“Giulia, una donna fra due papi” di Silvia Lorusso. Recensione di Francesca Gnemmi

Recensione di Francesca Gnemmi

Silvia Lorusso, GIULIA, UNA DONNA TRA DUE PAPI, Parallelo45 edizioni

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Giulia la Bella, così era soprannominata Giulia Farnesi. Personaggio femminile di spicco della società italiana rinascimentale. Una figura di potere e intima influenza su Rodrigo Borgia, ossia Papa Alessandro VI. Colei che, attraverso una posizione di rilievo ma di grande sacrificio personale, aprirà la strada alla propria famiglia a ricchezza e potere.
Il ritratto che Silvia Lorusso ci offre di questa dama di altri tempi è quello di una donna che volge lo sguardo al passato, nel proprio intimo, al di là del ruolo che per anni ha dovuto interpretare, a scapito della felicità.
Ricordi della vita vissuta a Roma, alla mercè del fratello Alessandro, scaltro e di smisurata ambizione e del cardinale Borgia, in seguito nominato Papa, del quale, appena quindicenne, è divenuta amante.
Dalle sue parole trapelano i veri sentimenti, quelli di una Giulia stanca e ferita del continuo approfittarsi di altri della sua posizione, dal calpestio dei propri desideri e vinta dagli eventi che per anni l’hanno sopraffatta, perché ciò che ha perso pesa più di tutto quel che le è stato concesso.
Una scrittura pulita e decisa in un viaggio dritto al cuore e alla coscienza. Così la mano dell’autrice delinea personaggi e vicende; senza fronzoli, ma con toni gentili che donano una veste più morbida ad argomenti delicati e spinosi.
Una storia che delinea le difficoltà dell’universo femminile in un’epoca complessa, densa di contraddizioni e corruzione, nella quale il potere conta più della famiglia e i privilegi declamano diritti e dispensano dai doveri.
Un romanzo storico ma anche di formazione e profonda riflessione, verso quella che si può definire una condizione diffusa e il più delle volte passivamente accettata. Un destino al quale sembra impossibile ribellarsi, che impone alla donna il sacrificio per fini maggiori, prettamente maschili e politici. La totale dipendenza da un futuro incerto che, se rare volte dipende da arguzia e intelligenza, troppe altre rischia di essere pregiudicato dallo svanire della bellezza giovanile nonché dall’appassire delle note amatorie, uniche ancore di salvezza per queste donne di altri tempi.
Giulia non fu una di loro e, a suo modo e a tempo debito, seppe ribellarsi alla triste pagina scritta per lei.
Uno stralcio di passato scritto in chiave moderna che aiuta a comprendere quanto, in fin dei conti, il nostro presente ancora riflette realtà per certi aspetti troppo simili a quelle che secoli fa costringevano le donne a vite che non desideravano.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

Un commento:

  1. Grazie a Francesca Gnemmi per questa bella recensione con cui entra perfettamente nello spirito del romanzo 🙂

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