“Il colore dell’uva matura” di Sandra Rotondo. Recensione di Francesca Cuzzocrea

Recensione di Francesca Cuzzocrea

Sandra Rotondo, “Il colore dell’uva matura”, 2015

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C’erano una volta le sfumature. 50 per la precisione!
Tutti, proprio tutti, leggevano questo benedetto libro di una certa E.L.James. In pullman, in coda alla posta… ma io no! Io, imperterrita, avevo deciso di non leggere ciò che leggevano tutti per moda!
Ad un certo punto pure le vecchiette della casa di riposo in cui lavoro hanno iniziato a leggerlo… e lì, ho dovuto cedere. Aspettando le edizioni economiche, mi sono fatta fuori la trilogia in poche settimane. Onestamente? L’ho trovata leggera e godibile. Una lettura da comodino la sera oppure da ombrellone, seppur non mancassero criticità come continue ripetizioni lessicali e il tempo della storia che mi risultava assai improbabile (tutta la trilogia si sviluppa in pochi mesi). A dire il vero poi ho regalato i libri, non ritenendoli “necessari” alla mia biblioteca. Comunque non è questo il punto.

Il punto è che dopo questo evento letterario le librerie si sono riempite da surrogati erotici delle 50 sfumature, con titoli tutti simili tra loro come ti sento, ti vedo, ti guardo, legami, picchiami… Poche parole stampate su copertine nere tutte uguali con foulard, cravatte, rossetti, maschere… e lì non poteva non scatenarsi il senso di… noia! CHE NOIA! Storie tutte uguali, minestre riscaldate di un pasto originale che, tra l’altro, era discreto, ma nulla di più!

Poi un giorno la giovane Sandra disse una frase del tipo “La James mi fa un baffo! Scommettiamo?”
Qualche settimana dopo il suo libro: “Il colore dell’uva matura”.
Già il titolo… voglio dire… si sviluppa in ben 4 tempi! Il/colore/dell’uva/matura
Dov’era finita la sana abitudine che si era instaurata di scegliere titoli quasi monosillabici?
E il richiamo al cibo in dissonanza con la dicitura poco sotto di vietato ai minori?
E poi la grafica di copertina! Un grappolo d’uva su sfondo chiaro! Neanche una benda, un frustino…niente!
Vuoi vedere che questa Sandra ha creato qualcosa di diverso?

Lo schema narrativo di questo tipo di erotici è sempre simile: un ragazzaccio incontra una giovane e ingenua fanciulla che potrebbe rubargli il cuore. Poi sta all’abilità dell’autrice ricamare sopra un intreccio interessante! E qui devo dire la mia: a me lo stile di Sandra piace. Ha una scrittura molto sensoriale. Se in “Emma, l’ape regina” potevi rimanere sedotta dal gusto caldo del miele, qui non si può non essere inebriati dal sapore vellutato dell’uva matura, una metafora dell’eros molto azzeccata.

Per quanto riguarda la dicitura di vietato ai minori, non so quale parte del racconto abbia spinto l’autrice ad aggiungere questa postilla. A mio personale parere di lettrice credo che abbia fatto bene, non tanto per le scene erotiche, di cui il libro è ricco, ma per le vicende personali dei protagonisti, che non sono solo ghirigori narrativi della trama principale, ma ne fanno parte in maniera decisiva.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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