“Tersa” di Annalisa Caravante

“Tersa” di Annalisa Caravante

Recensione di Altea Alaryssa Gardini

Tersa

“(When this began)
I had nothing to say
And I get lost in the nothingness inside of me
(I was confused)
And I let it all out to find/
That I’m not the only person with these things in mind
(Inside of me)
But all the vacancy the words revealed
Is the only real thing that I’ve got left to feel
(Nothing to lose
Just stuck/ hollow and alone
And the fault is my own, and the fault is my own”
Linkin Park – Somewhere I belong

Quando tutto è iniziato ero solo una ragazza come tante, parlavo con la mia migliore amica mentre aspettavamo la metropolitana. Napoli in quei giorni era tutta un trambusto, e pioveva.

Ci può essere qualcosa di peggio?

All’improvviso un fulmine e non ho capito più nulla, mi sono svegliata in una stanza con dei mobili di orribile colore verde azzurro, c’era un medico con me che mi sta informando sulla mia condizione, il fulmine mi ha investita e devo rimanere sotto osservazione per eliminare la possibilità di complicanze.

Non avevo nessun motivo per non credergli, anche se non poter vedere i miei genitori e Roberta mi lasciava in uno stato di inquietudine sconosciuto.

“So give me reason
To prove me wrong
To wash this memory clean
Let the thoughts cross
The distance in your eyes
Give me reason to fill this hope
With lifeless things between
Let it be enough
To reach the truth in lies
Across this new divide”
(Linkin Park – New Divide)

Ho saputo dai ragazzi che mi hanno aiutata ad uscire da quel luogo, che il quel centro effettuano esperimenti sulle persone.

Sembra che io non sia più in Italia ma in un posto chiamato Tersa.

Qui è tutto diverso, il giorno e la notte, persino l’aria è diversa. Le persone hanno degli strani e meravigliosi occhi magnetici. Voglio tornare a casa, ma non posso.

Qui tutti hanno una passione per gli essere umani, loro cugini lontani e mai conosciuti.

Una passione che li ha portati a studiarli e riuscire ad apprendere qualche loro abitudine o usanza.
Mi hanno detto che la vita che avevo era una proiezione della mia mente dovuta agli esperimenti, ma so che è falso.
Se dovessero trovarmi, mi ucciderebbero perchè sono umana e sembra che questo sia molto importante o fondamentale per una qualche ragione che non mi è data conoscere.

“Take me down to the river bend
Take me down to the fighting end
Wash the poison from off my skin
Show me how to be whole again

Fly me up on a silver wing
Past the black, where the sirens sing
Warm me up in the novice glow
and drop me down to the dream below”
(Linkin Park – Castle of Glass)

Cerco di vivere come una normale abitante di questo mondo, abituandomi ad essere sola.

Soffrendo per la lontanza di ciò che mi è caro. Ora so tutto, Mey me lo ha detto, conosco ogni cosa del mio essere qui.

Ho una nuova famiglia, dei nuovi amici e credo di aver trovato l’amore.

Ma qui è tutto così confuso, ad ognuno sembra mancare qualcosa, nessuno è intero.
Che nome è Tersa, per un luogo che è tutto tranne che somigliante ad una giornata dal bagliore cristallino? Cosa è accaduto a questo mondo, perchè tutte queste ombre intorno a me e attorno ai suoi abitanti? Aiutatemi, non sto bene.

“The light on the horizon
Was brighter yesterday
With shadows floating over
The scars begin to fade”
(Linkin Park – Final Masquerade)

Quando finalmente ho avuto in mano quel brandello di vita che sono riuscita a ricrearmi, qualcosa è arrivato a portarmelo via. Di nuovo sull’orlo di un evento su cui non ho potere, voglio tornare a casa! Voglio i miei genitori!
Perche?

Perchè questo mondo vive della sua luce ma si nutre di quello che vive nell’ombra?

Ora ho deciso, rivoglio la mia vita. Restituitemi casa mia e i miei genitori e la mia nuova esistenza. Voglio essere felice.

Questo libro, mi ha trasportata in un mondo bellissimo e terribile, ho seguito l’innocente Lisa nella sua avventura e io stessa non avrei saputo come fare di meglio.

Vivere come meglio posso o ribellarmi alla mia condizione chiudendomi in un guscio da cui nessuno mi avrebbe salvata?
Non c’è giusto o sbagliato, solo il tuo puro istinto. Sbagliare è relativo quando tutto intorno è come te ma totalmente alieno a ciò che conosci.

Titolo: Tersa
Autore Annalisa Caravante
Genere: Romanzo, Fantasy
Editore: Arpeggio Libero
Anno: 2014
Pagine: 248

Sinossi

E se nel bel mezzo di un temporale fossimo colpiti da un fulmine che, invece di ucciderci, ci catapultasse su un altro pianeta?

Chi di noi non ha sognato almeno una volta di conoscere un altro mondo?

Un’esperienza davvero straordinaria che nemmeno una vivace napoletana come Lisa Zaccaro avrebbe mai immaginato di poter vivere, come non avrebbe mai pensato che la sua vita potesse essere stravolta inesorabilmente a diciotto anni.

Eppure, quel cupo giorno di pioggia, la folla assordante e smarrita della stazione e la voce della sua migliore amica, che cerca invano di scorgerla, tra il grigiore della tempesta e la confusione, saranno gli ultimi ricordi della sua esistenza terrestre.

Link all’acquisto:

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2 commenti:

  1. L’ha ribloggato su Annalisa Caravantee ha commentato:
    Una recensione originale ed emozionante

  2. Bella recensione di un libro bello!

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