“Accabadora ” di Michela Murgia. Recensione di Monica Giusto

 12241180_10200890905111873_1561408880224078538_nRecensione di Monica Giusto

“Accabadora ” di Michela Murgia.

Il testo narra la storia di due donne: Tzia Bonaria Urrai, professione sarta, vedova seppur mai consacrata dal vincolo matrimoniale e Maria Listru, “fill’e anima” colpevole suo malgrado d’essere nata per ultima in una famiglia di umili origini. I loro destini si incontreranno come fili preziosi di un telaio antico. Penelope avrà il nome ed il volto di Anna Teresa, la madre naturale di Maria, la quale darà in consegna, ancora bimbetta, sua figlia alla sarta del paese.
Siamo alla fine degli anni cinquanta a Soreni, piccolo paese della Sardegna dove i destini dei protagonisti avranno spesso il sapore intenso ed amaro che caratterizza l’ultimo sonno. È la vita, quella vera, fatta di lavoro nei campi e pasti semplici, ma pieni di sapore, che si mescola con l’aspro della morte, dove Bonaria, da tutti chiamata l’accabadora, ovvero colei che finisce, è la figura centrale. Salvatrice o assassina? Compassionevole o crudele? Tutti in paese sono a conoscenza della ragione che spinge la donna ad assentarsi spesso da casa di notte. Maria, invece, non sa, non vuol sapere, per anni resterà aggrappata alla sua candida ingenuità fino a che la crudezza delle parole di un suo amico la sveglieranno dal torpore della propria infanzia. Scappera’ Maria, andrà lontano, si separera’ dalla sua amata terra del Sud per gettarsi nel gelido inverno torinese. A questo punto l’autrice, volutamente o forse no, mostrerà un tempo ed un luogo differente. Al lettore sembrerà quasi di leggere due storie parallele, l’una con i profumi e le tradizioni primordiali della Sardegna e l’altra ambientata nella fredda contemporaneità

Il finale è paradossalmente previsto, ma non per questo scontato. Tutto appare, con le ultime pagine, rimettersi al loro posto naturale come ciocche di capelli per un attimo scomposte da una folata di vento.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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