Intervista a Nadia Nunzi, autrice di “Ti amo anima mia”

Intervista a Nadia Nunzi, autrice di “Ti amo anima mia”

di Emma Fenu

anima mia

Ti amo, anima mia.

È una frase dolce, che si sussurra nell’orecchio, stretti un abbraccio. Occhi negli occhi, labbra nelle labbra, mani nelle mani.

Ti amo, anima mia.

È la promessa di un sentimento eterno, in cui l’”io” e il “tu” si fondono nel “Noi”, in un unico soffio vitale, in un’unica linfa che alimenta le membra di un corpo divenuto amalgama.

È ancora più del mito del Simposio di platonica memoria: non si tratta del rinvenimento di due parti combacianti, in seguito ad una antica separazione, ma di vite diverse che vogliono,sua sponte, smussarsi, fino a compenetrarsi.

Ti amo, anima mia.

È un veleno letale, offerto dentro l’involucro argenteo di un cioccolatino, quale è la richiesta di perdono dopo una colpa commessa; perdono che poi arriva, fra le lacrime, per irrorare e dissetare un’altra violenza, successiva, e un’altra ancora.

Ti amo, anima mia.

Sono le parole, da recitarsi come un mantra, davanti allo specchio che riflette un volto segnato da troppi solchi.

Sono versi da dedicare a se stesse, quando è necessario porre fine all’umiliazione subita, per trovare la forza di gettare le scarpe scarlatte, grondanti del proprio sangue.

Oppure, di non gettarle, ma di calzarle, come vessillo della propria vittoria e monito per altre vittime che attendono una mano amica che le salvi in una stretta forte, anche attraverso le pagine di un libro.

È quest’ ultima la scelta da compiuta dalla scrittrice Nadia Nunzi, che, nel suo racconto, “Ti amo anima mia”, dischiude la porta del suo cuore e della sua casa, scostando le tende dell’indifferenza che ci mettono, complici, al riparo dal vedere e dal sentire la violenza esercitata contro le donne.

Benvenuta, cara Nadia. Da cosa nasce la volontà di scrivere un libro come il tuo, la cui stesura e diffusione è un atto di denuncia e di coraggio?

Grazie Emma. Mi trovo bene con la scrittura da sempre e ho ritenuto molto importante, in questo caso più che mai, mettere nero su bianco la mia storia.

È stata la terapia che ho scelto per uscirne e ho piacere adesso che possa essere d’aiuto, o semplicemente di conforto, per altre donne.

Tacere storie come la mia lo trovo sbagliato, quanto inutile.

Mi sembra come un voler fare il gioco ancora una volta, di certi “uomini”…

Quali sono le forme di violenza più insidiose di cui una donna può essere vittima?

La violenza credo abbia davvero troppe forme, ma la più insidiosa, e sicuramente pericolosa, è quella psicologica, perché porta a intrappolarti nella catena di tutte le altre.

Parte tutto dalla testa, da un certo lavaggio del cervello che ci viene fatto in maniera subdola. Quando ci si rende conto di tale meccanismo, spesso si è già dentro un bruttissimo vortice e ci vuole una gran forza per uscirne, perché fermarlo, sicuramente, non si può.

Certe persone non cambiano.

Fanno finta semmai di cambiare per tenere in pugno le vittime, ma non lo fanno mai veramente, non possono e, probabilmente, nemmeno lo vogliono.

Poi c’è la violenza fisica, ma quella non è insidiosa, è disarmante e viva.

È alla luce del sole, sotto agli occhi di tutti: di quelli che vogliono vedere e anche di quelli che non vogliono.

Esiste un amore distruttivo (del carnefice) e uno autodistruttivo (della vittima)? Cosa vorresti comunicare alle altre donne?

Vorrei dire a tutte di cercare di non giustificare chi le distrugge.

Di non colpevolizzarsi.

Capita di sentirsi sbagliate, responsabili, insicure ma non lo siamo per davvero, nonostante i nostri sbagli, che sono semplicemente il nostro percorso, il nostro gomitolo di vita.

A me dicono che sia stata forte.

Io penso che la forza sia semplicemente Donna e che, a volte, basta avere la voglia di andare a cercarla da qualche parte dentro di noi.

Anche la forza può avere varie forme: quella di una persona alla quale teniamo, quella di una passione o di un sogno segreto, per esempio.

Oppure semplicemente di un lavoro che ci distrae e ci porta pian piano a reagire.

Sta ad ogni donna scegliere quale, per poi iniziare ad usarla, e a rinascere, giorno dopo giorno.

Per sé e solo per sé, prima che per tutti gli altri.

Un abbraccio solidale a tutte.

Titolo: “Ti amo anima mia”
Autore: Nadia Nunzi
Edizioni: Psicoline, 2015
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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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