“Via Ripetta 155” di Clara Sereni. Recensione di Maria Lucia Ferlisi

Recensione di Maria Lucia Ferlisi

Clara Sereni, “Via Ripetta 155”, Giunti
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Via Ripetta 155” è la storia autobiografica di Clara Sereni, una donna che ha vissuto il 68 e gli anni 70, quasi in prima linea, sempre presente, ma senza mai farsi coinvolgere completamente.

E’ anche la storia di una ragazza che ha voluto sottrarsi a un difficile rapporto paterno e alla difficoltà di portare un cognome troppo pesante, essendo il padre un parlamentare comunista di cui lei ne sentiva tutto il peso ingombrante per l’affermazione della propria autonomia.

Il libro pur essendo autobiografico, non risulta tale, grazie alla sapiente, scorrevole ed appassionata scrittura dell’autrice, che ci lascia un romanzo vero e proprio dedicato agli anni 70, anni di lotta, di libero amore, di speranza, di libertà, ma che bene presto si trasforma in disillusione, in amarezza per quello che c’è stato.

La lotta per la propria libertà si affianca alle continue ricerche di lavoro che le possano garantire la tanto sognata autonomia e quindi distacco dalla famiglia, come la creazione di un ponte tra padri e figli; il tutto è accompagnato dai canti popolari con epicentro la sua casa.

Questa casa di via Ripetta scelta in pieno centro a Roma perché lei comunque rimane “un po’ snob”, una casa che diventa il centro delle riunioni tra amici, il centro di raccolta e incontro di tutti i suoi amici, dove lei lotta sempre per mangiare, per portare oggetti per riempire quella casa vuota, la casa che vede i suoi tanti amori di cui non ricorda il nome, ma solo il calore nei momenti di solitudine, la casa dove lei deve fare i conti con l’irrequietezza dell’anima, la casa dove tenta anche il suicidio.

Nel racconto emerge la passione, ma anche la nostalgia e la disillusione, come se l’autrice rivedesse le immagini del suo passato, alcune le accarezza, altre le bagna con le lacrime, con altre riesce a sorridere, ma tutte sempre con dolce nostalgia.

Gli anni della quasi emancipazione, della quasi rivoluzione, del quasi golpe, della quasi liberazione sessuale…termina lasciando la triste consapevolezza della disillusione e della sconfitta delle proprie idee. Un libro che ci porta indietro nel passato con delicatezza, senza critiche, denunce o altro, solo esponendo i fatti come sono avvenuti, lasciando a noi il compito di capire che il tentativo di scardinare la famiglia, forse non ne valeva la pena, alla fine abbiamo il bisogno di avere stabilità e certezze attraverso anche un amore sicuro ed una famiglia “tradizionale”.

Libro che consiglio vivamente.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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