Giornata della memoria: suggerimeti d’arte per non dimenticare l’Olocausto, di Loriana Lucciarini

Oggi è la giornata della memoria, istituita per ricordare gli orrori dell’Olocausto e le vittime della Shoah.

Una giornata per incidere nella memoria collettiva uno dei periodi più bui della storia dell’umanità, nel quale l’uomo si è trasformato in belva, arrivando a toccare il punto più basso della propria coscienza: quando la Germania nazista, durante la Seconda guerra mondiale, decise la mettere in atto il piano di pulizia etnica che prevedeva ilgenocidio degli ebrei e di altre minoranze etniche e sociali, considerate “nemici dello stato”. Infatti, durante quegli anni, i nazisti crearono campi di concentramento e altre strutture carcerarie con l’obiettivo di internare i suoi prigionieri e qui, nell’impunità più totale, le SS perpetrarono la strategia della “Soluzione Finale” sottoponendo i prigionieri a violenze fisiche e psicologiche, a lavori forzati, a vessazioni e torture, a esperimenti medici crudeli e senza alcuna etica. In questo modo, negli oltre 40 mila campi di concentramento sparsi in tutta Europa, la Germania nazista sterminò in pochi anni il popolo ebraico e le altre etnie minori (prigionieri politici, comunisti, socialisti, Rom, testimoni di Geova, omosessuali e malati psichici): circa 15 milioni di esseri umani e, di questi, 6 milioni erano ebrei.

E’ stata scelta per questa  comemorazione mondiale la data del 27 gennaio, cioè quella in cui le truppe dell’Armata Rossa nel 1945 liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Auschwitz è il campo di concentramento più famoso tra i tanti che le SS avevano costruito, oltre a quello di Bergen-Belsen, che in molti ricordano essere il luogo di prigionia dove Anna Frank venne deportata assieme ai suoi cari e dove trovò la morte. A guerra conclusa, Otto Frank (il padre e unico sopravvissuto della famiglia) ritornò nel rifugio nel quale assieme alla sua famiglia e ad altri aveva tentato di nascondersi per scampare alla persecuzione nazista e qui ritrovò il diario della figlia. Per dare memoria ai posteri del genocidio e per far conoscere al mondo questa testimonianza forte e vivida della condizione di vita dei perseguitati durante gli anni della guerra, Otto Frank decise di pubblicare gli scritti della figlia. Così Il diario di Anna Frank è diventato uno dei libri più letti al mondo e ancora oggi milioni di lettori scoprono affinità emotiva con Anna, sentendosi vicini alla condizione della giovane adolescente ebrea, segregata in un nascondiglio per tentare di sopravvivere all’Olocausto, congelando la vita stessa in una densa attesa che non vedrà mai la luce ma che non perderà mai la forza della speranza.

Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. [Anna Frank]

 

La forza di questi scritti è che hanno sentire universale e accomunano generazioni e popoli diversi annullando le differenze di cultura, religione e politica. Nel battito del cuore di Anna, che pulsa tra i suoi pensieri e nei suoi racconti custoditi in quelle pagine, sentiamo battere il cuore dell’umanità affine al nostro e ci sentiamo tutti più vicini, tutti più fratelli, tutti meno soli e forse capaci di sconfiggere l’odio e la violenza.

Ricordare è un dovere che la società civile ha: non dimenticare, per non permettere che accadano di nuovo fatti agghiaccianti come questo.

E ciò è ancor più necessario OGGI!

VIsto il momento storico incerto e confuso, agitato da venti di guerra e d’odio. Dove la società civile subisce un ripiegamento su se stessa per difendersi dall’escalation di violenza terroristica, arrivando ad adottare soluzioni politiche di contenimento e repressione che fomentano e aumentano le differenze tra culture, contribuendo ad accendere la miccia su recriminazioni millenarie. Dove si ripropone la strategia dell’eliminazione del nemico con tecniche che, purtroppo ben conosciamo. Dove troppi sono ancora i luoghi dove il conflitto e la violenza continuano a far stragi: nei paesi d’Africa, martoriati dalla guerra civile tra etnie che alimenta l’eccidio tra fazioni diverse coinvolgendo civili innocenti,  e in tutto il medio Oriente, dove continuano a morire intere popolazioni inermi sotto i bombardamenti che non guardano in faccia nessuno, neanche se sei un bambino in un ospedaale o in una scuola.

Tutto questo toglie futuro all’umanità. E senza futuro non c’è speranza. Impariamo dai nostri errori e non permettiamo che la storia si ripeta.

Per commemorare questo giorno voglio suggerirvi una lettura, un film, una canzone,perché anche larte contribuisce a mantenere testimonianza della storia, che troppo spesso – purtroppo – non insegna niente agli uomini…

tratto da https://scintilledanima.wordpress.com/2016/01/27/giornata-della-memoria-suggerimenti-darte-per-non-dimenticare-la-shoah/

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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