“Montediddio” di Erri De Luca. Recensione di Monica Giusto

Recensione di Monica Giusti

Erri De Luca, “Montediddio”, Feltrinelli 2001

12510247_10201081824124729_3275677683398499967_n

In Montediddio c’è tutta Napoli. La Napoli per bene. La città dei quartieri che si snodano come piccoli Presepi in costruzione, dei panni stesi ad asciugare al sole, delle risate gonfie e chiassose dei ragazzini per le strade, delle antiche botteghe artigiane con le porte consumate e cigolanti. La Napoli di chi vive ogni istante come se dovesse essere l’ultimo. Perché “a jurnata è ‘nu muorzo”, la giornata è un morso, e se non si è abbastanza veloci, le ore ti inghiottono senza darti il tempo di poterle vivere appieno.
Il protagonista del racconto, a cui l’autore non ha dato un nome, il tempo lo vive a modo suo, ha 13 anni e nessuna fretta di crescere. Guarda gli altri correre e farsi male, mentre lui vigila sulla sua Maria che è già donna perché così doveva andare. Si tiene forte al petto, come solo una madre fa con la sua creatura, il bumeran che ha ricevuto in dono da suo padre. Lo prepara al volo come un’aquila fa con il suo aquilotto.

De Luca riesce a far conoscere la sua Napoli anche a chi di fatto in questa città non ha mai messo piede. Lo fa con grazia e poesia. Montediddio è un testo breve, meno di 150 pagine, ma fitto di spunti ed emozioni. Vi si racconta la vita della gente comune, di coloro che mischiano, nel loro quotidiano, saggezza ed ingenuità, sacralità e magia. Perché Napoli è anche la città del sangue ” ‘o sang”. Lo si mette nelle bestemmie, lo si mangia cotto, lo si venera in Chiesa.
L’autore utilizza spesso termini dialettali creando nel lettore immagini forti e vive, una partecipazione intensa dove il vernacolo è il mezzo più appropriato.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *