Viaggio nell’anima in tre canti di Enzo Martines

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Viaggio nell’anima in tre canti di Enzo Martines

Gaspari Editore – Collana Diverso inverso  pag. 75

Il poeta si consegna nell’anima e nel corpo al dramma della storia, costruendo un corpus poetico che percorre le tappe di un viaggio che pone il proprio divenire nell’osservazione della natura, fino alla rivelazione finale, in cui il femminile prende per mano l’uomo e il poeta.

Il primo canto: “È ora” costituisce l’inizio, il punto di partenza in cui l’autore volge lo sguardo sul mondo che lo circonda, uno sguardo infantile, che percorre e ripercorre il filo della memoria, soffermandosi su quelli che definisce i compagni del tempo: l’albero di mandarino, il pergolato d’uva, la pianta di gelsomino

È ora, posso raccontare del mandarino,

del gelsomino, del’uva pensile,

posso sfidare gli intrecci delle piante,

dei fichi d’india, delle ruvide spine sui ruvidi declivi,

che cingevano le vie sterrate e roventi,

ora che io mi avvinghio ai sostegni dei giorni che vanno…”

 Nel secondo canto: “Il mondo dei sospiri” lo sguardo del poeta si sposta su un’altra dimensione, spogliando l’immagine superficiale e scontornando i profili visibili. È un’operazione interiore che rifugge ogni spiegazione comoda, facile, palese. Cerca l’essenza, la radice delle parole, l’emozione insita in ciò che giace in profondità.

“Quando vieni rapito dallo stupore, a volte

È inevitabile rivolgersi all’Autore massimo,

filare immensi piati nei gomitoli della bellezza,

onorare con le lacrime chi ti accosta al mondo dei sospiri.

Avrai voglia di chiamare nomi a te cari, senza vergogna,

persone incagliate nelle corde della tua anima,

guidato dalla tua modestia e dalla tua gentilezza cristallina…”

 Il terzo canto: “La collina della democrazia” conclude il percorso poetico e di ricerca dell’autore, racchiudendo in un cerchio l’esperienza acquisita, la contemporaneità del vissuto odierno, insieme ai colori e ai profumi del Mediterraneo.

Ed è proprio nella visione che abbraccia il Novecento, la Grecia, il Maghreb, il Medio Oriente e l’Africa; che la rivelazione si apre all’animo del poeta in tutta la forza che il femminile, la Madre Terra,custodisce nel suo grembo.

La stessa forza che è tradizione e vita, frutto e ciclo, natura e anima, ancestrale ed evocativa che esplode nella capacità di rinnovarsi ed esistere, nonostante la violenza, nonostante le bombe.

Il viaggio è concluso, il poeta parla dalla collina antica, consegnando se stesso e i suoi versi a colei che conosce le risposte.

“… Tu puoi rianimare le magie delle sovranità condivise,

parlerai alla folla

dietro di te le nonne, i figli e i tuoi ricordi di ragazza

alimenteranno i tuoi potenti sospiri

perché a sogni si sommeranno le tue formidabili esperienze…”

  Silvia Lorusso

Enzo Martines, oltre al suo impegno politico, scrive ed interpreta poesie e testi poetici. Nel 1995 pubblica il primo libro in versi Poema libertino, l’anno successivo partecipa al Premio internazionale sloveno di letteratura “Vilenica”; nel 2005 pubblica il CD Siamo esili, un progetto in musica di cui è autore ed interprete; nel 2007 è tra i fondatori del gruppo di artisti HCCapitale Umano con cui realizza Altrove, performance multimediale per la serata di chiusura del Premio Terzani.

www.silvialorussodellinz.it

 

 

 

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