“Le voci del bosco” di Mauro Corona. Recensione di Mirella Mirelli

Recensione di Mirella Mirelli

Mauro Corona, “Le voci del bosco”, 1998

9788804505310

Un’amica con cui condivido la passione per la montagna mi ha regalato, tempo fa, “Le voci del bosco” di Mauro Corona, e a seguire “Confessioni ultime” e “Favola in bianco e nero”.
La mia amica sa che amo le favole, la natura e le storie incantate. Sa che amo vedere la vita che c’è nelle cose che ci circondano ma soprattutto attribuire un’anima agli esseri viventi…e con essi intendo persone, animali, piante, rocce! Così, mi ha fatto scoprire questo scrittore della Natura.
Difatti le piante, o meglio gli alberi, sono i protagonisti del primo dei tre libri che ho letto, ossia “Le voci del bosco”: betulle, aceri, faggi, maggiociondoli, agrifogli…Secondo lo scrittore ogni albero ha un carattere ed una personalità, proprio come gli uomini. Così, ci racconta la sua esperienza nel bosco allo stesso modo in cui un altro uomo potrebbe raccontare, che so, le vicissitudini e i caratteri dei suoi coinquilini!

Confesso che voglio bene al maggiociondolo (…) perchè è un albero che sa invecchiare senza il patetico bisogno dei cosmetici antirughe.L’incedere del tempo cambia il colore della pelle e la abbruttisce, ma lui non se ne rammarica“.

Subito a sinistra della via si trovano i due faggi piangenti. Aspettate che passi un po’ di vento a smuoverli e subito da quei tronchi uscirà un suono dolcissimo e struggente come un pianto lontano e misterioso“.

Il tasso è il conte del bosco e non si abbassa a parlare con nessuno.(…)
Il tasso è la Ferrari del bosco, non chiede mai nulla. E’ un albero fortunato ma fatto di cristallo…“.

Ho imparato a conoscere con Corona l’anima degli elementi del bosco, perchè di ognuno egli illustra vizi e difetti ma anche pregi e generosità, e il gioco più bello è portare chi legge ad identificarsi con uno di essi, fino a scegliere l’albero che più lo rappresenta!

Io ho oscillato a lungo, per esempio, fra l’identificazione con la tenacia dell’ulivo e le contraddizioni del cirmolo, il quale “si comporta come quelle persone che di giorno ostentano una sicurezza ed una forza che in realtà dentro non hanno e, al calar del sole, vengono immancabilmente prese dall’ansia per la notte scura che si avvicina. E’ un tipo che ha bisogno di luce“.
Oltre l’anima degli alberi, Corona ce ne descrive anche il corpo: la compattezza o la fragilità; a quali utensili saranno destinati o come l’ arte montanara abbia saputo ricavarne il meglio.
Insomma, una “fiaba reale” che ci suggerisce come tutto, intorno a noi, ha vita proprio quanto noi e per questo necessita di rispetto, in un emozionante quanto gratificante rapporto alla pari.

Non vedo l’ora di leggere gli altri due libri… e di raccontarveli.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

Un commento:

  1. Mauro Corona un personaggio a tutto tondo sulle sue montagne, bravissimo alpinista,scultore e autore. I suoi libri sono avvolti sempre dall’amore per la Madre terra!

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