Non ora, non qui – di Erri De Luca

Non ora, non qui – di Erri De Luca

Recensione di Lisa Molaro

Erri De Luca

Una foto in bianco e nero, un autobus e una donna ferma alla fermata; quella donna è la madre a cui è rivolto questo libro.

Romanzo d’esordio di un autore che adoro: Erri De Luca.
Ho ritrovato il suo inconfondibile stile, fatto di parole messe insieme come a comporre sinfonie dolci e amare allo stesso tempo!
Parole infilate l’una sull’altra, mi si sono parate innanzi come una collana d’oro sottilissima, fragile, quasi impalpabile eppure presente, costante sulla pelle, quasi tatuata al cuore.

Cuore che ho creduto di aver messo fra le mani di DE Luca, o per meglio dire, fra le mani di un De Luca bambino.

 Sentivo le sue vicende giocare con i miei sentimenti… non si trattava, però,  di un passatempo allegro e spensierato.
Mi sono emozionata,in certi tratti le sensazioni erano davvero fortissime.

Grazie alla sua abilità nello scrivere, si era creata, con estrema facilità, un’empatia fra me e lui, capace di farmi vedere cose che non ho mai visto, di farmi camminare in vicoli napoletani pieni di confusione e miseria su cui non ho mai poggiato piede.

Ho visto lenzuola penzolare dalla finestra “di sopra”…  le ho sentite scricchiolare all’aria mentre asciugavano; ho vissuto una Napoli del dopoguerra, piena di rimproveri, di educazione, di rispetto e di paure.
Ho guardato la foto che lui teneva in mano.

Lui: un bambino fragile che inciampa nelle parole.

Lui: che ha fretta di concludere.
Lui: che si sente preda della balbuzie.
Lui: che deve crescere e lo fa con rispetto e calma; con pazienza, cercando di non iniziare le frasi pronunciando una temibile ENNE che lo inganna e gli fa lo sgambetto!
Fragilità estrema, pensieri di una mente bambina, delicata e impaurita nonostante dalla miseria sia poi uscita senza volerlo!
Una lettera alla madre, dicevo, in cui l’età di chi scrive gioca all’altalena con la donna della foto: il bambino cresce, la donna nella foto è fissata nel tempo!
“Ed è possibile, perché il possibile è il limite mobile di ciò che uno è disposto ad ammettere”
“Parlare è percorrere un filo. Scrivere è invece possederlo, dipanarlo.”
“Chi si ferma si incontra, anche una mamma giovane e un figlio anziano. Il tempo fa come le nuvole e i fondi del caffè: cambia le pose, mescola le forme.”
Il bambino cresce e mi viene presentata anche una moglie particolarissima, altra figura femminile che fa da pietra miliare durante un percorso mai in discesa, come il sasso che si mette dietro la ruota della macchina per non farla scendere se il freno a mano non funziona bene.

Questione di sangue freddo, questione di calma, questione di equilibrio.

Riflettendoci, non era il mio cuore ad essere finito tra le sue mani, ma era invece il suo che mi permetteva di custodire fra le pagine!
Lisa

Sinossi:

“Erri De Luca è lo scrittore del decennio”. Corriere della Sera

“Questo breve ed intenso primo libro di Erri De Luca porta già impressi in ogni frase – mi sembra – i segni di un vero scrittore: un tono di voce che appena si coglie diventa inconfondibile, e la integrità di uno sguardo che sa mettere nel giusto fuoco i pensieri e i sentimenti.

Qui la memoria non è consolazione, ma è un dramma, e il tempo gioca un suo gioco crudele stabilendo distanze insormontabili tra chi narra e la materia del proprio racconto.

Una luce bianca e densa come quella che filtra da nuvole alte bagna queste pagine.

È la luce in cui il protagonista de Il posto delle fragole di Bergman vedeva i proprio genitori ancor giovani intenti a pescare con la canna sulle rive di un lago.

Leggendo questo libro che rievoca i momenti di un’infanzia trascorsa a Napoli e per sempre scomparsa, ho ripensato a quell’immagine struggente che dice con assoluta e trasparente immediatezza il dolore per la vita che tutto cancella e ci rende estranei a noi stessi e al nostro passato.”

Un commento:

  1. Un libro profondo e bello come il tuo articolo.

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