Delitto d’onore in Sardegna- La storia di Irene Biolchini

Fino a poco più di 30 anni fa, in Italia, si poteva uccidere la propria figlia, moglie o sorella al fine di salvaguardare il proprio onore e avere delle pene agevolate. Era normale che un uomo uccidesse la propria compagna nel momento in cui avesse il sentore di un tradimento o che affogasse la propria figlia quando quest’ultima fosse rimasta incinta da nubile. Bisognava recuperare l’onore perduto, e quale modo migliore se non causare la morte violenta di chi si era macchiata di tale scempio?

Il Codice Penale sanciva che: «Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione dai tre ai sette anni».

L’articolo restò in vigore fino al 1981, quando fortunatamente con la legge 442 del 5 agosto se ne sancì la fine.

Simonetta Delussu nel libro “Delitto d’onore in Sardegna- La storia di Irene Biolchini” (ed. Parallelo45), racconta di una sorta di delitto di onore al contrario. Era infatti inusuale e raro  che fosse una donna ad uccidere chi l’aveva disonorata.

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L’intera vicenda accade a Tertenia, Sardegna, anni 20. Irene è una giovane donna, bella, dal carattere forte e deciso e con una rispettata famiglia alle spalle che la ama. Nonostante il padre le abbia dato la possibilità di studiare, lei sogna l’amore, la famiglia e preferisce il ricamo ai libri.

Si innamora di Domenichino, un carabiniere vedovo più grande di lei. L’amore è corrisposto, poco tempo dopo verrà infatti chiesta in sposa da quest’ultimo. Tutto sembra andare a gonfie vele, il sogno pare che si stia per avverare quando Domenichino le chiede una prova d’amore: vuole un figlio, un figlio prima del matrimonio. Irene inizialmente è confusa, non vuole consumare il rapporto prima del fatidico sì; ha paura, ma Domenichino è ostinato e riesce a conquistare la sua fiducia regalandole una pistola e dicendole: “Se ti farò soffrire, se non tengo fede alla parola data e ti faccio qualcosa, mi devi uccidere” .

Irene, innamorata e con la promessa di un matrimonio imminente, si dona completamente all’uomo che a breve sarebbe dovuto diventare suo marito. Il frutto del loro amore non tarda ad arrivare e quando comunica la gravidanza a Domenichino, quest’ultimo, dopo averla abbracciata, sparisce nel nulla.

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3 commenti:

  1. Libro interessante sulla tematica dell’onore e del suo lato oscuro!

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