“Memorie di una geisha” di Arthur Golden

“Memorie di una geisha” di Arthur Golden

Recensione di Emma Fenu

memorie di una geisha

“Memorie di una geisha” ci conduce in un mondo lontano e ci invita a conoscerlo.

Seguiamo i piccoli passi e la curva della nuca, sensualmente scoperta, di una donna dal fascino magnetico.

Sorseggiamo un tè aromatico e bollente, versato con la grazia di un’artista che rende il suo polso un’ala di cigno.

Rincorriamo il movimento fulmineo di pupille d’ebano, guizzanti come pesci nell’azzurro plumbeo di un corso d’acqua.

Osserviamo lo sciogliersi e il rotolare di un “obi”, ossia della fusciacca che cinge i kimono, lungo i percorsi della Storia.

Quali che siano stati i nostri conflitti e i nostri trionfi, per quanto indelebile sia il segno che questi abbiano potuto lasciare su di noi, finiscono sempre per stemperarsi come una tinta ad acquerello su un foglio di carta”.

Nel celebre romanzo si racconta una storia delicata e struggente, ambientata prevalentemente a Kyōto, a cavallo della Seconda guerra mondiale.

Lei si dipinge il viso per nascondere il viso. I suoi occhi sono acqua profonda. Non è per una geisha desiderare. Non è per una geisha provare sentimenti. La geisha è un’artista del mondo, che fluttua, danza, canta, vi intrattiene. Tutto quello che volete. Il resto è ombra. Il resto è segreto”.

Un povero e disperso villaggio di pescatori, l’odore acre del pesce, lo spegnersi di una giovane madre consumata dalla malattia, la disperazione di un padre che vende le sue due bambine, gli occhi grigio acqua della minore.

Così esordisce la narrazione delle “Memorie di una gheisha”.

Una sequenza di immagini, un climax di eventi.

La più giovane delle fanciulle viene acquistata dalla proprietaria di una casa di gheishe, un’okiya, nella lingua originale, mentre sua sorella viene condotta in un bordello.

Non sono le premesse di una vita facile, e, difatti, si tratta di un romanzo dai toni drammatici, in cui le parole, pronunciate in prima persona dalla protagonista, Sayuri, la più rinomata gheisha del periodo, sono profumate e lievi come petali di fiori di ciliegio che danzano nell’aria primaverile, ma destinate, inesorabilmente, a posarsi ed immergersi, infine, nel sangue e nel fango.

Il cuore muore di morte lenta. Perdendo ogni speranza come foglie. Finché un giorno non ce ne sono più. Nessuna speranza. Non rimane nulla. Se un albero non ha né foglie né rami, si può ancora chiamarlo albero?”.

In un intreccio di destini e personaggi finemente delineati, in un dipinto in cui si animano, come marionette sulla scena, kimoni fruscianti, labbra scarlatte e ventagli saettanti nella danza, in un confluire di storie individuali, a tratti meschine e disperate, nella crudezza della Storia Universale, resta lo spazio per il racconto di un amore puro e invincibile.

Un sentimento pudico e, al contempo, bruciante, un desiderio impossibile, covato come brace incandescente sotto il candore del trucco da scena, assordante pur sotto il rumore atroce della ferraglie e delle bombe.

 Titolo: “Memorie di una geisha”
Autore: Arthur Golden
Edizione: Tea, 2008 (prima edizione 1997)
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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

3 commenti:

  1. Bellissima recensione per un libro che mi è piaciuto davvero molto. Un mondo così lontano da noi, sia per il periodo storico che l’ambientazione. Quest’ultima davvero molto accurata. Bellissimi i passaggi legati alla vestizione e preparazione delle gheische

  2. Non ho letto il libro ma ho visto il film tempo fa e mi è piaciuto moltissimo. Almeno non è la solita storia d’amore scontata 🙂

  3. L’ho letto anni fa; è uno splendido libro!

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