“Con la testa nel forno e i piedi nel frigo” di Lolo Gramma

“Con la testa nel forno e i piedi nel frigo” di Lolo Gramma

Recensione di Emma Fenu

forno frigo

Con la testa nel forno e i piedi nel frigo, e il cuore in mezzo, teso nello strazio fra gelida ragione e divampante passione, fra due estremi destinati a non toccarsi e a non congiungersi mai, se non in assenza di corrente, nel buio del nulla.

Non si tratta di un romanzo “facile”: neppure l’epilogo, all’apparenza rassicurante, lascia al lettore la sensazione avvolgente di una temperatura media.

La storia, infatti, non può concludersi nell’ultima riga, perché essa è vita vera, un secondo dopo è già diversa e non la si può fermare nero su bianco.

Daria e Lena, le protagoniste del libro della giovane autrice che si presenta al pubblico con lo pseudonimo di Lolo Gramma, percorrono strade diverse,  ma che, talvolta, si incrociano. Due donne accomunate da un solo tratto distintivo, quello di essere atipiche, ossia estranee a sondaggi che descrivono un’Italia intrisa di stereotipi.

Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel frigo statisticamente ha una temperatura media”.

Charles Bukowski

Non ci sono indagini demoscopiche che possano accogliere queste anime inquiete, in cerca di identità ed equilibrio: donne violate da assassini e boia  di se stesse, donne bulimiche o anoressiche d’amore che, a trent’anni, si muovono in un’adolescenza protratta e putrefatta, in cerca di uno specchio non deformante in cui riflettersi.

Non ci sono uomini di cui fidarsi davvero, nemmeno in luoghi che profumano di cera e di incenso, dove perfino Dio sembra distratto e dove nessuna Vergine Madre tende le braccia di gesso.

Eppure, in questa storia che si dipana svelta, attraverso uno stile pulito e asciutto che non indugia su tinte troppo fosche, non manca la luce della speranza, se pur celata dal velo della provocazione.

Siamo tutti, o almeno una volta ci siamo sentiti tali, con la testa nel forno e i piedi nel frigo.

Solo numeri da statistiche, marchiati come deportati.

Anime scosse da brividi o bruciate su pire.

Vite in attesa di un sole tiepido che non tarderà ad arrivare, magari tramite un libro che è ponte su cui incontrarsi.

Perché l’ho fatto? Bè… questa sembra essere la domanda preferita dalla maggioranza. Dai, ammettiamolo.

Ogni volta in cui qualcuno di noi fa qualcosa di apparentemente illogico, la mente umana non riesce, proprio non ce la fa a esimersi da un potenziale giudizio e, intimamente deve farlo, deve puntare il dito.

E tutto inizia da quel quesito, si, quello che sembra tanto innocente da non dover fare del male a nessuno. Anche gli infanti lo fanno continuamente. Loro domandano incessantemente: perché?

L’interrogativo corretto, tuttavia, sarebbe: cos’avrei potuto fare altrimenti.

A chi domanda, a chi non comprende, ma anche a chi con filantropico amore mi si avvicina vorrei gridare di lasciar perdere. Non ricordatevi di me. Persino io ho dimenticato”.

Titolo: “Con la testa nel forno e i piedi nel frigo”
Autore: Lolo Gramma
Edizione: Lettere Animate, 2014
link d’acquisto:

https://www.amazon.it/Con-testa-forno-piedi-frigo/dp/8868823586/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1475609189&sr=8-1&keywords=testa+forno+piedi+frigo

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *