Festival di Sanremo 2016: finalmente la musica fa da padrona. A cura di Chiara Minutillo

A cura di Chiara Minutillo

Era il 1951. La guerra era finita da pochi anni, ma la vita portava ancora gli strascichi di tutta quella violenza. La nazione, nel suo insieme, sentiva il bisogno di ripartire, di ricominciare ciò che il potere di poche persone nel mondo aveva deciso di fermare. Serviva una rinascita fisica, emotiva, psicologica, economica e, perché no, artistica. Fu così che nacque il Festival di Sanremo che, quell’anno, durante la prima edizione, vide 20 canzoni in gara, interpretate da soli 3 cantanti. Tra questi, Nilla Pizzi, che vinse il I Festival di Sanremo con la celeberrima canzone Grazie dei Fiori. L’Italia non poté più fare a meno di quello spettacolo, che ogni anno si presentava puntuale per portare in scena grandi artisti, grandi canzoni.
Con gli anni le evoluzioni furono numerose: nella gara, nella conduzione, nelle esibizioni, nello spettacolo stesso. Dopo qualche edizione in cui Sanremo sembrava aver perso il suo scopo e il suo fascino, cosa possiamo dire del 66° Festival che proprio questa sera vedrà la Gran Finale?
Cominciamo parlando delle canzoni in gara.
Come nel 1951, anche quest’anno le canzoni in gara sono venti, interpretate da altrettanti artisti. La sezione Big si presenta alquanto variegata. Accanto ai “novellini” usciti dai talent show o arrivati direttamente da passate edizioni di Sanremo, ci sono alcuni nomi “storici” della musica italiana. Per non far torto a nessuno e per dare un senso di ordine, credo sia meglio presentare i cantanti in gara in ordine alfabetico.

sanremo-big

I 20 Big in gara

Cominciamo quindi con Annalisa e la sua Il diluvio universale. Quella di Annalisa era, forse, l’esibizione che aspettavo maggiormente. Classificata seconda a Amici nel 2011, Annalisa cominciò a riscuotere un discreto successo con la canzone Senza riserva. Partecipò la prima volta a Sanremo con le due canzoni Scintille e Non so ballare, che non solo la fecero conoscere al grande pubblico (non tutti guardano i talent show), ma le fecero ottenere anche il favore della critica. Annalisa si presentò nuovamente a Sanremo l’anno scorso, classificandosi quarta con Una finestra tra le stelle. Se la sua voce mi convinceva prima, in quel momento e con quella canzone mi convinse ancora di più. L’ultimo album, Splende, presenta un sound molto differente dai lavori precedenti. La voce è più matura e sicura, i testi più profondi. In un primo momento Il diluvio universale non mi ha colpita, pur ricordandomi Posizione Fetale, penultima traccia di Splende e brano che amo molto. La canzone inizia con pochi accordi di pianoforte che danno quasi la sensazione delle prime gocce di pioggia che cominciano a cadere. Gocce di pioggia che identificano una serie di idee incentrate sull’amore, idee che ruotano nella mente della cantante, esposte come una sorta di flusso di coscienza che diventa sempre più forte e incisivo. Una canzone fortemente introspettiva, quasi totalmente orchestrale, priva di fronzoli, come a riprodurre la totale perdita nei propri pensieri. Dopo un secondo ascolto, mi ha conquistata.
La seconda canzone in gara è Guardando il cielo di Arisa. Arisa riscosse il successo con il singolo Sincerità, portato in gara nel 2009. Il suo cambiamento nel corso di questi sei anni è stato evidente. Dagli occhialoni e il forte rossetto rosso, Arisa è passata a uno stile più acqua e sapone, con canzoni più melodiche, come La notte e Controvento, quest’ultima vincitrice del Festival nel 2014. Anche la canzone portata in gara quest’anno è estremamente dolce. Degno di nota è il cambiamento non solo a livello di look svolto negli anni, ma anche a livello vocale: la maturità acquisita in questi pochi anni si sente e, soprattutto, mi sorprende sempre la totale trasformazione dal parlato al cantato, quest’ultimo molto più denso di calore e sentimento. Guardando il cielo è un invito alla positività, ad avere fiducia e speranza in un futuro migliore, sicuramente uno degli argomenti più gettonati nel Festival di quest’anno.
Arriva il momento di parlare di uno degli idoli delle teenager. Ex frontman dei Dear Jack, con il quale aveva vinto il premio della critica a Amici nel 2013, Alessio Bernabei partecipa con la canzone Noi siamo infinito. La canzone si presenta sicuramente come un brano ballabile, orecchiabile, più degno di un tormentone estivo che di un Festival di Sanremo. Un testo poco impegnato e una voce che non basta a rendere il significato del singolo. La sua fortuna risiede in un ritornello accattivante, anche se piuttosto monotono, e in una musica ritmata che, sicuramente, prende.
È la volta dei Bluvertigo, storico gruppo capitanato da Morgan. Il gruppo si presenta con un brano dal titolo Semplicemente. I Bluvertigo si sono sempre imposti come un gruppo sperimentale, perché è nell’esperimento che risiede la genialità. Non li ho mai apprezzati molto, forse non come si dovrebbe, ma probabilmente avrebbero fatto meglio a restare nel campo degli esperimenti musicali, invece di buttarsi su qualcosa di così semplice. Il testo è talmente semplice da risultare banale. A livello vocale Morgan si presenta scarico. Nel complesso un’esibizione piuttosto bruttina.
Proseguiamo con due rivelazioni: Giovanni Caccamo e Deborah Iurato, con la canzone Via da qui, firmata da Giuliano Sangiorgi, grande cantautore. Sono sincera, quando ho visto questi due nomi mi sono chiesta chi fossero. Di lui mi è poi venuto in mente il cortometraggio Lava della Disney Pixar, una meravigliosa leggenda e storia d’amore cantata, appunto, da Giovanni Caccamo in duetto con Malika Ayane. Scavando più a fondo, ho scoperto, e non lo ricordavo, che lui è il vincitore della sezione Giovani Proposte dello scorso Sanremo, nonchè autore della bellissima canzone Adesso e qui (Nostalgico presente) interpretata da Malika Ayane e vincitrice del premio Mia Martini. Riguardo a Deborah Iurato, ho invece scoperto che è la vincitrice dell’edizione 2014 di Amici. La canzone che hanno presentato assieme, quest’anno, è un magnifico duetto che, come detto nella presentazione stessa, ruota attorno alla parola scusa, una delle parole meno dette al mondo e in grado, nella sua semplicità, di risolvere invece grandi problemi. Il brano, molto melodico e nostalgico, mette in risalto, soprattutto nel bridge, le doti canore davvero sorprendenti di Deborah Iurato. Un duo decisamente azzeccato: la voce dolce di lui è perfettamente in contrasto con la voce più possente e, nelle note alte, graffiante di lei.
Dopo due giovani di tale talento, parliamo di un rapper, anche lui per me sconosciuto: Clementino. La canzone ha un titolo che dice tutto: Quando sono lontano. Il testo, molto semplice, ma non così banale come mi sarei aspettata da un rapper (soliti pregiudizi, ne sono vittima anche io, in campo musicale, lo ammetto) parla della lontananza da casa, di chi si allontana dalla propria terra per inseguire un sogno. Lontano da mamma e papà dove sono le cure? è uno dei primi versi, spiazzante nella sua semplicità, nel suo desiderio di tenersi stretti le proprie radici.
Dopo aver parlato di Bernabei, non si può non parlare dei suoi ex compagni di viaggio, i Dear Jack. Avevano già partecipato a Sanremo l’anno scorso, ora ritornano, cambiando voce: Leiner Riflessi è il nuovo cantante che, assieme alla band, porta sul palco dell’Ariston il brano Mezzo respiro. Una canzone che pare il ritratto di un attimo, uno dei momenti più tristi: l’ultimo addio quando un amore trova la sua fine. A livello vocale, sicuramente nel cambio cantante i Dear Jack hanno solo fatto un guadagno. Riflessi ha una voce decisamente più naturale e limpida, anche se immatura. A livello scenico, il contrasto tra il passato con Bernabei e il presente è evidente: il nuovo frontman non lascia un attimo l’asta del microfono, rivelandosi meno energico sul palco rispetto al suo predecessore.
Dolcenera, dopo aver vinto Sanremo Giovani nel 2003, si presenta alla sua quinta esibizione sul palco dell’Ariston con un brano grintoso, in stile soul jazz: Ora o mai più (le cose cambiano). Esibendosi come di consueto al pianoforte, Dolcenera risulta sempre estremamente poliedrica, capace di arrivare a note molto alte con un canto graffiato e mai banale e testi che difficilmente si possono dare per scontati, come questo singolo che parla delle scelte che si prendono nella vita e delle occasioni che, a volte, rischiamo di lasciarci scappare a causa dell’indecisione e dell’incapacità di cogliere l’attimo.
Elio e le storie tese è un altro di quei gruppi storici che si muove tra genialità e sperimentazione. Il brano portato in gara quest’anno, Vincere l’odio, è un esempio di ciò. Una serie di ritornelli, apparentemente sconnessi tra loro, senza un reale significato, che però catturano l’attenzione, passando attraverso vari stili per poi sfociare nell’acuto lirico che racchiude il messaggio del singolo, vincere l’odio appunto: questo è lo schema della canzone. Indubbia la capacità del gruppo di tenere il palco.
Figlia d’arte, Irene Fornaciari partecipò a Sanremo nel 2009 nella categoria Nuove proposte. Quest’anno si esibisce con un brano dal testo semplice, ma molto forte e drammatico, Blu. Un singolo che parla delle tragedie dell’immigrazione avvenute così spesso, nell’ultimo periodo, nel nostro bel mare blu e di tutte quelle speranze che rimangono illusioni. La canzone è nostalgica e di forte impatto. Mi è servito qualche ascolto, tuttavia, per cominciare ad apprezzarla.
Veniamo ad un altro cantante uscito da un talent, Lorenzo Fragola. Il brano, Infinite volte, ha un testo, scritto anche dallo stesso Fragola, molto valido, ma che perde un po’ di magia in bocca a un cantante così giovane e rende la canzone monotona, uguale, anche nello schema, a tante altre. È inevitabile notare la scarsa capacità di Lorenzo Fragola di raggiungere le note più alte, tanto che in alcune parti la voce si perde completamente nella musica. Un peccato davvero, perché il timbro vocale non è niente male e molti dei suoi testi sono davvero belli.
Approdiamo nuovamente sulle sponde del rap con Rocco Hunt e il suo brano Wake Up. Rapper napoletano, vincitore della sezione Nuove proposte nel 2014, arriva a Sanremo quest’anno con un brano che coinvolge pienamente e ha un testo notevole, considerando anche la sua giovane età. In effetti, però, chi meglio di un giovane poteva descrivere le illusioni di tanti ragazzi che sono convinti di non avere un futuro nel proprio paese? E chi meglio di un giovane poteva trascinarli in un ritmo frenetico che smuove e, sicuramente, dà la sveglia?
Francesca Michielin è una giovane, giovanissima, cantautrice di Bassano del Grappa. Viene anche lei da X Factor; il primo grande successo è stato con il brano Distratto del 2012, anno in cui, tra l’altro, salì sul palco dell’Ariston per duettare con Chiara Civello nel brano Al posto del mondo. Altro successo fu il singolo Amazing, utilizzato per la colonna sonora del film The Amazing Spiderman. Quella di quest’anno è la sua prima vera partecipazione a Sanremo e la Michielin debutta con un brano che si basa sulla teoria della separazione, un’ipotesi secondo cui una persona può essere collegata ad altri attraverso una rete composta da non più di cinque intermediari. Nessun grado di separazione, di cui la cantante è coautrice, è un brano ricco di significato, molto profondo, che parla dell’acquisizione di una nuova consapevolezza e di una nuova maturità. Maturità che si nota anche nella voce, che, durante l’esibizione, mi ha a tratti ricordato Elisa, nei primi tempi, quando di frequente le sue canzoni trovavano spazio anche per qualche nota in falsetto.
Neffa, cantante con un passato da rapper, sale sul palco con il brano Sogni e nostalgia. Un testo un po’ visionario, che va oltre le apparenze, come spesso accade nei brani di Neffa. Una canzone che parla di rinascita, di cose che passano e vanno, proprio come i sogni e la nostalgia.
Romana, altra scoperta di X Factor, a sua volta giudice dello stesso programma e cantante dagli inconfondibili capelli rossi: Noemi torna sul palco del teatro Ariston per la quarta volta. Dopo la vittoria sfiorata nel 2012 con il brano Sono solo parole e nel 2014 con Baciati dal sole, Noemi porta in gara un brano il cui titolo, inizialmente, mi sapeva di banalità: La borsa di una donna. Mi sbagliavo. Il testo appare insignificante ma non lo è. Dopo qualche canzone d’amore, la cantante romana torna alla tematica della femminilità, come era successo con le due canzoni che l’avevano resa famosa: Vuoto a perdere, scritta da Vasco Rossi e L’amore si odia, cantata in duetto con Fiorella Mannoia. La borsa di una donna è un altro brano introspettivo, che conduce nei pensieri femminili. Singolo nostalgico e con molte parti in cui la voce di Noemi risalta in tutta la sua bellezza e particolarità.
Altra big della musica italiana, invitata a partecipare come ospite, Patty Pravo ha invece deciso di festeggiare i suoi 50 anni di carriera gareggiando con un nuovo singolo, Cieli immensi. L’interprete di numerose canzoni meravigliose e indimenticabili, torna sul palco dell’Ariston, dopo quasi dieci anni dall’ultima volta, con un brano d’atmosfera, dal testo forse un po’ monotono, ma è sicuramente d’impatto l’esibizione della cantante che porta avanti, come nel passato, quel suo personaggio un po’ studiato e al tempo stesso un po’ malinconico. Mi sento di spendere due parole sull’aspetto di Patty Pravo, non per critica, ma per pura analisi musicale: i numerosi interventi di chirurgia plastica, che l’hanno letteralmente resa la bambola di cui parlava in una delle sue più famose canzoni, l’hanno penalizzata. Il potenziale vocale c’è ancora, si sente, soprattutto nel ritornello, ma con quella maschera di botox, ahimè, è quasi impossibile renderlo totalmente manifesto: si sa che il canto dipende anche dal movimento delle labbra, ma se un cantante non lascia libertà di movimento alla bocca,  diventa paragonabile a un attore senza espressione.
Enrico Ruggeri, nel suo essere alternativo ma mai banale, con un passato giovanile da cantante punk, si presenta con il brano Il primo amore non si scorda mai. Enrico Ruggeri ha alle spalle 15 partecipazioni al festival di Sanremo, tra cui annovera due vittorie. L’ultimo singolo è una canzone dalle atmosfere decisamente rock, che porta come tema principale il passato che incide sul proprio presente e sul proprio futuro. Ognuno di noi è il frutto di scelte, emozioni, esperienze passate da cui è impossibile scindersi. Un brano ben accolto dal pubblico, grazie al ritmo martellante e anche al testo molto valido, come del resto era necessario aspettarsi dall’autore di una delle canzoni più belle della musica italiana, Quello che le donne non dicono, interpretata da Fiorella Mannoia.
È il turno di un altro amico di Maria de Filippi, vincitore del Sanremo 2010. Valerio Scanu si presenta con il brano Finalmente Piove, canzone che porta evidente l’impronta del suo autore, Fabrizio Moro. Dopo un’inizio lento e molto somigliante a altre canzoni in gara, il singolo prende il via con un ritornello forte e incisivo, basato sui silenzi che sostituiscono le parole e, a volte, le soffocano. Valerio Scanu ha un’ottima capacità di interpretazione, riuscendo a raccogliere numerosi consensi.
Gli Stadio sono un altro gruppo storico, che quest’anno partecipa al Festival di Sanremo con il brano Un giorno mi dirai, una canzone dal tema abbastanza comune, una lettera delicata scritta da un padre e indirizzata alla propria figlia, attraversando le fasi di una crescita che, in fondo, è di entrambi. Un testo che, sinceramente, nell’ultima parte ha saputo commuovermi, complice il ritmo cadenzato e dolce, che, nel ritmo delle strofe pare quasi una ninna nanna.
Giungiamo così all’ultimo duo, Thomas de Gasperi e Matteo Maffucci, in arte gli Zero Assoluto, in gara con la canzone Di me e di te. Nulla di nuovo, questo brano, musicalmente molto simile a tanti altri dei due cantanti, denso di suoni moderni che sicuramente lo rendono adatto al passaggio in radio. Il testo vuole essere un inno al dialogo, ma il risultato non è granché riuscito. A livello vocale, poi, gli Zero Assoluto, sono sempre stati piuttosto mediocri.

Nuove-proposte.jpg

Le 8 Nuove Proposte

Questi dunque i venti big con le loro canzoni. Oltre a nomi già affermati, però, anche in questa edizione troviamo otto nuove proposte. La sfida tra questi ultimi è avvenuta nell’arco di tre serate: mercoledì, si sono sfidati, a coppie, Chiara dello Iacovo e Cecile, Ermal Meta e Irama; giovedì, invece Miele e Francesco Gabbani, Michael Leonardi e Alessandro Mahmood. Solo quattro di questi sono arrivati alla finale di venerdì: Chiara dello Iacovo con il brano accattivante dal titolo Introverso, Ermal Meta con Odio le favole, Alessandro Mahmood con Dimentica e Francesco Gabbani con Amen. Quest’ultimo è stato dichiarato vincitore della sezione Nuove Proposte con non poche polemiche sui social network a causa di un presunto inconveniente con le votazioni della sala stampa avvenuto la sera precedente, quando Gabbani ha gareggiato con Miele. Quest’ultima, cantautrice, era infatti stata dichiarata vincitrice della sfida, ma, all’improvviso era saltata fuori la scusa, forse reale, forse no, dell’inconveniente tecnico e vi era stata una ripetizione delle votazioni che aveva ribaltato i risultati. Certo, visto quello che è successo, e senza nulla togliere al giovane cantante, suona un po’ artefatta la vincita di Gabbani nella finale, soprattutto considerando che a livello vocale e a livello di canzone, non c’erano speranze contro Miele, a cui comunque è stata offerta la magrissima consolazione di aprire la finale cantando la sua canzone Mentre ti parlo.

sanremo-2016-elton-johnNumerosi sono stati anche gli ospiti in queste quattro serate di festival, a partire dal tanto chiacchierato Elton John. La critica giornalistica, infatti, si è lanciata contro la direzione di Sanremo reputando la scelta di ospitare il famoso cantautore come occasione per parlare dei diritti delle coppie omosessuali, questione che fa parecchio discutere ultimamente. Forse, invece di vedere il complotto ovunque, bisognerebbe solo imparare a dividere le cose, il cantante dalla sua vita privata. Elton John ha cantato due tra i suoi più famosi successi: Your Song e Sorry seems to be the hardest word, per poi dedicarsi all’esecuzione del suo ultimo singolo, Blue Wonderful, senza sfiorare l’argomento unioni civili.
Laura-PausiniAltra ospite importante, sempre nella prima serata, è stata Laura Pausini. Con 23 anni di carriera, 16 album pubblicati in 60 paesi e in 5 lingue, oltre 70 miloni di dischi venduti, 4 Grammy Award vinti e prima donna con un concerto sold out a San Siro, la cantante di Solarolo si è presentata sul palco più carica e energica che mai. Sentire alcuni dei suoi vecchi successi, come Strani Amori, Vivimi e La solitudine mi ha portato indietro nel tempo, a quando la Pausini era la mia cantante preferita. Una forte nostalgia mi ha preso nel sentire il cambiamento, la maturazione della sua voce quando Conti le ha chiesto di duettare con la se stessa di 23 anni fa. Un cambiamento forte, evidente, ma solo nella voce, perchè, come lei stessa ha detto, “quella bambina di 23 anni fa” vive ancora in lei, è parte di lei e lo si nota nella sua semplicità.

Salut-Salon-Sanremo-2016
La seconda serata è stata invece aperta e chiusa da un quartetto di donne che definiscono le loro esibizioni musicali “acrobatiche”. Vedere per credere. I numeri delle Salut Salon al pianoforte, violino e contrabbasso sono sensazionali.
Sempre durante la seconda serata è apparso un altro grande ospite, che ha all’attivo 30 anni di carriera: Eros Ramazzotti. Esibendosi in un medley composto da Terra Promessa, Una storia importante, Adesso tu e Più bella cosa e, successivamente, nel nuovo singolo Rosa nata ieri, il cantante non si è dimostrato granché in forma, vocalmente parlando.
1455183434-1455183102-lapresse-20160210232016-17509980Ma anche quella sera c’è stato chi ha saputo commuovere, non solo me, ma anche la maggior parte degli spettatori e persino i musicisti dell’orchestra: il pianista, compositore e direttore Ezio Bosso. Bosso, affetto da Sla, ha pronunciato queste parole sulla musica: “La musica siamo noi. La musica è una fortuna che abbiamo: ci insegna la cosa più importante, ascoltare. La musica è una vera magia. Non a caso i direttori hanno una bacchetta, come i maghi. La musica mi ha dato il dono dell’ubiquità. La musica è la nostra vera terapia come diceva Carlo Abbado”. Riguardo alla sua ultima composizione, Following a Bird, il pianista ha detto: “Noi uomini tendiamo a dare per scontato le cose più belle. Following a Bird significa ragionare sull’importanza di perdersi per imparare a seguire. Perdere sopratutto pregiudizi e paure”.
Terza serata: i Pooh sono gli ospiti indiscussi, nella formazione completa e originale, che includeva Riccardo Fogli. Peccato per Roby Facchinetti: ha preso di quelle stecche pazzesche.
schermata-2016-02-12-alle-23-24-52La quarta serata porta con sè Elisa, altra grande cantante italiana, vincitrice di un festival con la canzone Luce, reduce da un album completamente in italiano, il primo per lei, e recentemente tornata all’inglese con il singolo No Hero, bellissimo brano che la cantautrice ha dedicato alla sua migliore amica. Una canzone piena di speranza: gli eroi che saltano da un palazzo all’altro esistono solo nei film, ma “l’amore può fare miracoli”. In fondo è l’amore che ci rende dei piccoli grandi eroi di tutti i giorni, quando aiutiamo gli altri e noi stessi.

Molti altri ospiti internazionali si sono alternati sul palco dell’Ariston: Ellie Goulding, Holzier, Lost Frequencies, solo per citarne alcuni, oltre a attori e comici, come Enrico Brignano, Nicole Kidman e Aldo, Giovanni e Giacomo.
Nel complesso, l’edizione di quest’anno del Festival di Sanremo, è stata in grado di risollevare gli ascolti, dopo alcuni anni in cui pareva che la manifestazione italiana della musica più celebre al mondo stesse per chiudere i battenti, visto lo squallore in cui era precipitata.
Ora, non rimane altro che aspettare l’ultima serata, quella in cui si scoprirà quale tra i cinque cantanti eliminati, ovvero Zero Assoluto, Irene Fornaciari, Dear Jack, Bluvertigo e Neffa, tornerà in gara e, soprattutto, verrà stilata la classifica definitiva, con i tre interpreti che saliranno sul podio.

3 commenti:

  1. Veramente io oggi ho sentito parlare solo ed esclusivamente di gabriel garko. Altro che musica! ah ah ah

    • Oh be’, il gossip Pre e post Festival non mi tocca minimamente!😁 Gabriel Garko poi, un bambolotto tirato a lifting!😂😂 A me interessa quello che è avvenuto durante il Festival, e dopo tanti Sanremo dedicati alla politica, finalmente, quest’anno si è parlato di musica. 😉

      • No il gossip non interessa nemmeno a me, però il giorno dopo l’ultima serata ho acceso la tv, di mattina intendo, e la prima cosa di cui ho sentito parlare è stata questa. Solo dopo ho saputo chi aveva vinto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *