“Il mitico CIAO” di Silvia Lorusso

“Il mitico CIAO”

di Silvia Lorusso

Ciao

Contest AMARCORD – “Il mitico CIAO” di Silvia Lorusso.

Avevo un desiderio: il motorino, ma non uno qualsiasi, volevo il CIAO, il motorino dei mie sogni.

Era il ’78 e il mitico CIAO era un simbolo di libertà, di andare in giro per conto mio. Nella mia famiglia vigeva la regola che se volevi qualcosa dovevi guadagnartela, una delle regole di mio padre, ex militare rigidissimo. Quindi come ogni estate, durante le vacanze, dovevo sempre fare qualche lavoretto, nonostante avessi buoni voti a scuola.

Ebbene, mio padre mi trovò un lavoro presso un suo amico che aveva un negozio di elettrodomestici, dovevo aiutare a fare l’inventario per un totale di un mese di lavoro. Iniziai quindi a prendere l’autobus quattro volte al giorno sotto il sole per compiere il mio dovere nella speranza che poi mio padre mi comprasse il motorino.

Dopo due settimane di lavoro, seduta nell’autobus, da cui osservavo sognante i ragazzini della mia età sfrecciare in sella al motorino, mi recai come al solito al negozio fra scartoffie e scatoloni da sistemare. Dopo un’ora arrivò mio padre, parlò con il titolare e mi disse che per quel giorno avrei potuto saltare il lavoro.

Meravigliata accolsi contenta la notizia nella speranza di poter andare al mare, era luglio e desideravo andare sulla spiaggia.

Mio padre mi disse di seguirlo per la città a piedi senza darmi spiegazioni ulteriori.

Dopo una serie di strade, si fermò davanti a un negozio. Il cuore prese a battermi all’impazzata, era un negozio di motocicli! Entrammo e lui mi disse di scegliere il motorino del colore che preferivo, me l’avrebbe regalato quella mattina stessa per la serietà che avevo dimostrato lavorando per il proprietario del negozio di elettrodomestici, a patto che però finissi le altre due settimane di lavoro come avevamo pattuito.

Ricordo ancora la felicità che provai!

Abbracciai mio padre piangendo di gioia, e uscii dal negozio con il mio CIAO blu nuovo fiammante.

Non vedevo l’ora di sfrecciare, di sentire l’aria sul  viso, e naturalmente di farlo vedere ai miei amici 🙂

Silvia Lorusso.

 

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