Silvia Lorusso Del Linz“Giulia, una donna fra due Papi”. Recensione di Rosaria Andrisani

Recensione di Rosaria Andrisani

Silvia Lorusso Del Linz“Giulia, una donna fra due Papi”, Parallelo45 

9788898440016B

“La penna d’oca rimase sospesa nell’aria. Il ricordo di quel primo sguardo che le bruciava la pelle le appariva vivido più che mai. Quel calore aveva cercato di consumarla, per anni. Adesso tutto era finito. Lui era morto. L’uomo di cui era stata oggetto della passione sfrenata, soggetto di una gelosia priva di ritegno, non c’era più. Adesso c’era un’esistenza da rimettere in piedi, un fratello avido e irriconoscente con cui fare i conti. Mai si era sentita così usata. Certo, l’aveva sempre saputo. Ma non avrebbe pensato che sarebbe finita così.”

La scrittura attenta e sapiente di Silvia Lorusso Del Linz descrive, in un vero e proprio romanzo storico, una figura importante della società romana del Rinascimento; Giulia Farnese, una donna che ha rivestito un ruolo fondamentale nella storia dell’epoca e che, nonostante gli intrighi e le trame di una realtà corrotta e alterata, decide di non soccombere e di non arrendersi di fronte alle circostanze. “Giulia, una donna fra due Papi” (edizioni Parallelo45) ritrae l’universo dei sentimenti, delle paure, delle esperienze vissute, delle gioie e dei rimpianti di Giulia Farnese; un’esistenza messa al servizio di un’ambizione familiare, quella del fratello Alessandro, futuro Papa Paolo III e un destino scritto per volere di Papa Alessandro VI disegnano i contorni della vita di Giulia, una donna bella, affascinante, raffinata, testarda, forte, protagonista di una sorte ben tracciata, ma, non per questo, vittima inconsapevole della volontà della mente altrui.
Con uno stile elegante e un’espressione chiara e scorrevole, la narrazione coinvolge il lettore come se fosse di fronte a un palcoscenico che, dietro il sipario, mostra i ricordi di una giovinezza negata nella sua genuina spontaneità e un presente cosciente nella sua maturità. Giulia Farnese ha affrontato la sua vita con fermezza e, nonostante le avversità abbiano segnato il suo animo, non si è lasciata sopraffare dall’angoscia e dal dolore. Nella sua opera, l’autrice è riuscita a presentarci il ritratto di un personaggio molto discusso del panorama storico italiano nel suo ruolo di donna, con la sua sofferenza, i suoi rimpianti, le sue certezze; un profilo femminile che richiama, purtroppo, un’attuale condizione di subordinazione, ma che invita, a gran voce, a considerare, sempre, il grande e inestimabile valore della propria interiorità.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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