L’angelo della dimenticanza, di Giada Alessia Lugli

download (3)Clara ha una tuta da palombaro. La tiene con sé sin da quando era piccola, è la sua coperta di Linus, la sua seconda pelle. Decide di togliersela un giorno, e per cosa se non per amore? Per donarla a lui, Clara si toglie la sua corazza. E lui la prende con leggerezza, la porta via, lascia Clara senza protezione e senza amore, per poi abbandonare la tuta sullo zerbino, sgualcita e bucata. E’ pur sempre una corazza, con qualche spiffero ora, ma Clara se la rimette addosso e ritorna nel suo mondo interiore.

Va tutto abbastanza bene, tranne quando Clara rivede lui, il ladro di scafandri. E forse non per caso quel giorno, quando lui esce dal bagno di un bar defilato, a salvarla c’è Ileana, che fino ad un secondo prima beveva una birra ghiacciata e sfogliava distrattamente un giornale.

E’ Elisa che ci racconta la storia di Clara ed Ileana, la sua famiglia. Elisa è la figlia di Clara – arrivata proprio quando la tuta era stata portata via – e la nipote di Ileana, che diventa zia da quel giorno al bar.  

Già, cos’è una famiglia? Per Elisa sono una mamma minuta e pacata ed una zia che percorre le strade a grandi falcate e dispensa qualche ceffone, all’occorrenza. Sono due donne che, intente a capire quale sia il loro sogno, decidono di trasformarsi in fate per realizzare quelli degli altri. Due donne che si bilanciano, la mora e la bionda, la quiete e la tempesta, la mamma e la zia. A poco a poco, come per osmosi, si scambiano pregi e difetti e scoprono di condividere la capacità di sentire le cose prima che stiano per succedere.

Dove e qual è il confine tra realtà e fiaba? Quando siamo certi che una cosa non sia possibile? Forse immaginiamo che una cosa sia possibile solo se ci è capitata, o se abbiamo le prove che sia capitata a qualcun altro. Non siamo pronti ad accettare una realtà se è impalpabile, se non ci sbattiamo il naso contro e ci rimangono i graffi. 

“L’angelo della dimenticanza” è un libro che parte da pochi personaggi e ne sviluppa decine di altri che, decisamente non per caso, passano da Orino alla ricerca dell’aiuto delle fate. Le fate fanno magie e realizzano sogni, ma a guardare bene le fate semplicemente vedono il nostro sogno dalla loro prospettiva quindi ci indirizzano verso un percorso senza fondo cieco. Nel frattempo però, raccolgono indicazioni per il loro di sogno, accogliendo chiunque entri dalla porta della loro agenzia. Compresa Teresa, alle cui parole nessuno ha mai creduto, ma che costringerà anche voi a toccarvi la fossetta sopra il labbro e ad allargare i vostri orizzonti. 

Amore, amicizia, risate, ma anche dolori e paure e qualche zuffa. Il tutto sapientemente ritmato dallo stile dell’autrice che non annoia e non stanca; ci trasporta dolcemente nella lettura facendoci godere il paesaggio senza lasciarci adagiare troppo e ci coinvolge: siamo anche noi parte dell’agenzia, anche noi ci trasferiamo ad Orino.

Alla fine necessariamente vi porrete delle domande. In quale misura una cosa è reale? Cos’è l’amore, quando siamo pronti ad accoglierlo o a lasciarlo andare? E, soprattutto, quanto è spesso il nostro scafandro?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *