“Frammenti sparsi” di Carla Vinazza. Recensione di Liliana Sghettini

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In casa quanti oggetti abbiamo che, ogni giorno, distrattamente spostiamo per pulire la polvere che granello dopo granello si deposita lieve riuscendo, inconsapevole, a scandire il passare del tempo?
Ebbene questi oggetti sono immobili spettatori della nostra vita che invece scorre nostro malgrado e la sola opportunità, infinitamente preziosa, che abbiamo è quella di riempirla di momenti gioiosi perché tanto quelli tristi ci verranno comunque recapitati dagli eventi.
Il racconto intitolato “Lo specchio” contenuto nell’appassionante raccolta “Frammenti sparsi” di Carla Vinazza, eclettica autrice emergente mi ha evocato alcuni pensieri che condivido con voi cari lettori.
Mi ha suscitato brevi riflessioni su quanto a volte si resti intrappolati nelle aspettative, nei ruoli, mentre la vita ci scivola tra le dita……..
Questo racconto mi ha scosso i sensi costringendomi ad immaginare la triste protagonista ed i suoi sentimenti.
Ho visto il suo viso ceruleo, sempre perfetto per la giovane età o per l’isterica cura di sé; i suoi occhi vitrei dentro i quali si intravede un cammino doloroso, i suoi capelli raccolti in trecce forzatamente impeccabili e non sempre in sintonia con il passare del tempo……
Ho immaginato la sua vita e sono entrata nel suo triste mondo spettatrice però di tante altre vite simili alla sua.
Lo specchio, del resto, è un oggetto, uno dei tanti, che tutti abbiamo in casa e che malgrado sia immobile può animarsi riflettendo gli accadimenti che si avvicendano.
Lo specchio è testimone di noi assumendo un ruolo attivo.
Vi siete però mai soffermarti a pensare su cosa poi possa davvero riflettere?
Riflette verità e finzione, come accade ad esempio nella favola di Biancaneve, fino al punto di assorbire l’esistenza di chi troppo lo consulta…….
Lascio a voi cari lettori ulteriori considerazioni che di sicuro trarrete dalla lettura di questa raccolta nella quale immergersi come in un bel romanzo psicologico.
E se per caso vi state domandando perché ho scelto di parlarvi proprio di questo racconto in rappresentanza della raccolta vi dico che l’ho ritenuto espressione chiara del lavoro di Carla Vinazza.
Un lavoro che arriva a noi grazie a tredici storie apparentemente singole ma che invece a ben guardare compongono un quadro unico e puntuale con il quale l’autrice ha voluto parlare di sé e degli altri.
Un quadro amabilmente dipinto con tinte efficaci, in grado di rappresentare dolcezza in alcuni casi ma verità cruda e nuda se necessario.
Un quadro dipinto osservando le virtù e le miserie dell’essere umano ben celate in comportamenti apparentemente appropriati ma a volte dissimulatori.
Un quadro che ci offre un viaggio “tra l’ieri e il mondo attuale” così come giustamente lo definisce Fulvio Castellani nella sua appassionata e condivisibile prefazione di questa bella raccolta!
Grazie a Carla Vinazza e a Carta e Penna editore che ancora una volta ci propone un emergente meritevole di essere letto.

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