“Albero e Foglia” di J.R.R. Tolkien

“Albero e Foglia” di J.R.R. Tolkien

Recensione di Altea Alaryssa Gardini

fiaba

L’autore di cui sto per parlarvi è il medesimo de “il Signore degli Anelli” ed il suo palcoscenico questa volta non è la terra di mezzo ma la fiaba.

Ebbene, sto per narrarvi di “Albero e Foglia” di cui la prima edizione è datata Novembre 1976.

Si tratta di un opera in apparenza semplice ma che al suo interno cela un mondo di pensieri.
L’opera si compone di quattro parti, la prima illustra l’argomento fiaba, a cosa deve rispondere e come la si dovrebbe percepire ed interpretare, ovviamente secondo l’analisi dell’autore.

Tolkien non manca di fornirci il suo punto di vista con tutt’altro che celata ironia nei confronti degli scrittori, suoi predecessori e contemporanei. questi gentiluomini hanno sempre trattato l’argomento fiaba come se fosse un qualcosa da stipare in fondo all’armadio da cui l’uomo nero o il mondo dei nostri sogni di bambini ci faceva visita di notte.
Le parti restanti dell’opera si compongono di tre racconti, di cui due sono fiabe: “Foglia di Niggle”, “Fabbro di Wootton Major” ed a terminare “Il ritorno di Beorhtnoth, figlio di Beorhthelm”.

“La fantasia creativa, dal momento che tenta soprattutto di fare qualcos’altro (qualcosa di nuovo), è capace di aprire il vostro forziere e di farne volare via tutte le cose racchiusevi, come uccelli da una gabbia”

Albero e Foglia – Tolkien

Può davvero uno scrittore di fiabe definirsi uno scrittore?

Nel caso lo fosse, sarebbe da considerarsi di serie B o non pronto per qualcosa di più serio?

In ogni caso quello che resta da definire è se questo scrittore ha risposto con sincerità e dedizione a quello che la fiaba esige.
Feeria è un mondo che costeggia il nostro, rimanendo spesso celato ai nostri occhi e solo in rare occasioni ci è permesso entrare.

Questa dovrebbe essere l’origine della fiaba

non quel “calderone” formato dall’insieme delle credenze popolari, del mito o della poesia epica e dovrebbe solo farci accedere a quel mondo incantato che popola i sogni od alcune zone della terra.
La Fiaba, secondo Tolkien deve rispondere a qualche semplice domanda le cui sono tutte alle strette dipendenze della Fantasia: il Ristoro, l’evasione, la consolazione ed infine un epilogo.

Mentre gli altri non hanno bisogno di trovare una spiegazione, per l’autore, l’epilogo invece ne ha.

L’epilogo non consiste necessariamente nel “felici e contenti” ma semplicemente al termine dell’accaduto e non necessariamente deve essere infarcito di melassa per l’animo per i lettori.

La Fiaba è qualcosa di tangibile e reale e non solo dovuta ai bambini che come alcuni credono “hanno bisogno di credere”. Tolkien non crede che i fanciulli abbiano bisogno di credere ma di conoscere e potersene meravigliare.

Al contempo conoscere non vuol dire che non debbano sentirsi al sicuro ma che stia al narratore lasciarlo libero di esplorare tendendogli la mano nel momento di necessità.

“Le gemme si trasformano tutte in fiori e fiamme, e vi accorgerete allora che tutto ciò che avevate (o sapevate) era pericoloso e dotato di poteri, nient’affatto saldamente impastoiato, sì anche libero e selvaggio, e tanto poco vostro quanto quelle cose che non erano voi stessi”

Albero e Foglia – Tolkien

Condivido infine l’opinione di questo magnanimo narratore del suo animo, asserendo che non solo i bambini voglio perdersi e ritrovarsi nei racconti fiabeschi ma anche gli adulti che troppo spesso beffeggiano il fantastico a pro del realismo, dimenticandosi che le basi di ogni scoperta sono composte da sogni.

“Le fiabe parlano di cose permanenti: non di lampadine elettriche, ma di fulmini”
J.R.R. Tolkien

Titolo: Albero e Foglia
Autore: J.R.R. Tolkien
Genere: Saggio, Narrativa
Edizione: Rusconi
Anno: 1976
Pagine: 476

Sinossi:

Albero e foglia (in inglese: Tree and Leaf) è un libro che raccoglie un saggio e alcune fiabe dello scrittore inglese J.R.R. Tolkien, riunite per la prima volta nel 1964.

La raccolta contiene: il saggio “Sulle fiabe” (On Fairy-Stories), le fiabe “Foglia, di Niggle” (Leaf by Niggle) e “Il fabbro di Wootton Major” e il dialogo in forma di poema alliterativo “Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm”, immaginario seguito del poema medievale “La battaglia di Maldon”, accompagnato da due brevi saggi. Nell’edizione italiana del 1988 fu aggiunta la poesia “Mitopoeia” (La creazione mitica).

Link all’acquisto:

https://www.amazon.it/Albero-foglia-Tolkien-J-R/dp/B00IGTFR8C/ref=sr_1_8?s=books&ie=UTF8&qid=1473084362&sr=1-8&keywords=albero+e+foglia

 

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