Andrea Camilleri, “Donne”. Recensione di Mirella Morelli

Recensione di Mirella Morelli

Andrea Camilleri, “Donne”, Rizzoli

12645103_10207120785955871_7766103736925481674_n

Per me Andrea Camilleri è sempre stato in primis i polizieschi (Montalbano), poi le sigarette (vizio) e infine i gabbasissi (eufemismo simpatico).
Ne avevo letto qualche stralcio ma, al di là del personaggio carismatico da ascoltare nei salotti televisivi, mai letto nessun libro per intero; quando, all’improvviso, inciampo in un titolo che contiene un termine che mai e poi mai riuscirò ad ignorare:
DONNE“!
Un “maschio” come Camilleri che titola “Donne”, beh, io non lo posso ignorare…
E si parte: 39 ritratti di donne, protagoniste del passato nei romanzi, mitologia: da Angelica a Zina, in ordine alfabetico -ma neanche ci si accorge di questa rigorosità del disegno letterario: donne, semplicemente donne! Siano esse famosissime protagoniste di opere letterarie – quale la Beatrice dantesca o la Carmen di Mérimée/Bizet- siano l’Angelica Balabanoff rivoluzionaria amica di Lenin o la Elena di Troia o la Desdemona di Otello…chiunque siano, sono donne straordinarie nel bene o nel male, nella grandezza come nella piccolezza, nella virtù come nell’errore. Ma soprattutto, queste donne dei libri (o del teatro o dell’opera) smettono di essere solo ideali evanescenti della musica o della carta e si calano nel reale, diventano coloro che incontriamo nella nostra esistenza, che riempiono la nostra realtà, la caratterizzano rendendola speciale ed unica.
Così, la Beatrice di Dante -bella ed eterna- nulla può contro e di fianco alla Beatrice detta Bice dei vent’anni dello scrittore, quella Bice fidanzata del suo amico che poco prima di sposarsi decide di passare due ore di amore con lui, senza un apparente perché.
E poi quelle Carmen scandalose che, come quella di Bizet, si avviano verso una autonomia di pensiero…E’ speciale lo sguardo ammirato di Camilleri nel descrivere queste nuove donne che vanno prendendo campo nella letteratura, iniziando da Mérimée e continuando con la Nora di Ibsen in Casa di bambole, preannunciando tempi femminili che la borghesia ancora non riusciva a immaginare. Infatti già alla fine dell’Ottocento personaggi come la Carmen e la Nora vengono rimosse:

Le donne torneranno ad essere glorificate come non mai per le loro grazie esibite con grazia, non per i loro pericolosi cervelli. Così, i buoni spettatori borghesi poterono tornare a dormire sonni tranquilli.
E io, terminate queste righe, invece della solita sigaretta, mi accenderò un sigaro.
In onore di Carmen naturalmente“.

E no, decisamente non si può dire che Camilleri non ami le donne forti, che non abbia stima per quelle emancipate, volitive, di successo. Camilleri non le teme, anzi le dipinge con pennellate di stima. Egli è uno scrittore che indaga come il suo personaggio Montalbano, che osserva rimanendo affascinato da tanta bellezza sempre accompagnata da coraggio, audacia, determinazione, fierezza.
Ma non voglio riassumervi tutte le 39 splendide figure femminili, no…Vi farò semplicemente un esempio per tutte dicendovi qual è stata la mia “donna” preferita…
Si tratta di Bianca, l’amante prediletta di Federico II, colei “che gli resterà sempre affianco anche se patirà a lungo la solitudine nei freddi castelli di Monte Sant’Angelo o di Gioia del Colle.
Di essa Camilleri ci racconta le varie leggende o la storia più o meno ben documentata, fino a darci la sua personale e romantica versione. Sopravvisse alla morte del suo amore, segregandosi in un convento dove portò con sè “solo uno scrignetto dentro il quale aveva messo sette cose (non gioielli) che le avrebbero ricordato per sempre l’ amore di Federico
E la grandezza di Camilleri, questo scrittore così imaginificamente maschio, viene fuori a mio parere in questo dolceironico stralcio a commento:

Ed è proprio per questo che mi ha intrigato. Cosa mise dentro lo scrignetto? Di certo qualcuna delle poesie che Federico compose per lei. E poi? Forse, da uomo, non sarò mai in grado di indovinare. Bisognerebbe esser donna, ed aver vissuto per anni, amandolo ed essendone riamata, accanto ad un uomo che alcuni storici definirono <lo stupore del mondo> per poter avere, forse, una qualche risposta“.

E voi, in quanto donne, cosa immaginate possano essere le sette cose che una donna innamorata possa mettere nello scrignetto in ricordo del suo uomo?
39 camei, 39 nomi femminili, 39 spunti per riflettere, per autopensarsi, immerse tra le Grandi.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

3 commenti:

  1. Ciao Mirella neanche io conoscevo questo libro. Grazie per averne parlato.
    Sai cosa mi piace della tua recensione? Il tuo rispetto per l’essere donna!!!! Brava

  2. Bellissima recensione, brava Mirella! Ecco un nuovo spunto per un nuovo acquisto! 😉

  3. Complimenti Mirella bella recensione!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *