“Riet, Barcellona 1998” di Luana Natalizi

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“Riet, Barcellona 1998” di Luana Natalizi

Con il nostro arrivo la casa era al completo. Un appartamento all’eixample con 10 ragazze, tutte diverse, tutte belle, tanto chiasso, tante lingue. Ti notai subito, come non farlo! Un angelo, la versione bionda di Romy Schneider, che scoprii poi essere uguale a tua madre.
Quella sera iniziammo a conoscerci e dopo una quasi rissa sull’utilità del bidet, cominciammo a chiacchierare di noi e delle nostre vite. Ti tenni in disparte finche non ti chiesi se avevi sorelle.
Ci impiegammo un ora a farti uscire dalla stanza dopo la tua fuga in lacrime. Avevi gli occhi gonfi di pianto e una foto in mano. La foto con due donne, la Romy Schneider che ti diede alla luce e una ragazza con i tratti di bambina.
Era il giorno del tuo ultimo esame, sapemmo da uno stentato spagnolo. L’idea era di festeggiare con i tuoi, chiamarli quando avevi finito e andare a festeggiare col papà commercialista di Genk, mamma insegnante di economia domestica e tua sorella, disabile, ma non accadde mai. Sulla strada un polacco ubriaco li aveva travolti, mentre tu aspettavi sul muretto della facoltà di economia di Liege. Partecipasti a molti eventi da allora, in solitudine. Ci fu il funerale di tua sorella morta sul colpo, da sola, e poi quello di tua madre, dopo qualche giorno, sempre sola, mentre il papà lottava per sopravvivere.
Ci fu la tua laurea assegnata senza fare la tesi per decisione dell’università, considerando gli eventi.
E infine ci fu la partenza per Barcellona a distanza di soli 3 mesi. Troppo pochi, non volevi, ma era troppo per tuo padre il dolore dell’anima e quello delle gambe devastate dal trauma per tenerti accanto a se in quel momento. Decise, senza il tuo consenso, come non aveva mai fatto, che saresti partita ed e’ cosi che sei finita tra le nostre braccia quella sera dopo soli 3 mesi.
Era il 22 Settembre e il precedente giugno era cosi vicino, cosi vivi i ricordi e lo strazio che non passa mai. Ma il tempo si, passa e sono quasi 20 anni e non te ne sei più andata. Sei sempre vicino, al tuo papà, al tuo dolore e anche a me, piccolo angelo, a cui voglio bene come ad una sorella, quella che non hai più.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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