IL PROFUMO di Patrick Süskind – Recensione

Profumo. Come l’odore di qualcuno possa provocare un torpore emozionale. Come possa mandare fuori di testa. Come possa stimolare sensazioni contrastanti. Credere che sia un valore aggiunto, quando semplicemente l’odore stesso della pelle è capace di mandare in estasi. Il senso più sensuale insieme al tatto. E che godono della stessa euforia.

Siamo in Francia, nel diciottesimo secolo.  Un uomo, Jean-Baptiste Grenouille, nasce nei sobborghi putridi di Parigi: quelli fatti di mercati, di donne che partoriscono sotto le bancarelle, di uomini che uccidono per pochi denari. Sviluppa un notevole olfatto che gli permette di percepire anche odori lontani, completamente privo di un proprio odore, nonché incapace di provare qualunque sentimento umano.  Dopo l’infanzia in orfanotrofio, il giovane vive tra i lavoro più umili, ma in condizioni di degrado non indifferenti. E’ sentendo l’odore di una ragazza che passeggia nelle vicinanze, che non prova lo stesso disgusto che prova per gli odori umani, anzi, un’irrefrenabile voglia di annusare il suo odore si impossessa di lui, portandolo ad ucciderla per saziare la sua bramosia. Capisce, per qualche strana ragione, che il suo futuro è nel campo misterioso e affascinante degli odori, riuscendo a farsi assumere come garzone/apprendista dal noto profumiere Giuseppe Baldini, che gli insegna tutte le tecniche profumiere che conosce. L’uomo vive nel suo mondo assurdo, quasi fosse perennemente in trance e fossero i suoi istinti ad avere la meglio sul controllo cerebrale. Crudeltà. Uccidere ventiquattro donne per creare l’essenza perfetta. L’essenza dell’amore. L’essenza di cui si veste nel giorno della sua esecuzione e che scaturisce sensazioni inebrianti a tutti i presenti, ma dalla quale lui non è toccato minimamente. E la sua fine non è certo delle migliori.

Consiglio vivamente di guardare l’omonima versione cinematografica, rimasta molto fedele all’originale romanzo.

Essere terrorizzati dal fatto di non avere un proprio odore è lecito: l’odore è qualcosa di personale, qualcosa che ci caratterizza. Come avere la propria identità, che Grenouille, non aveva, scagliando la sua rabbia e la sua ferocia contro il mondo e infine contro sé stesso. Un libro che tiene incollati alle parole che scorrono. Un libro che rende importante anche l’odore del caffè al mattino, o dell’erba tagliata. Della legna che arde. Della pioggia che cade.

Potete trovare questa mia recensione anche sul mio blog personale al link https://snidgetphoenix.wordpress.com/2015/10/12/il-profumo-recensione/

Maria Chiara Chiti

3 commenti:

  1. Bellissima recensione! Non ho mai visto il film…

  2. p.s.: ho letto il libro molti anni fa, e mi era piaciuto moltissimo!

  3. Bella recensione, il film non l’ho visto ho letto il libro anni fa. Mi è piaciuto anche se a tratti è un pò inquetante!

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