“Moti dell’anima” di Anna Maria Lombardi e Marina Marini Danzi

“Moti dell’anima” di Anna Maria Lombardi e Marina Marini Danzi

Recensione di Ilaria Biondi

Moti dell'animaPerduti tra gli inutili rumori del mondo.

Risucchiati dalla febbrile corsa di giorni svuotati dall’indifferenza – gusci corrosi aggrappati all’effimero, estranei a noi stessi e ignari dell’altro.

Rapiti nelle maglie fallaci e tentatrici del vacuo e futile chiacchiericcio.

Intrappolati nelle vane e illusorie chimere che ci annebbiano, fuggiamo inconsapevoli davanti all’ineffabile bellezza della vita e al bagliore dell’istante in cui essa scaturisce e si rivela, pronta ad essere colta.

Lontano e sconosciuto si fa ai nostri occhi stanchi, che più non guardano, e alle nostre orecchie deboli, che più non ascoltano, tale muto e solenne mistero, che giace sepolto in terre remote, da cui partimmo, un giorno…

La poesia può però aiutarci a non smarrire la direzione.

A non perderci nell’inerzia dell’angoscia.

A cercare la nostra sopravvivenza.

A riportarci verso i limpidi lidi dell’infanzia della nostra Anima, ripercorrendo a ritroso il nostro personale labirinto.

Per ricongiungerci, con filo d’oro invisibile ma tenace, al nostro Sé, alla nostra Essenza primordiale, ciò che ci rende unici e che ci indica – se solo sappiamo ascoltarla – quale sia il nostro senso nel cosmo.

Senza facile o ingenuo ottimismo, con saggezza, pudore e con un’assolutezza di pensiero che rifulge come pioggia mattutina, Anna Maria Lombardi e Marina Marini Danzi nella silloge Moti dell’anima si interrogano sul proprio itinerario esistenziale.

Lì dove giacciono e si addensano dolore.

Rimpianti.

Difficoltà.

Ricordi.

Malinconia.

Struggenti delusioni.

Speranze.

Sogni.

Granelli di allegria.

I giorni fuggenti, cui il verso regala limpidezza e musicalità, non sono tuttavia punti dal tormento.

Perché l’anima, come farfalla che leggera danza nel vento, trova, o per meglio dire ritrova se stessa nel silenzio sacrale della Natura.

Ed è in questo ritrovato legame ancestrale che Essa torna vergine e si apre ad un profondo e meditato amore per la vita.

Le trame di luce dell’alba raccolte con garbo nelle pagine di Moti dell’anima profumano di silenzio quieto.

Moti dell'anima

Risuonano di fiori sfavillanti.

Sono avvolte da nuvole di perla.

Camminano col passo lento, lieve e paziente del ragno.

Ci conducono su sentieri carezzati dalla rugiada dell’anima.

Restituiscono al nostro cuore la frescura mattutina.

Ci strappano alle ingiurie del tempo e del mondo, che impietosi scavano ferite nelle nostre vene e nella nostra pelle.

Parole che sono un mare luminoso, che tutto inonda e tutto culla.

Parole che si rincorrono, si prendono per mano, si sospendono nel limbo dei sogni.

Arcobaleno di foglie e memorie che celebrano il supremo e arcano trionfo della vita.

I versi di Moti dell’anima, dalla sobria e delicata eleganza, suonano come armoniosa melodia, che ci invita a deporre gli sterili, ingannevoli e minacciosi ragionamenti del pensiero – capace di far divenire il cuore un chiuso deserto, coprendolo come pesante cappa che imbriglia e soffoca emozioni  e vivo sentire – e a ballare invece la Danza della Vita, che con pienezza feconda germoglia e sboccia senza fine.

Le liriche di Anna Maria Lombardi e Marina Marini Danzi hanno ognuna una propria, individuale fisionomia e parlano con voce unica e irripetibile.

La Marini Danzi predilige ad esempio titoli più asciutti, sovente costituiti da un solo sostantivo, elemento pregnante attorno al quale si condensa tutta la forza del componimento.

Parole-chiave che ci trascinano nel suo mondo poetico.

Per non citare che qualche esempio:

Canzone  

Armonia

Lacrime

Libro

Natura

o Preghiera, quest’ultima giocata su una potente metafora guerresca, quale incitazione rivolta a se stessa a percorrere la propria strada con convinzione e coraggio.

La Lombardi indugia talvolta, e con esiti di grande intensità, su scene di vita quotidiana, come in Immigrato, un dolente ritratto a sfondo sociale ove ella riversa il suo sincero senso di compassione umana.

O su istantanee legate ai propri ricordi personali, come nella struggente Era luglio… sorella o nel quadretto dolcemente malinconico tratteggiato con poche, efficaci pennellate di Ricordi di bimba.

Pur nella loro unicità, le liriche delle due poetesse si richiamano.

Sono intrecciate dai fili invisibili della sororanza d’anima, come già indicano i rispettivi titoli  dei componimenti, alcuni dei quali sembrano specchiarsi gli uni negli altri:

EssenzaL’essenza e Essenza;

Si scioglie la lacrimaLacrime;

Ricordi di bimbaRicordi;

Allo spiccar del voloVoli della mente;

Amori, Quanti amori, Amo come possoIl messaggio dell’amore.

Esse sembrano congiungersi in un Altrove misterioso, per cantare una Religiosità pura e radiosa.

Una spiritualità profonda quella di Moti dell’anima, che celebra gioiosamente la sacrale Immensità del Tutto.

Quella Grande Madre nella quale nuovamente innaturarsi.

Quell’isola felice che abbandonammo ma la cui memoria antica è sepolta in noi, lasciando tracce indelebili nella nostra anima.

Una religione del donarsi, del farsi liquido per penetrare ed essere penetrati e attraversati dall’energia vitale.

Una religione della rinascita del cuore e dell’anima nella pienezza della vita.

Come questa originale lettura della Pasqua di Marina Marini Danzi i cui versi celebrano non i dogmi, i rituali e i canoni della festività cristiana appartenente alla nostra tradizione, bensì l’Amore nel suo senso più grande e più alto, senza confini:

“ Ma l’amore mai non muore,

per quanto sia lunga la notte,

per quanto il gelo sia forte

la nostra Pasqua arriverà.

[…]

Nuova e antica Luce scalderà l’anima.

Sarà amore,

un amore nuovo”

(Pasqua, di Marina Marini Danzi)

Una religione che canta l’armonia suprema del cosmo e delle creature che lo compongono.

Moti dell'anima

La Lombardi e la Marini Danzi, nei cui versi si ravvisano a mio parere un moto di panteistica fusione e un radicamento convinto  negli insegnamenti spirituali trasmessi dalla grande tradizione della saggezza orientale, esprimono con fervore e gratitudine il desiderio interiore di abbandonarsi alla perenne e  segreta forza della creazione che permea l’intero Universo e che si rivela a noi – sovente sordi al suo richiamo – con parole antiche e ineffabili.

Stare in ascolto, e sentire il battito dell’Universo che respira nel cuore di ogni cosa.

Non cadere nelle fallaci e illusorie trappole della mente, che stolidamente ingabbia e intontisce il cuore.

Aprirsi e donarsi, con cuore gonfio d’amore, alla “nuova e antica Luce”, al Sole della Vita.

Moti dell'anima

 

“La gioia di donarsi

supera le cicatrici del dolore”

(Essenza, di Anna Maria Lombardi)

Farsi acqua e vento.

Immergersi nell’Immensità della Natura.

Sentirsi una cosa sola con l’altro.

Con animali, fiori, piante, roccia e sabbia.

Rivivere nell’abbraccio cosmico con gli elementi l’unione ancestrale con il “generoso ventre”.

Con la “pulsante vita” della genitrice, “gioiosa dea” che ci invita a ricordare l’arcano soffio del nostro passato perduto.

Sentire che il “divino” si concreta nell’Essenza di ogni cosa e che ogni cosa è frammento.

Granello di Esso, dell’Unità del Tutto.

Il paesaggio – sia esso distesa fiorita, spiaggia che odora di salsedine, vento che scuote gli alberi – è luogo di epifania.

I misteriosi moti dell’anima, le vibrazioni del cuore danzano con le onde del mare.

Sono carezzati e cullati dalla “luna velata”.

Risuonano della melodia armoniosa che invade e riempie ogni fibra del corpo.

L’Anima vive con commozione e partecipazione questa fusione con il Tutto, che si rispecchia nelle singole particelle del mondo vivente.

Da cui la frequente presenza nelle liriche di elementi naturali come i fiori, non di rado citati per specie, con moto intimo e confidenziale.

La rosa con le spine di Anna Maria Lombardi.

Il gelsomino odoroso, l’orchidea misteriosa, il glicine, le fresie, le tamerici rosa, le zagare di Marina Marini Danzi.

Moti dell'anima

Gli alberi, con le loro radici che affondano maestose nel ventre di Madre Terra.

Le alte vette.

Gli animali, con le ali di libertà delle farfalle e la bellezza regale delle aquile che nidificano laddove nessuno osa interrompere il loro silenzio.

Il cielo e le nuvole, luogo segreto dell’anima al quale l’Essere tende, in uno slancio di infinita nostalgia, per ritrovare la propria antica strada.

Il bosco e i prati.

La sabbia e il mare.

Il vento, che carezza e fa vibrare di Gioia i corpi e porta sulle proprie ali trasparenti sogni ed emozioni.

Il lessico poetico di entrambe le autrici indugia su alcuni campi semantici nei quali si enuclea il senso profondo delle liriche.

Quello della musica e della danza (melodia, suono, danza, balla, cantare, voce, note, ascoltare, sinfonia, archi, organo, concerto ecc.), potenziato da immagini legate alla gioia e alla vitalità, ad esprimere la felice corporeità che pienamente si espande e si dischiude in consonanza con l’anima del Tutto.

Pertengono a questa costellazione semantica anche le immagini del silenzio, che è la voce par excellence della Natura.

La condizione nella quale l’anima sperimenta la piena unione misteriosa con l’Altro Sé e con l’anima dell’universo, in un flusso di armonia superiore.

Altre immagini frequenti in Moti dell’anima sono quelle legate alla maternità, alla procreazione, alla fecondità, quale celebrazione del flusso eterno della Vita e dell’Amore, al quale l’io poetico aderisce con ardore, in un movimento di estatico abbraccio cosmico.

Ora le immagini sono più esplicite, richiamate da termini quali: germogli, fertili, gravidi, ombelico, generoso ventre, pulsante vita, genitrice, nettare, nutrimento, Madre Feconda, ninna nanna, cullare.

Ora esse si legano al mondo dell’acqua, elemento vitale primario nonché simbolo di purificazione (acque, marosi, onda, oceano, nuotato, fiume, torrente, limpida acqua, lacrime, perle del cielo, lavare, pioggia, lago, stagno, fluisce, sacra rugiada, ruscello …).

Moti dell'anima

Al tema dell’acqua si incardina la metafora marinaresca del viaggio per mare (barca, vele, lidi, timoniere, marinaio, mozzo, marosi, prua, velieri, polena, tempeste, timone, gorghi, stella polare, gomene, sartie ecc.).

Il brusio delle onde salate “accarezza il cuore” e “placa la mente” come una dolce nenia.

Conduce verso terre impossibili e misteriose, lontano dalle sterili e dolorose tempeste che affaticano le mani e sconvolgono la mente .

La trama poetica di Moti dell’anima si tesse inoltre intorno alle immagini di Luce (sole, raggi dorati, luce, stelle, luna, illuminare, risplendere, rischiarare, brillare, giochi di luce, alba, luce chiara, nuova e antica Luce ecc.), quale emblema del risveglio sacrale e misterioso dell’anima alla vera vita.

Così le anime scoprono di essere sorelle, di vivere dello stesso respiro, avviluppate da un manto d’infinito Amore, profumato e dai colori dell’arcobaleno.

La lunga notte imprime ferite sul cuore e sul corpo.

Ma l’anima saggia e coraggiosa non si arrende alle cicatrici.

E lava via le ferite brucianti con un dolce balsamo che carezza.

Culla.

Sfiora.

E delicatamente avvolge…

È la magia.

Il segreto.

Il sognato incanto dell’Amore.

L’alito infinito del Tutto, l’Essenza che risuona nel cosmo.

Che fa vibrare di Vita il cuore e il corpo.

L’anima si perde, per ritrovarsi, nel suo Sé più profondo, ove calma, potente, forte e delicata risuona la sapienza antica dell’universo.

Con cuore grato per le emozioni ricevute, auguro alle Parole di Moti dell’anima di camminare – ora e per sempre – lungo un sentiero trapunto di stelle…

Titolo: Moti dell’anima
Autore: Anna Maria Lombardi e Marina Marini Danzi
Editore: Centro Tipografico Livornese Editore
Anno edizione: 2015

 

https://www.bookrepublic.it/book/9788898972395-moti-dellanima/

SINOSSI

L’anima umana evolve, si completa e si realizza attraverso il movimento verso l’esterno di dinamiche esistenti all’interno della persona e tramite la creatività, l’espressione e la capacità trasformativa ed operativa sulla realtà.

Scrivere poesie, come ogni forma d’arte, fa parte del bisogno dell’uomo di creare, raccontare e raccontarsi, di volare in alto con la fantasia verso lidi antichi o non ancora esplorati.

Le liriche contenute in questo libro vogliono esprimere, con parole semplici, le nostre più profonde emozioni, i nostri sentimenti, la nostra personale ricerca che desideriamo umilmente condividere con il lettore.

A lui e ai nostri cari, dedichiamo questa raccolta, sperando che in essa possano in qualche modo rispecchiarsi e rivivere alcune emozioni antiche, profonde, che giacciono sepolte nel cuore di molti di noi.

I temi presentati in questa silloge sono vari e vanno dall’amore all’amicizia, dalla natura alla nascita, alla morte, oppure sono frutto semplicemente del nostro estro.

(dalla quarta di copertina)

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2 commenti:

  1. Carissima Ilaria non mi stupisco oramai più dinanzi al tuo gran garbo ed alla tua estrema sensibilità nel condurre il lettore lungo l’osservazione di un testo non dimenticando di mostrati entusiasta nel suggerire la sua lettura a chi è come me sulla tua stessa lunghezza d’onda. Mi hanno colpito vari aspetti di queste due poetesse che sembrano “essere necessarie” l’una all’ altra”. Una fra tutte i”moti dell’anima” che se ricordi invoco io in una delle mie lettere per essere placati. È così la poesia nasce da questi moti inconsapevoli ed irrefrenabili. Complimenti per questo ottimo lavoro 🙂

  2. Carissima Liliana,
    accolgo con gioia e commozione le tue parole, dense di affetto e generosità, e ti sono grata, immensamente grata per la sensibilità e il garbo con i quali sempre presti attenzione a ciò che scrivo. Concordo perfettamente con le tue osservazioni, anch’io per prima sono stata colpita dalla sintonia, dall’empatia che i versi delle due poetesse sprigionano, come se ci fosse una corrente invisibile di energia che le “collega”, che corre da un capo all’altro delle pagine e come soffio di luce tutto pervade.
    Ricordo perfettamente le tue, di parole, i moti della tua anima, ai quale riesci a dare voce con dolce forza, cogliendone la complessità, indagandone le pieghe più riposte, senza mai sottrarti al dolore della notte ombrosa e, al contempo cercando, come esploratore infaticabile e audace, la nuova Aurora che sempre nasce, dopo il buio pieno di spine. Un caro abbraccio, sempre

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