La vita in un ring di Manuela Cinti – Recensione di Loredana Preda

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In questo suo romanzo breve, Manuela Cinti mette a fuoco stralci di vita rubati dall’esistenza di cinque personaggi: Cecilia, Luca, Anna, Roberto e Maria. A legarli non è solamente il palazzo condominiale che condividono, il civico 79. Il filo conduttore dei cinque racconti è la saggia e sempre disponibile Maria. L’ultimo racconto, l’unico autoconclusivo, è dedicato interamente alla sua figura.
Ogni storia ha un protagonista che deve superare problemi e ostacoli che la vita erige nel cammino ognuno di loro, problemi più o meno tipici dei nostri giorni. Nessuno ne è risparmiato e l’autrice mette sotto la lente di ingrandimento paure e fobie, chiusure mentali, incomprensioni, mancanze, disabilità. I tormenti esistenziali sono molteplici: l’amore perso, l’amore confuso, l’amicizia come sentimento candido, quella che potrebbe sbocciare in una relazione sentimentale più intensa, la paura per il futuro e il rifiuto di accettare i cambiamenti, la frustrazione, la rabbia indirizzata contro un mondo incapace di capire e di gestire alla meglio situazioni e individui, i fallimenti, le vecchie vittorie e il lontano ricordo della gloria passata, l’impotenza, la timidezza, il handicap fisico ecc. Nulla sfugge al suo occhio di narratrice onnisciente. Passato e presente sono nelle sue mani e ce li offre senza fronzoli o artifizi. Solo il secondo racconto lascia aperta una porta al futuro.
I personaggi, di vari estratti sociali e tipologie, si susseguono fuori e dentro il palazzo, sotto lo sguardo attento e amorevole di nonna Maria, che ha una parola di conforto per tutti, regalando incondizionatamente sorrisi e dispensando pillole di saggezza – tutto ciò che ha raccolto durante una vita lunga 73 anni. “Occhi buoni e gentili, grande osservatrice, ironica. (…) Vive a al quarto piano è ha il balcone più bello di tutto il palazzo. Pieno di fiori…” È lei il punto focale, l’ombelico del piccolo mondo che popola il civico 79, “un elegante palazzo rosa, dallo stile semplice e lineare, con un cortile interno”.
La giovane Cecilia deve combattere quotidianamente contro la “tristezza di un giorno perduto”. Luca, pianista fallito e ingegnere per caso, impiegato in un lavoro che non lo gratifica, circondato da persone che non lo apprezzano e lo deridono continuamente, combatterà le sue frustrazioni. “Anna versus la delusione di una promessa”, il terzo capitolo del romanzo, presenta una madre che deve portare avanti la sua vita e quella di suo figlio, tra mille pensieri e tormenti. Nel quarto racconto facciamo conoscenza di Roberto. Nella sua vita passato e presente si intrecciano, tra lacrime di gioia e di dolore. L’handicap fisico lo relega a una sedia a rotelle, prigioniero dei ricordi e della musica che impara a suonare assieme alla signora Maria. Il personaggio dell’ultimo racconto, Maria chiude il cerchio, e l’amore che ha saputo dare agli altri le ritornerà, sotto una forma o l’altra.

Loredana Preda

Un commento:

  1. Nonna Maria e il suo grande amore! Bella recensione.

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