“Nontiscordardime” di Simona Friio

“Nontiscordardime” di Simona Friio

 Recensione di Ilaria Biondi

NontiscordardimeNontiscordardime

Come fiore gelido dai petali avvizziti sepolto sotto cumuli di dure pietre, stretto nella morsa dell’oscuro ventre della terra, che lo imprigiona e lo soffoca, il cuore di Lara più non canta le stagioni.

Né si lascia cullare dall’aria che odora di vento e sabbia.

Il suo petto è una scatola di latta, che risuona della vuota e mesta melodia del silenzio.

Nontiscordardime

“Il mio cuore palpita. Ma è solo un muscolo. Un organo che deve pulsare per funzionare, nulla di più.”

In quella scatola arrugginita, accuratamente interrata nelle ombre profonde che nessuno può vedere, giù, laggiù, ove la luce più non fa giungere il suo consolante biancore, sono deposti – corpi immobili ed esangui  – i perduti giorni delle stelle e del sole.

L’ebbro palpitare del sangue sulle labbra.

I rintocchi vellutati delle voci danzanti.

Il candore e l’innocenza di palpebre avide di miele e carezze.

Lara è una giovane donna, pochi sono gli anni che gravano sul suo corpo sinuoso.

Nontiscordardime

Ma la sua anima giace da tempo rannicchiata sotto il peso di un fardello prepotente che ghermisce col suo freddo artiglio il sorriso lucente della vita.

Uno squarcio schianta la sua esistenza e quella dei suoi cari otto anni prima, nell’estate del 1994.

L’acqua della diga di Terranengo, il piccolo paese di periferia dove la ragazza vive con la sua famiglia, inghiotte infida e traditrice il corpo giovane e flessuoso di Tommaso, il suo amato fratello, di poco più grande di lei.

E da allora un dolore acuto e stridente si aggrappa ai suoi pensieri e li fa vibrare di pianto.

Una lontana estate, che d’improvviso si spoglia delle proprie gonne colorate e sgargianti da zingara sensuale e spregiudicata per vestire i dimessi abiti di un infinito inverno del cuore.

Il sole si spegne in un attimo in quel giorno sospeso, senza tempo.

Egli occhi avidi di giovane allegria di Lara, del suo ragazzo Denny e dell’amica-sorella Penny si svuotano allucinati e arretrano smarriti davanti al velenoso odore della morte.

Quell’acqua placida e silente, compagna nelle giornate di calda spensieratezza, si trasforma in un gorgo di dolore senza fondo, che insieme alle spoglie di Tom risucchia tutto e tutti.

Affetti.

Emozioni.

Speranze.

Sogni.

Fiducia.

Forza.

Amori.

Tutto esplode con fragore assordante.

Urla il vento delle accuse.

Trema nel silenzio assorto di giorni insensati il muto tormento dei sensi di colpa.

L’inaccettabile pena calpesta impietosa l’amore tra Lara e Denny.

Quel tenero germoglio da poco sbocciato che ha l’impeto ribelle, la passione audace e il limpido candore della giovinezza e la forza tenace, la fervida devozione della maturità.

Lara strappa via tutto, con parole denudate e incupite, accusando Denny di non aver saputo impedire che Tommaso scivolasse fra le braccia della morte.

Ognuno rinchiude la propria disperante solitudine in un guscio irto di spine, strappandosi alla vita.

E l’anima sembra esalare il suo ultimo respiro…

Nontiscordardime

Lara si circonda di vuoto.

Diventa caverna cieca.

Si toglie dalla pelle l’amore per Daniele e lascia che carezze e baci scivolino via come gocce di rugiada al sopraggiunger dell’aurora.

Il suo cuore disadorno si colma dell’amara pienezza del rancore.

Punisce e si punisce, senza requie.

Nemmeno le braccia materne sono per lei nido accogliente.

Il cuore della madre è spento e inaccessibile.

Le sue mani ostinatamente negano, una volta ancora, dolcezza e tenera protezione.

Nel suo sguardo ruvido si aggrumano anni di conflitti, incomprensioni, durezza e riprovazione verso quella figlia che non è mai stata né forse mai sarà all’altezza delle sue aspettative.

Un pezzo del suo ventre – forse il suo monile più prezioso e splendente – non è più.

E quella figlia ribelle, che invece ancora è, sembra deluderla per l’ennesima volta.

Nontiscordardime

Lara è genuina, autentica.

La sua anima brilla.

La sua mente è pronta.

Il suo cuore è sincero.

Nontiscordardime

Eppure, al cospetto di quella madre algida e impassibile, si sente conchiglia inutile.

Perla imperfetta.

Frutto avvizzito.

Petalo gualcito.

Dopo la secca e lacerante rottura con Denny si consuma dunque anche il definitivo, acerbo distacco tra madre e figlia.

Per Lara a Terranengo ormai non c’è più posto  o forse non c’è mai stato:

“E’ un paese che non mi ha mai voluto.”

Così come nel cuore serrato della madre, troppo occupato a venerare il figlio maschio, da vivo e da morto, quel fratello visceralmente amato anche da lei.

Lara taglia un cordone già lasco e se ne va, senza voltarsi indietro, per costruirsi una nuova vita altrove, in cui c’è posto soltanto per l’amica-sorella Penelope.

Il suo tronco solido.

Il suo scoglio.

Il suo faro nella nebbia.

Addio a Denny.

Nontiscordardime

Addio ai genitori.

Nontiscordardime

Addio a Terranengo.

Nontiscordardime

Addio a una giovinezza che si è smarrita per sempre nelle torbide acque della diga.

Nontiscordardime

Nontiscordardime

Terranengo, insieme a Tommaso e Lara, perde un altro pezzo di cielo azzurro quando anche Denny, di lì a poco, se ne va.

Novara, la caserma dei Vigili del Fuoco.

Combattere ogni giorno contro la paura.

Imprecare contro Dio e contro i suoi incomprensibili disegni d’ineffabile crudeltà.

Vedere in ogni creatura da salvare un’occasione per salvare se stesso, per non lasciare morire Tommaso ancora una volta.

Correre sul tremulo sentiero del pericolo per cercare di redimere la propria anima colpevole, che forse colpevole non è.

La colpa che Daniele ha letto nei muti occhi di Lara e che è impressa a fuoco nel suo sangue, come le cicatrici che solcano le sue mani.

Quelle mani che disperatamente hanno cercato di riportare Tommaso sulla terraferma.

Un’esistenza forsennata quella del nuovo Denny, perennemente in balia delle emergenze, sempre sfiorata dal nero alito della morte e per intero votata alla propria missione.

Nei suoi giorni non c’è né ci deve essere spazio per se stesso.

Per i pensieri.

Per i sogni.

Per una vita personale.

Ché la sua vita è sgusciata via, tanto tempo fa, nel gelo del corpo rigido dell’amico e nel ghiaccio delle parole di Lara.

Il suo fisico asciutto, sportivo, agile e sempre in movimento custodisce un cuore fermo, immobile, che ha cessato di battere.

Da quando Tommaso se ne è andato, giù.

Da quando Lara se ne è andata, via.

Nontiscordardime

Nontiscordardime

“Indossare la divisa non mi rende migliore di un altro, lo so, ma attutisce i colpi che la vita ancora mi infligge. Mi sento un uomo migliore, un individuo con uno scopo.

Se otto anni fa avessi avuto la stessa forza, la stessa maturità, probabilmente Tom non sarebbe annegato. E la mia vita, oggi, sarebbe diversa.”

Lara e Denny chiudono la porta dietro di sé e ricacciano in un limbo irraggiungibile e intoccabile i propri ricordi, fingendo che non abbiano più alcuna consistenza.

Nontiscordardime

Avvolgono per otto lunghi anni il passato nella greve coperta dell’oblio.

Ma…

La luce calda di quei giorni lontani irraggia, loro malgrado e contro il loro volere cosciente, la pioggia buia nella quale è immerso il loro presente.

Denny condivide le sue giornate con il tormento e l’inquietudine.

Non riesce a perdonarsi.

Forse potrebbe farlo solo se a sciogliere quel malvagio incantesimo fosse Lara.

Le sue parole lo avevano condannato.

Le sue parole ora potrebbero redimerlo.

Gli basterebbe rivederla un istante.

E trovare nei suoi occhi e nella piega delle sue labbra, che mai ha dimenticato, un moto di dolcezza, capace di fugare dubbi e dissolvere paure.

Nontiscordardime

Lara vuole e deve disperatamente dimenticare.

Ha cambiato città e con tenacia e passione è riuscita a realizzare il suo sogno aprendo a Milano un negozio di fiori.

Luogo incantato dove riesce ad essere pienamente se stessa senza infingimenti, respirando al battito delle corolle che spargono la loro bellezza odorosa anche negli angoli più riposti del suo Io stanco, fragile e isterilito:

“Quando sollevo la saracinesca del Nontiscordardime provo sempre quella sensazione di gioia che mi pervade dal giorno in cui ho accettato di acquistarlo.

Al suo interno c’è il mio mondo. Qui c’è la mia essenza, qui faccio le mie magie. Getto la maschera e sono finalmente Lara.”

***

” Non-ti-scordar-di-me. Vero amore – Ricordanza

L’origine del nome di questo fiore è legato ad una leggenda austriaca.

Due innamorati stavano camminando lungo la riva del Danubio.

La ragazza vide un grazioso fiore azzurro che fluttuava sul fiume e si intristì al pensiero che potesse essere spazzato via.

Il suo amato balzò dentro all’acqua per recuperare il fiore, ma fu sopraffatto dalle onde.

Le gettò il fiore dicendole, con l’ultimo suo respiro, prima di annegare, “non ti scordar di me!”

(Citazione tratta da Cicely Mary Barker, Flower Fairies – The Meaning of Flowers. Traduzione mia)

***

I fiori portano colore e calore nella vita congelata di Lara.

Nontiscordardime

Sono il linguaggio della sua anima.

Il suo inchiostro profumato.

Le sue virgole e i suoi punti.

I suoi a capo.

I suoi paragrafi.

Le sue pagine scritte:

“ I fiori parleranno per me.”

Nontiscordardime

Il negozio di fiori di Lara non porta un nome a caso.

Nontiscordardime

In quell’insegna è incisa la forza tenace della memoria, che non si arrende e non cede.

Quel gracile eppur caparbio fiorellino – specchio che riflette la complessità dell’anima di Lara, controverso miscuglio di dolcezza e forzata durezza – è un inno alla ricordanza.

Il velato messaggio di un cuore che ha bisogno di tornare a vivere e ad amare come un tempo, come in quegli anni giovani che nei pensieri di Lara sono avvolti dalle nuvole celesti dei minuscoli petali:

“I cespugli del nontiscordardime circondavano la mia casa, si infittivano e coprivano un intero quartiere, testimoni del mio amore, della mia nascita e della mia morte. Era l’estate del 1994 …”

Testardi, ciechi al proprio dolore e sordi al perdono di sé vanno Lara e Denny ognuno nella propria direzione.

Lontano l’una dall’altro, lontano dal passato.

Ma questo nodo irrisolto preme sui loro cuori.

Un cerchio aperto.

Un altalenare perennemente in bilico.

Nontiscordardime

Penny, sorella d’anima di Lara e amica sincera di Denny, è la fedele custode dei loro segreti e la saggia protettrice delle loro sorti.

Veglia su di loro con affetto incondizionato.

Accoglie e lenisce le loro pene, quelle di Lara soprattutto.

Tesse la trama del suo affetto.

Rammenda i loro cuori scuciti.

Attende paziente che giunga il tempo e che si compia il loro percorso:

“Io sono come un narratore che aspetta i protagonisti alla fine del romanzo.”

Perché Penny sa che la negazione del dolore non è felicità.

Nontiscordardime

Per rimettere insieme i cocci e tornare a vivere è necessario affrontare il proprio lutto, senza sconti, senza più indugi.

Riuscirà Penny a far incrociare le strade di Lara e Denny, che da otto lunghi anni si ostinano a ignorarsi e correre parallele?

Riuscirà Terranengo a riconciliarsi con i suoi due figli perduti, ad avvolgerli tra le proprie braccia, a farli sentire accolti ed amati?

Si stenderanno vallate erbose punteggiate di colori profumati, in cima all’erta?

O sarà il sentiero ancora arduo e spinoso?

Si ricomporranno i dissidi o esploderanno nuovi e strazianti tumulti?

Quali tesori o quali pene nascondono le sibilline parole di Penny?

Nontiscordardime

Siano i fiori a parlare.

A raccontarci se la storia di Lara e Denny ha i petali immacolati della rosa bianca o lo stordente profumo del lillà.

Nontiscordardime

La generosa bellezza del geranio.

La timida semplicità del mughetto.

La tenerezza della pervinca o la mesta solitudine del cipresso…

Nontiscordardime

Un romanzo intenso ed emozionante sostenuto da una narrazione attenta e matura che padroneggia la trama con consapevolezza.

Simona Friio ha tra le mani una bella storia.

Mai banale.

Mai lacrimevole.

Commovente, quello sì, ma di una commozione composta, garbata e vera.

E questa storia la sa raccontare con perizia e talento.

Affrontando con coraggio e delicatezza (come delicate sono la copertina e la morbidezza della carta avorio delle pagine) il groviglio di sentimenti che ruota attorno a un tema tabù come il lutto di una persona giovane.

Che è figlio, fratello, amico.

Nontiscordardime

Trentatré capitoli.

Non possiamo sapere se questo numero sia il frutto di una scelta voluta o di una casualità.

Ci piace tuttavia pensare che, in un romanzo così impregnato di simbologia (floreale, nella fattispecie), anche questo elemento non sia “innocente”.

Nontiscordardime

Trentatré è un numero fortemente simbolico nella tradizione mistico-esoterica e in quella religiosa.

Se poi vogliamo scomodare anche la grande tradizione letteraria, ci sovviene che la Divina Commedia del Sommo Poeta è suddivisa in tre cantiche formate ciascuna da trentatré canti (più il canto proemiale dell’Inferno).

All’autrice l’ardua sentenza…

Ogni capitolo, ispirandosi al celebre romanzo di Vanessa Diffenbaugh Il linguaggio segreto dei fiori, reca come titolo il nome di un fiore o di una specie vegetale e il relativo significato simbolico.

I fiori, come misteriosi messaggeri di ciò che è, che fu e che sarà, attraversano con la loro grazia lieve la storia di Lara e quella di Denny.

Segnando i momenti cruciali del loro cammino.

I loro smarrimenti.

Le loro cadute e la loro rinascita.

E capitolo dopo capitolo si alternano, si susseguono, si inseguono le voci dei due protagonisti.

Lirica, densa e intensa quella di lei.

Anche quando le pupille si sigillano sulle vette paurose del pazzo dolore.

Concreta e solida la voce maschile, ma suscettibile a tratti, per leggeri istanti, di venarsi di fragilità.

Quando il cuore cede al ricordo dell’impossibile tragedia.

Ognuno chiuso nel proprio spazio di parole.

Che è però contiguo a quello dell’altro.

Con esso confina e in esso vorrebbe forse sconfinare.

Nontiscordardime

Lara e Denny.

Nontiscordardime

Denny e Lara.

Nontiscordardime

Raccontano e si raccontano, in prima persona.

Partono dal solido terreno del presente.

Un presente non felice forse, ma rassicurante nella sua quotidiana normalità, che è poi voluta assenza – o quasi – di affetti ed emozioni.

Ma l’impudente passo li conduce loro malgrado sul traballante trampolino delle memorie.

Di un passato che affiora testardo come punta di scoglio nel mare.

E attraverso le numerose analessi, la storia riavvolge il suo nastro, andando avanti e indietro, dall’oggi allo ieri, implacabile.

Ci sarà anche un domani da scrivere nelle pagine della loro vita?

Lo stile piano e scorrevole, che fluisce libero e leggero come piuma di gabbiano, privilegia l’andamento narrativo e le sequenze dialogiche a quelle descrittive.

Non dobbiamo tuttavia aspettarci delle figure appena abbozzate poiché l’autrice, con efficaci pennellate che colgono e catturano gesti, parole, pensieri e riflessioni, tratteggia con maestria i suoi personaggi.

E non solo i protagonisti, ma anche figure di secondo piano – che poi tanto secondarie non sono – come Penny o il suo alter ego maschile Fabrizio, l’amico-collega di Denny, conferendo loro un’accurata e densa introspezione psicologica.

Personalmente trovo particolarmente riuscite le figure di Lara e della madre, ben caratterizzate nella loro interiorità e fisionomia caratteriale.

Donne complesse e  caleidoscopiche, piene di luci e ombre e per questo profondamente umane.

Nontiscordardime

Chiudi fuori il mondo, Lara, mi sono detta più volte. E l’ho fatto. Ma quella a essere rimasta esclusa sono stata io.”

Il romanzo di Simona Friio, al quale auguro una lunga scia luminosa, ha vinto la prima edizione del concorso letterario indetto da Aiep editore nel 2014

 

Titolo: Nontiscordardime
Autore: Simona Friio
Editore: AIEP
Anno edizione: 2015

 

https://www.amazon.it/Nontiscordardime-Simona-Friio/dp/8860861225

SINOSSI

Lara Malloi è ormai sicura di avere la propria vita sotto controllo.

Ha un lavoro che ama. Un’amica sincera. Ed è ancora molto giovane.

Pensa di aver fatto i conti con il passato ma in fondo sa che non è così.

Tuttavia solo Penny lo sa; lei che ha asciugato le sue lacrime…

Lara ha perso suo fratello Tommaso. Penny un amico.

Ma Lara ha perso qualcosa di più. Senza rendersene conto ha disintegrato la propria vita.

È stato più semplice trovare qualcuno a cui dare la colpa piuttosto che accettare l’incidente del fratello. E lasciare Daniele si è rivelata la soluzione più comoda quel giorno in riva al lago.

Urlargli in faccia la propria rabbia è stato liberatorio.

A sedici anni è così che funzionano i rapporti. Si ama e si odia con la stessa intensità.

Denny si è macchiato di un grave atto ai suoi occhi. Ha esitato. Ha perso del tempo prezioso…

Da quel giorno ognuno ha intrapreso una strada.

Ma di fronte all’ennesimo rifiuto di Lara, nel cercare di comprendere e perdonare, Penny è costretta a svelarle la verità. Otto anni dopo.

Oggi Lara ha un negozio di fiori. Penny gestisce un centro Benessere. Denny è diventato un vigile del fuoco.

Finché l’occasione si presenta.

Ripartire è inevitabile. Lara è sconvolta. Sa bene da dove ricominciare. Sa di avere qualcosa per cui farsi perdonare…

Il vaso è rotto ma i cocci ci sono ancora. Rimetti insieme il vaso e anche la tua vita avrà di nuovo un senso.

È ciò che Penny le suggerisce. Perché tutti hanno in dono una seconda occasione. Perfino sua madre alla quale imparerà a voler bene.

 

 

 

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