“L’amante giapponese”: Isabel Allende vola basso. Recensione di Tiziana Viganò

L’esperta cociniera*, reale e metaforica, Isabel Allende, di cui ricordo con amore i bellissimi “Afrodita” “D’amore e ombra” oltre l’eterno “La casa degli spiriti” ci ha abituato a storie dove gli ingredienti si mescolano con sapienza ancestrale: come spezie, erbe, profumi, esaltano le emozioni, gli ingredienti segreti  nascondono la magia, il segreto della bruja**, la meravigliosa arte di saper narrare.isabel-allende-lamante-giapponese-trama-recensione1-191x300

Nel suo ultimo libro, “L’amante giapponese”, Isabel è stanca, ha perso il senso del mistero, vola basso. Non la  vedo più cantastorie al centro di un cerchio magico accanto al fuoco, circondata dai suoi amici che a bocca aperta seguono la sua incantevole narrazione. Il fuoco è spento, la voce bassa, il guizzo scomparso, il calore se n’è andato.

C’è la storia, di sicuro, ma è una storia narrata in sordina, come ce ne sono tante. Un po’ intricata, con tanti personaggi, che si muovono in periodi diversi, tra continui flashback, alcuni molto lontani nel tempo, fino a oggi. Il piatto cucinato è gradevole, ma insipido.

Alma è la protagonista ottantenne, con il segreto di un amante che non si è mai permessa di rivelare alla luce del sole: ma non è un amante, è un vero grande amore, che va ben oltre la morte.

C’è Irina, la bambina moldava vittima di orrende violenze sessuali. ora è una donna e le sue estreme fragilità si apriranno in modo lentissimo all’amore. Ci sono gli arzilli vecchietti della casa di riposo che si preparano alla morte naturale o alla dolce morte, ognuno con i suoi modi e tempi. Ci sono i ricordi dei tempi della seconda guerra mondiale, i membri della famiglia Fukuda internati nei campi di concentramento giapponesi nei democraticissimi (solo a parole) Stati Uniti: c’è l’orgoglio dei guerrieri samurai, il desiderio di continuare le tradizioni, di non arrendersi mai, la dignità oltre ogni limite umano.

 

Ma…manca il fascino della scrittura della Allende, quello dei suoi libri migliori, quando la narrazione storica delle persone e degli eventi ti fa volare, ti scuote il cuore, ti incolla alle pagine per non lasciarti andare: in quest’ultima fantasia non c’è rapimento, puoi aprire e chiudere il libro senza rimpianto.

La storia è gradevole, ma potrebbe averla scritta chiunque, la voce è monotona, stanca, il continuo rifarsi a meditazioni sulla vecchiaia forse ci parla dei pensieri della scrittrice, settantenne in un periodo di depressione o solo di ripiegamento, più che legittimo. Certo non sempre si può produrre il meglio di sé: l’industria editoriale che è avida dei best sellers dei nomi altisonanti chiede molto, spreme in nome del profitto.

Lasciamo che Isabel si riposi quel tanto che basta per darle la spinta per volare ancora in alto, nel mondo della fantasia magica che i suoi affezionati lettori si aspettano da lei.

 http://tizianavigano.blogspot.it

*cuoca

**strega

tizianaviganò

Tiziana ViganòMilanese, laureata in Lettere Moderne, redattrice e iconografa per molti anni presso Garzanti Editore, ha poi approfondito altri interessi e lavorato nel campo della psicologia, della comunicazione e della medicina naturale, studiando a fondo i rapporti tra mente e corpo. Appassionata di cultura, arte e letteratura, scrive da sempre: è scrittrice e giornalista free lance. Ha pubblicato saggi e articoli: negli ultimi anni, con gialli e racconti ha trovato nuovi spazi nella narrativa. Il lavoro sul campo l’ha portata a prestare una particolare attenzione alla psicologia e le ha fornito ispirazione per raccontare soprattutto storie vere, centrando in particolare figure femminili che emergono con le loro luci e ombre, nelle difficoltà e nel successo, nel dramma e nella rinascita. Attiva nel volontariato sociale a favore delle donne, ha fatto esperienze e progetti per ONG in Africa e nella Repubblica Dominicana a favore dei migranti: assieme al lavoro come Counselor (terapia di sostegno) e ai viaggi nel mondo, queste attività sono fonti inesauribili per le sue storie. Nel 2012 ha pubblicato “Come le donne” raccolta di 12 racconti ispirati a questi temi, ora edito da PMedizioni; nel 2013 ha partecipato con due opere all’antologia “Una rondine sul filo”, Marco Del Bucchio Editore. Con il giallo "Una mente in nero" nel 2012 ha vinto il premio speciale nel XXV concorso "Borgo degli artisti" di Milano. Nel 2014 "Come le donne" ha vinto il Premio Internazionale Nuove Lettere, sezione Narrativa, dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli. Nel 2015 ha partecipato all’antologia “Milano in 100 parole”, Giulio Perrone editore. E’ autrice di due blog: http://tizianavigano.blogspot.it cultura libri e società e http://ilgustoeilgiusto.blogspot.it benessere e cucina, il suo hobby. Collabora a “Sognaparole Magazine” rivista di cultura e attualità della Società Umanitaria di Milano http://sognaparole.blogspot.it, a “Cultura al femminile” https://letteraturalfemminile.wordpress.com ; Gli scrittori della porta accanto http://www.gliscrittoridellaportaaccanto.com e valuta e seleziona testi per http://extraverginedautore.itCon il patrocinio del Comune di Rescaldina (Milano) conduce la giornata per scrittori “Il vizio di scrivere” https://www.facebook.com/Il-vizio-di-scrivere e presenta autori negli eventi "Happy Hour con l'autore"

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