“Beethoven’s silence – Io sono Irina e sono Elise”di Sonia Paolini. Recensione di Chiara Minutillo

Recensione di Chiara Minutillo

Sonia Paolini, “Beethoven’s silence – Io sono Irina e sono Elise”, Lettere Animate, 2016

http://youtu.be/BGnD6bD1HeE

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Più niente può farmi paura. La nascita, la crescita, la vita, l’amore, il dolore, la morte sono cose che fanno paura a chi è vivo, a chi teme che le cose belle possano finire, che le cose belle possano morire, ma a chi è oramai morto dentro, a chi non ha più sogni, a chi non ha più speranza… niente fa più paura…

Una melodia per celebrare, una melodia per ricordare.
Una melodia per rinascere, una melodia per comprendere.

Beethoven’s Silence. Il silenzio di Beethoven. Non la sua assenza di parole, quanto l’assenza di suoni attorni a lui. Cosa avrebbe potuto esserci di più terribile, per un compositore nel pieno della sua carriera, del percepire i primi sintomi della sordità, del precipitare in un vortice in cui ogni cosa appare muta?

Cosa potrebbe esserci di più orrendo, per una bambina nel pieno della sua infanzia, del ritrovarsi a giocare con la criminalità invece che con le bambole, vittima degli altrui errori, sottostando a violenze che non può capire, che nessuno può capire?
Cosa potrebbe esserci di più devastante, per un uomo negli anni più belli del suo matrimonio, del perdere moglie e figlio, con la consapevolezza di essere responsabile della loro tragica morte?

Irina e Philippe sono due Beethoven che la vita a segregato nell’apatia, nella solitudine, nella depressione. Per loro esiste una sola possibilità, una sola via di fuga. Aggrapparsi uno all’altra e con tutte le loro forze aiutarsi a vicenda per uscire dall’abisso che li tiene in trappola. Lei deve tornare ad avere l’infanzia e l’adolescenza che le sono state rubate. Lui deve riprendere in mano la vita che si è tolto per punirsi dei suoi errori. Quattro dottori, con un’idea per un esperimento. Un esperimento che può salvare due anime tornate dall’inferno e perse nel limbo: farli vivere sotto lo stesso tetto. Lei potrà ricevere l’amore e la protezione che da oltre sette anni sta cercando. Lui potrà prendersi cura di qualcuno come non ha saputo fare prima. Una l’ancora di salvezza dell’altro.

Beethoven’s Silence-Io sono Irina e sono Elise è un romanzo scritto da Sonia Paolini e pubblicato nel 2016 da Lettere Animate Editore, caratterizzato da una forte componente psicologica. Temi delicati, difficili, duri da digerire, ma terribilmente reali sono quelli che fanno da sfondo alle vicende. Temi descritti senza mezzi termini, senza timore, come è giusto che sia. Un romanzo che rappresenta il coraggio di esporsi, di parlare, di amare, di affrontare i propri demoni. Il coraggio di vivere quando la vita sembra essersi persa.

Un romanzo scorrevole, dallo stile semplice, ma mai banale, dalle tinte bianche e nere, come i tasti di un pianoforte. A tratti lento, come una triste sonata. A tratti veloce, come una melodia serrata. Un romanzo da leggere in silenzio, il proprio silenzio e il silenzio del mondo attorno a noi, per assaporare il gusto della vita che prosegue, nonostante tutto. Per osservare la fenice prendere dolorosamente fuoco, consumandosi tra fiamme purificatrici, per poi rinascere dalle proprie ceneri, uguale eppure così diversa da prima. Per ascoltare una melodia, dolce e forte, incisiva e soave, creata dalla più profonda prostrazione e dal più delicato dei sentimenti.

La sua sofferenza era diversa da quella di lui, lei non era responsabile di quanto nella vita le era accaduto, mentre lui sì. Lui poteva evitare tutto, ma non l’aveva fatto, si era reso conto degli errori commessi solo quando era oramai troppo tardi. Ma, in fondo, a prescindere da chi dei due fosse stato o meno responsabile di come le proprie vite erano state disegnate, entrambi sentivano il peso delle proprie sofferenze e questo li accomunava e li avvicinava.

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