FLUO di Isabella Santacroce -Recensione

Solo chi ha alle spalle un oscuro passato, può aver apprezzato la pazzia geniale di questa scrittrice romagnola.  Isabella Santacroce. Una scrittrice che non ha peli sulla lingua e certamente non ha parole che rimangono incastrate nella penna. Vomita tutto quanto come le va, senza preoccuparsi minimamente di chi ferire o di chi urtare la sensibilità. Forse questa forma di estremismo l’ha portata ad essere un’autrice di nicchia, un’autrice per pochi eletti con stomaco di ferro e pazienza aldilà delle proprie aspettative. Perché si, con Isabella, ci vuole tanta pazienza. Il suo linguaggio strano ed estroso non è ciò a cui normalmente siamo abituati, ma la sua genialità sta proprio in questo: l’aver trovato e scovato tra mille, il codice che fa la differenza in un mare di pesci più o meno dagli stessi colori.

Non è il caso di Fluo, storie di giovani a Riccione, che rispetto ad altri libri della stessa può risultare diverso, a tratti piacevole. Una ragazza alle soglie della maggiore età, narra in prima persona di una calda estate sulla riviera romagnola negli anni novanta. Coppie che si baciano e si scambiano effusioni in pubblico. Il mondo della droga. La movida notturna, il divertimento, le discoteche. La condivisione di un’avventura con amici e amiche attraverso mondi paralleli per sfuggire al mondo degli adulti, che di lì a poco, attende tutti.
E’ un grande viaggio quello che si fa nella vita per uscire dall’adolescenza ed entrare nel mondo dei grandi, un viaggio che forse, non tutti sono pronti a fare quando sono chiamati. La ribellione. Il rifiuto. La noncuranza. Aggiungendo pantaloncini troppo corti, un fisico magro e asciutto e l’insofferenza tipica degli adolescenti, si crea un cocktail preciso di quello che è la protagonista del libro, alla ricerca di qualcosa che non sa definire, o forse solo di se stessa.

Lo stile della Santacroce è inconfondibile: colto, barocco, a tratti volutamente pesante. L’utilizzo personale che fa della punteggiatura è il suo punto di forza perché con il ritmo che da alle sue opere, è lei che decide come tu debba sentirti mentre leggi: se in ansia, se gioioso, se affannato.
Trovo che l’autrice sia degna di una possibilità da parte di chi ancora non la conoscesse e a tal proposito seguono  Luminal e Destroy, che chiudono questa trilogia, che consiglio di leggere vivamente.

(Potete trovare questa recensione anche sul mio blog personale: https://snidgetphoenix.wordpress.com/2015/10/12/fluo-recensione/)

Maria Chiara Chiti

Un commento:

  1. Incuriosita dalla recensione lo leggerò!

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