ALICE: I GIORNI DELLA DROGA – Recensione

Oggigiorno la droga è uno dei più grandi mali del mondo. Per molti significa il mondo alternativo in cui rifugiarsi perché convinti che nella propria vita non ci sia più niente per cui valga la pena lottare. Per molti altri significa un momento di divertimento inutile e per certi versi masochista, poiché coscienti di ciò che provoca. Sentiamo parlare di giovani anime con un grande potenziale, destinate invece a redimersi per un gigante molto più grande di loro. Che giorno dopo giorno li divora, lentamente. Giovani anime che giocano al tiro alla fune con la propria vita , ignorando che non saranno loro a vincere. Trovo importante sensibilizzare le nuove generazioni ad argomenti come la droga, non trattando semplicemente l’argomento a scuola con specialisti che annoiano con i loro discorsi pieni di niente, anche loro stessi, poveri reduci di questa vita. Proporrei dei saggi. Dei libri. Dei laboratori in cui potersi mettere nei panni di coloro che non credono di avere più speranza, quando invece c’è sempre un modo in cui uscirne. Volendolo, intanto.
Il libro in questione si presenta sotto forma di diario, che narra la testimonianza di una ragazza che ha abusato di droghe, per poi sensibilizzare contro l’utilizzo delle stesse. Il copyright dello scritto è di Beatrice Sparks, scrittrice e psicologa americana, dal titolo originale “Go Ask Alice” tratto da un verso del brano “White Rabbit” dei Jefferson Airplane.
Alice. Quindici anni. Ragazza proveniente da una comunissima famiglia, che sta attenta alla linea e vive una vita amorosa come tutte le ragazze della sua età. È brava a scuola e desidera crearsi una famiglia, sposarsi e probabilmente anche dei figli. Una di quelle ragazze che oggigiorno, sembrano non trovarsi più, tanto sono prese da nascondersi dietro maschere che non mostrano neanche un pizzico di ciò che in realtà sono.  Suo padre, professore universitario, viene trasferito per il lavoro, dunque la famiglia è costretta a trasferirsi in un’altra città e a cambiare totalmente vita. Nella nuova scuola, Alice, non si sente molto a suo agio, ma fortunatamente incontra una ragazza che le da la sua amicizia, la dolce Beth. La scuola finisce e Alice se ne va in vacanza dai nonni nella città dove viveva. Durante una festa alla quale viene invitata da Jill, una delle più popolari ragazze della sua vecchia scuola, prova a “fare un viaggio” con la droga e da quel momento, la sua vita, ha un cambiamento radicale che la porta a mettere in discussione tutta la sua vita. Una volta tornata a casa dai genitori, mentre loro pensano che  non abbia più il solito atteggiamento e che probabilmente “la compagnia sbagliata” la stia portando fuori dal tracciato, conosce una ragazza. Ragazza sicuramente più interessante della dolce e noiosa Beth, che viene messa in angolo per una new entry del momento. Chris, commessa in un negozio d’abbigliamento del centro. Chris, compagna di sballo. Tante le vicende che vivono le due ragazze. Tanti gli argomenti trattati in uno scritto che vorrebbe trattare di droga, ma che è più profondo e tenta di arrivare al cuore del lettore con altri buoni messaggi per sensibilizzare figli, nipoti, cugini, adolescenti. La droga non è un gioco. Così come non lo è il sesso, l’alimentazione, scioccamente la scuola o anche solo rapporti interpersonali a cui diamo tanto, per ricevere zero. Alle volte ci fidiamo, alle volte innalziamo qualcuno o qualcosa, che piano piano ci distrugge. Il bello è che molto spesso ce ne rendiamo anche conto, ma lasciamo vincere il gigante contro di noi, senza nemmeno più la forza di combattere. E ciò non è sano. Un libro che fa riflettere. Un libro che non lascia niente al caso. Diretto, incisivo, seppur con il linguaggio di una quindicenne. Nel linguaggio di un diario segreto. Ma l’argomento è descritto nei minimi particolari. E’ stato meraviglioso entrare nel profondo di Alice, perché a differenza di tanti altri giovani, che si limitano a vivere e basta esperienze anche così crude, lei ha voluto tenere un diario. Non si capisce se solo per l’età adolescenziale affrontata, o se semplicemente lasciare un segno del suo passaggio le rendeva la coscienza più leggera nei confronti di quello che faceva a sé stessa o di quello che ha fatto passare alla sua famiglia. Fatto sta che scrivere di sé stessi non è facile. Scrivere di sé stessi quando nemmeno ti piaci più e sai cosa ti stai facendo, ma non sai come uscirne, è anche peggio.  Credo che sia buono ed edificante per i giovani di oggi approcciarsi a questo mondo, purtroppo esistente, non tramite il bullo della scuola, ma attraverso testimonianze vere e tangibili, come quella di Alice, anche se purtroppo i finali possono non essere dei migliori. Non sempre esiste il “vissero felici e contenti”. Le carezze servono a poco. Ma la verità? Fa male, dura da accettare, ma alle volte un soffio di vento può spostarti e lasciarti cadere, la mela avvelenarti l’anima e non esserci nessun principe col bacio del vero amore, pronto  a salvarti.

Link a questa recensione sul mio blog: https://snidgetphoenix.wordpress.com/2015/10/12/alice-i-giorni-della-droga-recensione/

Maria Chiara Chiti

2 commenti:

  1. Grazie per questa recensione cruda e per il coraggio di aver affrontato un argomento che pare oggi lasciare solo un grande senso di impotenza!!!!

  2. Concordo pienamente con quello che hai scritto nella tua bella e precisa recensione, un libro sicuramente da leggere e consigliare.

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