SEDEVANO AL TAVOLO DEL VIZIO SEI SORELLE di Roberta Manzin

Sedevano al tavolo del vizio sei sorelle. La prima, magra e dagli occhi infuocati, teneva a bada il suo piatto, e si asteneva dall’assaggiare alcuna portata. Mentre si colloquiava, la seconda -dai drappi d’oro di tessuto cadente- beffeggiava continuamente le altre senza concludere alla fine, nulla. A fianco, una delle più silenziose, restava quasi indifferente a ciò che accadeva. E non si entusiasmò, neppure quando -ad un certo punto della cena- Lei divampò in un dettagliato racconto piccante. Era la quarta sorella, quella seduta a fianco della prima, che -senza troppi peli sulla lingua- portava in scena la sua ultima storia d’amore. Scandalizzata o forse chissà, invidiosa, la quinta sorella si prodigò in sermoni morali da far sorridere le commensali. E mentre tutte quante erano intente a osservare la scena, l’ultima sorella divorava il cibo che altrimenti si sarebbe raffreddato. Un quadretto reiterato nel tempo.
Prevedibile. Nella sua stabilità, quasi rassicurante. Si ritrovavano ogni anno -le sorelle- a festeggiare i capitali che avevano nel tempo accumulato per ciò che erano. Ma -si sa- il tempo logora anche le abitudini. Soltanto in quel momento, in cui la scena era maledettamente immobile, arrivò l’ospite inatteso. Una donna vestita di verde scintillante, si avvicinava al tavolo. E con una furia selvaggia rovescio’ tutto ciò che c’era sulla tavola imbandita. Imprecando onori che non aveva avuto. Indicando colpevoli in chi aveva solo goduto di attimi fuggenti. Pretendendo riconoscimenti anacronistici. Era la sorella nata da un rapporto sbagliato. Ed era venuta a chiedere il conto…
Roberta Manzin

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