“In attesa di lei” di Giorgio Saviane. Recensione di Paola Caramadre

Recensione di Paola Caramadre

Giorgio Saviane, “In attesa di lei”, Oscar Mondadori, 1992

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E perché il miraggio sia tu, ti penso ogni giorno nei momenti di gioia e nelle ore del dolore”.

La voce narrante del protagonista di “In attesa di lei” ci fa da guida in una narrazione che attraversa le città, i luoghi, il tempo. Ci conduce per mano, si lascia inseguire sulle sponde del Mediterraneo, ci affascina con metafore arabescate che si soffermano sul limbo tra Occidente e Oriente.

Giorgio Saviane, l’autore di “Eutanasia di un amore” e “Il mare verticale”, è uno scrittore spiazzante, dal linguaggio morbido e avvolgente come una promessa e all’improvviso sferzante come un incidente d’auto. Il romanzo “In attesa di lei” non è un romanzo classico, ma è il racconto di un percorso, di un cammino inseguendo la fantasia di “Ruh” (il cui nome significa ‘anima’) che non è solo una donna, è un’immagine, è un sogno, ma anche l’eterna metafora della vita e della morte.

La donna inseguita, attesa, sperata è l’ultima e la prima, è l’anello di congiunzione di tutte le vite vissute da un uomo che si tormenta di fronte al decadimento di sé. Giorgio Saviane ha saputo tratteggiare figure femminili capaci di incarnare paesaggi e sentimenti, donne assolute viste attraverso lo sguardo dell’uomo che ama e che rischia sempre di cedere alla tentazione di distruggere. “Ruh” è un sogno ad occhi aperti, una guida che attraversa i millenni, è una donna e un simbolo che ha l’odore di una terra arcana e affascina con il suo sguardo che accarezza l’eternità. La struttura del romanzo, inteso come racconto lungo, è orchestrata in modo tale da suggerire il tema della circolarità, il lettore si immedesima nella voce narrante dell’autore, entra in contatto con i luoghi, con il tema del viaggio e dell’inseguimento inteso come corteggiamento in un gioco di seduzioni dove la morte svela il volto dell’amore.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

Un commento:

  1. Un bel libro di vita di morte, metafore, bella recensione!

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