Lo specchio, di Altea Alaryssa Gardini

Donne. Semplicemente.

Una notte decisi di fare una passeggiata, l’aria era fresca e sentivo risuonare nella mente cori di archi e fiati. Forse era tutto un parto della mia mente, ma non sapevo frenarli, in fondo non lo volevo affatto. Un concerto tutto per me non lo avrei ottenuto neanche se fossi stata la reincarnazione di un angelo o avessi commesso una strage di innocenti. Sentivo la dicotomia tra bene e male così distinta, senza un perché, come se nella mia mano sinistra ci fosse il cielo e nella destra il coltello per trafiggerlo.
Anche se avessi obbligato il cielo a guardare mentre veniva trafitto, chissà cosa avrebbe mai avuto da obiettare, in fondo succedevano milioni di atrocità e nessuno muoveva mai un dito. Qualcuna in più non avrebbe cambiato nulla.
Mi fermai ad ammirare la città dall’alto, e decisi di sedermi.

Guardavo nel vuoto, osservavo il vento ed un enorme cerchio di fuoco ai miei piedi. L’aria era colma di disperazione e mi sentivo cullare, quasi questo mi calmasse. Era così strano che scoppiai ridere, chi mai si beerebbe della disperazione? Cosa mi sta facendo questo mondo, cosa io gli sto permettendo di farmi? Basta, non mi interessa, faccia pure quello che vuole.

di Altea Alaryssa Gardini

http://www.tantestorie.it/storie-brevi/lo-specchio.html

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