.

Capisco sai?

Anche io sono costantemente interrotta ancora prima d’aver terminato la risposta…

Non frega a nessuno come stai tu. Però sono in moltissimi a dirti come certamente ti senti.

Non sei felice?

Tu sei mamma.

Fra di noi possiamo essere sincere…

Ma che fatica è?

Enorme.

Delle volte è talmente grande che viene da piangere. Io non piango però… non trovo la forza nemmeno per quello.

Cosa vorresti? Cosa allevierebbe un po’ il tuo peso?

Un abbraccio.

Sì, anche io lo vorrei. Più di uno a volte.

Ultimamente vorrei un lavoro.

Da pazzi, non credi?

Penso che mi stancherei di meno… e avrei un po’ di tempo per me. Fosse solo il viaggio fino al posto di lavoro…

Delegherei le incombenze: porta, prendi, lava, stendi e stira, cucina, corri, vai e torna. Sarebbero il lavoro di qualcun altro.

I miei figli?

Mah!

Non so se ne soffrirebbero… Non più di quanto soffrano della mia stanchezza.

Un prezzo da pagare c’è sempre, per tutti.

E’ che quando ci si trova in mezzo al vortice non si sa come uscirne…

Cosa ti aspettavi tu dal diventare mamma?

Dolcezza. Carezze. Cura. Amore. Serenità. Appagamento. Pace.

Sì, anche io.

Dopo tutto il resto, le trovo.

Purtroppo dopo tutto il resto…

Sarà che oggi è venerdì, ho tutta la settimana sulle spalle e sono arrabbiata!

Tu no?

Beh, trovo ancora la forza di arrabbiarmi! Non piango, ma mi arrabbio moltissimo.

Perché?

Perché ho scelto di avere dei bambini e mi sento come se mi fossi macchiata di una colpa gravissima.

Ovunque mi giri c’è che mi risponde:

“Cavoli tuoi, non è un problema mio”.

I bambini oggi sono un problema… non più una risorsa su cui investire. Sono un problema solo nostro: portarli a scuola, andarli a prendere, trovare il tempo per tutti, dire loro la cosa giusta, al momento giusto, creando il giusto contesto, facendo bene attenzione a non ferire i loro sentimenti, senza causare loro traumi o insicurezze. Far fare loro attività sportiva, poi permettere loro la socializzazione, vuoi che manchino loro abiti di una certa qualità e giochi  ecocompatibili. Per non parlare di come dovrebbero essere nutriti: bollino col bambino, senza questo, quello e tal altro. Ma tu sei ricca? Perché io non lo sono… Nel fare ciò che posso, dividendo per tre, senza far mancare niente a nessuno, su qualcosa devo scendere a compromessi…

Anche a te capita di trovare spesso qualcuno pronto a giudicare?

A dirti come dovresti fare, cosa dovresti fare e quando… Se non sono quelli vicino a te, ci si mettono gli spot alla tv, i decaloghi sulle riviste, gli articoli dei luminari che sembrano usciti da un mondo a parte.

Gliel’hanno detto che siamo mamme e non cyborg?

Loro stanno dietro una scrivania con la penna in mano a raccomandarsi su come dobbiamo comportarci noi, ma sarei curiosa di vedere cosa fanno loro… Facile fare i professori a casa degli altri, non credi?

Sì, hai proprio ragione, dobbiamo smettere di sentirci così insicure e finire per farci influenzare dagli altri. Dobbiamo rivalutare una dote troppo spesso ignorata: il nostro istinto.

Ma tu, proprio tu: come ti chiami?

Piacere, io sono Erika.

Ti prego, fallo per me: chiamami per nome.

Perché io sono Erika, diventata mamma di….

Se lo dimenticano tutti. Io non sono più io, sono solo la mamma di… ovunque, eccetto che per mio marito, per fortuna…

Ecco, mi suona la sveglia!

Tra mezz’ora devo essere davanti alla scuola: escono i primi due di tre.

Devo andare…

Cosa faccio dopo?

Pranzo, metto a letto il piccolo, i compiti con la media, il piccolo si sveglia, merenda, usciamo per andare a prendere la grande, rientriamo, preparo la cena e poi a nanna… è un andirivieni scandito dalle sveglie!

Però…

Questa mattina… mio figlio aveva una faccetta così buffa! Zucchero a velo fino nelle sopracciglia. Gli ho scattato una foto: ho rubato 30 secondi alla tabella di marcia! E’ lui: meravigliosamente mio.

Prendevo il caffè e la media mi ha chiesto se poteva darmi un bacio. Ho annuito sorridendo e me ne ha dati 1.000, dicendomi: “Mamma, 1.000 regali per te!” E’ lei: meravigliosamente mia.

E la grande… lei mi ha guardata come per chiedermi come avrebbe potuto aiutarmi. Lo fa sempre… di aiutarmi. Le ho sorriso e dopo un bacio è andata a scuola. E’ lei: meravigliosamente mia anche lei.

Okay, mi metto in moto!

Vado a riprendermi i miei figli e li abbraccio più forte che posso!

Mi ha fatto piacere scriverti…

Felice di scoprire che non sono la sola mamma imperfetta che c’è. Felice di sapere che non sono l’unica mamma a sentirsi prima una persona. Mi consola sapere che la mia fatica è anche la tua.

Mi rincuora sapere che anche per te amare i tuoi figli è una grande gioia, quando riesci a rubare 30 secondi alla tabella di marcia e ti regali il godimento di un loro sorriso, un bacio, uno sguardo…

A presto cara! Piacere d’averti trovato…

Erika

tratto da Professione MAMMA blog

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