LE LUCI DI SETTEMBRE di Carlos Ruiz Zafòn – Recensione

Da tempo immemore vige la leggenda metropolitana che Settembre sia il Lunedì dell’anno. Un mese totalmente inutile. Molto spesso perché invece non se ne coglie il vero senso. Non si riesce a catturare nel proprio cuore quel meraviglioso momento in cui sembra che tutto torni a vivere: il lavoro, il tran tran giornaliero, le emozioni, le collaborazioni. Come se qualcosa fosse in procinto di rinascere. E la luce, meravigliosa forza che permette la visione, la pace interiore, bianca e splendente come le belle anime che ne sono attratte. Ma niente di così luminoso si narra in questo racconto di Zafόn. Un racconto tra il thriller e il fantasy, dove luci e ombre si susseguono in una danza macabra che sconvolge, che lascia col fiato corto dalla paura, che lascia con una sorta di angoscia lì, proprio in fondo all’anima, dove il freddo sembra fare tutto il resto.

luci di settembre

Luci di Settembre narra la storia di Simone, madre di Irene e Dorian, adolescenti, rimasta improvvisamente vedova. Insieme ai figli, scappa da Parigi trasferendosi sotto consiglio di un amico di famiglia in un piccolo paesino sulla costa della Normandia, per sfuggire ai debiti lasciati dal marito. Viene assunta come governante presso Cravenmoore, la residenza di un eccentrico  fabbricante di giocattoli, Lazarus Jann, nella quale si cela un oscuro segreto. Inizialmente l’uomo tratta con premura i nuovi abitanti di quello sperduto paesino, intavolando con loro una certa confidenza e in seguito, una bella amicizia. L’improvvisa sparizione di Hannah, porteranno Ismael, suo cugino lupo di mare e la giovane Irene, figlia di Simone Sauvelle, a intraprendere delle indagini per capire cosa sia successo alla ragazza, con ovviamente storia d’amore annessa. Eventi macabri e strani eventi sembrano intrappolare quel luogo, quella residenza e quel bosco adiacente, quella fabbrica di giocattoli. La costa è ricca di fari ed è proprio tra i banchi di nebbia tipici della zona, su di un’isola della baia che ospita un faro, che si scorgono luci strane. E’ Ismael, marinaio, che scopre la verità sulle luci di settembre e rivela in parte il mistero a Irene. Si narra che, secondo la leggenda, moltissimi anni prima, durante una festa in maschera, una giovane donna sia fuggita da Cravenmoore, per raggiungere l’isolotto del faro. Non tornando più indietro. Il suo corpo non fece più ritorno sulla terra ferma e da quel momento, ogni notte di luna piena di settembre, è illuminata da strane luci provenienti proprio dal faro.

Un diario, una donna, giocattoli e misteri. Un viaggio all’interno di una storia che regala suspance e che tiene incollati alle parole con occhi sgranati in attesa di risposte, mentre il gomitolo di filo intrecciato, piano piano, viene smatassato.

È il primo libro di questo autore che leggo: avrei voluto iniziare con il più famoso, L’ombra del vento, ma credendolo sopravvalutato, sono felicissima di essermi potuta approcciare al suo stile attraverso un’opera di cui non avevo sentito parlare ma di cui mi sono potuta innamorare parola dopo parola.

(Potete trovare questa recensione anche sul mio blog personale: https://snidgetphoenix.wordpress.com/2015/10/12/le-luci-di-settembre-recensione/)

Maria Chiara Chiti

Un commento:

  1. Bella recensione di un libro che sicuramente leggerò.

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