“Niente è come te” di Sara Rattaro. Recensione di Anna Maria Brattoli

Recensione di Anna Maria Brattoli

Sara Rattaro, “Niente è come te”, Garzanti, 2014 – Vincitore Premio Bancarella 2015
Pagg. 220

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Ci sono persone che sanno darti tutto, o almeno così ti fanno credere, finché un giorno quel tutto se lo portano via e tu ti accorgi che ti hanno sottratto molto di più, anche quello che ti apparteneva: il tuo inviolabile diritto di essere padre.

Niente è come te narra la storia di Francesco e Margherita. Un padre e una figlia con ricordi “da immaginare”, perché il tempo trascorso insieme è stato troppo poco per averne di reali.
Margherita è stata portata via dalla madre che l’ha condotta nel proprio paese di origine, in Danimarca.
Francesco, dopo aver passato anni a cercare di far valere il suo diritto, quando aveva ormai deciso di rapire sua figlia e riportarla in Italia, fa un passo indietro. Perché il più grande atto d’amore è lasciare andare.

Fu lì, muovendomi sulle mie gambe stanche che salvai il tuo inviolabile diritto ad avermi come padre. Il tuo, non il mio.

Fare il padre non è una questione di coraggio, neanche di forza, è una questione di cuore. Quel cuore disegnato sul vetro di un bar con una M e una F dentro. Quel cuore sarà la prova estrema per Margherita, e arriverà quando ormai le prove non servono più.
Un evento tragico riporterà Margherita in Italia. Una quindicenne introversa, con un violino per amico.

Perché mi piace suonare? Perché è l’unico momento in cui non mi sento straniera, come un piatto senza vaso, un violino senza il suo archetto.

Eri così educata da sembrare disegnata, così immobile da sembrare priva di vita. Mentre la mia paura cresceva, ti guardavo a distanza di sicurezza per timore di toccarti, di vederti reagire, di accompagnare la tua rabbia fino all’esplosione senza sapere che fare. Rimanevo lì a un passo da te, perché tu mi vedessi ogni volta che ti giravi.

L’amore trova la strada per arrivare al cuore.
A piccoli passi. Un viaggio a ritroso nel tempo per dimostrare che le proprie radici profumano d’amore, nonostante tutto.
Gli eroi più coraggiosi sono senza armi, lottano senza ferire gli altri. Francesco, in questo modo, aprirà la strada per la conquista del suo ruolo. Il suo premio: essere nuovamente un papà. Un papà che dimostrerà alla figlia: niente è come te.

La storia è raccontata dal punto di vista di entrambi. Scelta narrativa che ho molto apprezzato.
A danzare altri due personaggi. Enrica, la compagna di Francesco, la scienziata dai bizzarri racconti e dalla grande sensibilità. Ingrid, colei che ha saputo colmare, in parte, i vuoti.
Piroette emotive sono intervallate da passi lenti, per riflettere.
Il risultato? Un gran bel valzer.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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