La Storia di Elsa Morante – Recensione di Giulia Citron

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La Storia di Elsa Morante – Einaudi Editore

In un primo approccio al romanzo, molti lettori potrebbero risultare spaventati dal numero di pagine o dall’argomento trattato. Il segreto è abbandonare ogni pregiudizio e lasciarsi trasportare dal lessico straordinario della Morante, trovandosi così come per magia tra le mura di una piccola casetta nei pressi di Roma, durante gli anni del secondo conflitto mondiale.

Qui vive Ida, la protagonista, con i suoi due figli: Nino ed il piccolo Useppe, nato a seguito della violenza di un soldato tedesco. Il romanzo è incentrato sulle vicende di questa inusuale famiglia, travolta da una guerra che rimane sullo sfondo di tutto il racconto, facendo da filo conduttore e da motrice degli eventi.
Durante le numerose peregrinazioni, i tre protagonisti vengono a contatto con una moltitudine di personaggi, ognuno con un carattere particolare che lo contraddistingue ma che allo stesso tempo lo rende “universale”, cioè sempre valido e veritiero; leggendo, ci sembra di aver già incontrato quella persona almeno una volta, o addirittura riusciamo a riconoscere noi stessi.

Attraverso quest’opera, la Morante vuole condannare il modo disdicevole con il quale la storia è scritta nei libri di scuola, i quali presentano agli studenti, con toni distaccati e fin troppo indifferenti, un evento dopo l’altro.
L’ha detto lei stessa in un’intervista: “Non ho voluto scrivere un romanzo; ho voluto fare un’azione politica!”.
Sì, un’azione politica, perché “La Storia” è una brillante critica nei confronti dell’ingiustizia sociale, in difesa delle vittime innocenti che hanno dovuto subire passivamente i tragici effetti di una guerra non richiesta.
E nonostante ciò che si possa credere, questo è un argomento molto contemporaneo, perché le vittime innocenti ci sono sempre, anche in periodo di “pace”.

L’autrice ci insegna inoltre che, se vogliamo cambiare le sorti, è necessario ricordasi di ogni singolo volto che è stato travolto dalla storia; ed è proprio questo che fa il suo capolavoro: restituisce dignità alle vittime, le cui vite hanno il diritto di essere raccontate.
E quando girerete l’ultima pagina, non potrete fare altro che provare indignazione per l’indifferenza umana; vorrete far sì che tutto ciò che avete appena letto venga a conoscenza di più persone possibili. Perché tutti insieme, per quanto banale e scontato possa sembrare, possiamo aggiungere una capitolo a questo “romanzo infinito” che è la storia, magari migliore dei precedenti.

Giulia Citron

Un commento:

  1. Bellissima recensione! Non ho mai letto il testo qui presentato, ma sono anche io del parere che la Storia che si insegna a scuola debba essere insegnata secondo un metodo diverso.

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