“La storia dell’aglio”

“La storia dell’aglio”

A cura di Lina Mazzotti

aglioLe prime segnalazioni relative alla presenza dell‘aglio, si hanno nell’antica Cina.

Un ricercatore svedese vissuto nel XII secolo, invece vuole individuare nelle terre della Sicilia la sua origine. Altri studiosi indicano agli spontanei in India e in Asia centrale, altri ancora nel deserto del Kirghisi.

La prima vera notizia sull’aglio è una citazione medica che lo identifica nel 1550 a.C., nel primo testo medico conservato, il Codex Ebers, un papiro egiziano di circa 20 metri di lunghezza, nel quale sono contenute molte formule terapeutiche di cui in una ventina di queste danno informazioni sull’impiego dell’aglio come rimedio contro il mal di testa o per lenire i dolori provocati da punture di insetti.

Resti di aglio, sono stati ritrovati nella tomba di Tutankhamon (faraone nell’Egitto della XVIII dinastia), mentre citazioni sulle sue proprietà sono state rilevate anche nelle iscrizioni nella piramide di Giza. Era ritenuto alimento indispensabile nella dieta degli schiavi impiegati nella costruzione delle piramidi stesse (Erodoto 480-424 a.C.), che si nutrivano con pane, aglio e cipolla per ridurre la sensibilità alle malattie, in particolare quelle intestinali, e aumentare la resistenza alle fatiche.

L’aglio viene citato anche da Omero nel decimo canto dell’Odissea, infatti Ulisse enfatizza le virtù protettive dell’aglio, contro i filtri magici della maga Circe.

I Greci elaborarono le informazioni e lo utilizzavano prima di ogni competizione anche sportiva.

Nella Roma imperiale i contadini lo consideravano “farmacia dei poveri” e i soldati ne facevano uso per prevenire le infezioni,come vermifugo oppure, come si legge da più parti, per esaltarne l’ardore nel combattimento.

Furono i romani a diffonderlo fra le popolazioni dell’Europa ed è Plinio il Vecchio che cita l’Allium sativum nella sua Historia Naturalis. Se ne trova traccia anche nelle opere di Terrenzio Vallone. In un manoscritto del XVI secolo, l’Erbario di Urbino, dove si menzionano ricette con l’aglio e le sue proprietà terapeutiche.

Quando la peste comparve per la prima volta in Europa, l’aglio divenne un prodotto molto ricercato, in quanto considerato l’unico rimedio contro questa patologia.

Nel 1858 fu lo scienziato Luigi Pasteur a dimostrare scientificamente le proprietà antibiotiche dell’aglio, che furono confermate anche successivamente, nel 1918, durante l’epidemia della “spagnola”, quando l’aglio fu utilizzato in molti paesi europei per arginare l’epidemia.

L’aglio fin dall’antichità viene usato come condimento di cibi. Utilizzato, crudo, in insalate o aggiunti a sughi, stufati, piatti di pesce o verdure. Molto impiegato anche nella preparazione di insaccati e nell’industria conserviera per antipasti sott’olio e sott’aceto.

Oggi viene coltivato in tutti i continenti ed è molto noto per l’uso culinario. In Italia viene coltivato maggiormente in Campania, Emilia-Romagna, Veneto e Sicilia.

Le sue proprietà e benefici

Sono davvero molte le proprietà terapeutiche dell’aglio, utili anche se c’è qualche chilo in più da smaltire: regola la pressione sanguigna, è un antibiotico naturale contro le infezioni gastrointestinali che fanno gonfiare e dilatare il girovita, è in grado di abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue e ha un’azione ripulente e detossinante sul fegato e l’apparato digestivo in genere.

Se si smette di fumare aiuta a ripulire il circolo dalle scorie della sigaretta e sostituisce gli effetti “dimagranti” della nicotina, ma senza effetti collaterali.

L’ aglio contiene una preziosa sinergia di vitamine, aminoacidi, enzimi, proteine, minerali e soprattutto sostanze anti tumorali: da recenti studi di settore sembrerebbe che l’assunzione regolare di aglio sia un ottimo “ravvivante” metabolico e sia preventiva nei confronti dei tumori causati dalle nitrosamine, sostanze che si sviluppano nella flora intestinale quando alta è l’assunzione di cibi ricchi di conservanti (come la carne in scatola e gli insaccati).

Le sue proprietà disintossicanti sul tratto digerente e l’intestino, inoltre, aiutano ad attenuare gonfiori.

Come sfruttare al meglio le virtù dell’aglio

  • accertarsi che l’aglio sia nostrano e biologico. L’ideale sarebbe gustarlo crudo o comunque non troppo cotto.
  • essendo che l’aglio ha un odore caratteristico, dovuto a numerosi composti organici di zolfo,per ripulire l’alito dopo l’assunzione basta masticare una foglia di salvia, una fogliolina di menta, un chicco di caffè o dei semini di anice.
    Lo stesso Shakespeare in “Sogno di una notte di mezza estate” fa dire ai propri attori nella seconda scena di non mangiare aglio:

” e soprattutto, attori, anime mie, badate a non mangiar aglio o cipolla, ché dobbiamo esalare tutti un alito che deve riuscir dolce e gradevole”

  • per evitare che la casa odori troppo usare lo spicchio d’ aglio rivestito con la sua “buccia” (che contiene principi attivi) oppure si tiene l’aglio in ammollo nel latte per qualche ora.

Varietà

La maggioranza dell’aglio di produzione italiana è bianco. Un’altra varietà è il rosa che ha un sapore più delicato. Il più pregiato e ricco di principi attivi è l’aglio rosso, coltivato soprattutto in Sicilia. Poi c’è l’aglio rosso di Sulmona, in Abruzzo, ha un sapore forte.

In cucina

Per beneficiare delle proprietà salutistiche e snellenti dell’ aglio è consigliabile gustarlo crudo.
L’ aglio si può strofinare sulle fette di pane integrale, con o senza pomodoro fresco, e sulle pareti delle insalatiere, per dare sapore agli ortaggi che andremo a condire, riducendo così l’impiego di sale che causa ristagni.

Tipico stuzzichino piemontese d’altri tempi è la cosiddetta “soma d’aj” ovvero una fetta di pane strofinata con aglio, un goccio d’olio e una presa di sale. Era “il pranzo” dei vendemmiatori ed era accompagnata da un grappolo d’uva nera: sveglia l’intestino ed è antiossidante e brucia grassi.

Quando si cucinano le polpette o le scaloppine aggiunto “vestito” al sugo di cottura con un rametto di rosmarino le carni saranno gustose, leggere e molto meno grasse.

Ai sughi di pomodoro e verdure si può aggiungere mezzo spicchio d’ aglio tritato insieme a un battuto di prezzemolo: in questo modo la salsa risulta più appetitosa e diventa una vera e propria “medicina anti colesterolo”.

Se poi è vero che la semplicità premia, con un classico spaghetto aglio, olio e peperoncino si fa scorpacciata di buonumore e principi nutritivi.

aglio

Aglio sott’olio

Una prelibatezza, spesso si trovano anche agli aperitivi e non sono nè forti nè pesanti da digerire.

  • Ingredienti per circa 2-3 vasetti:
  • 1 kg di agli novelli (con buccia rosa)
  • aceto di vino bianco
  • prezzemolo
  • alloro
  • peperoncino
  • pepe in grani
  • olio di semi
  • olio d’oliva
  • sale
  • vasetti sterilizzati

Preparazione:

Prendete le teste di aglio (circa 8 per 1 kg)
tagliate il gambo
eliminate totalmente la buccia esterna
mettere gli spicchi a bagno in una ciotola con acqua e sale per circa mezz’ora
in un tegame ponete a bollire l’aceto bianco con un po’ di sale
quando bolle aggiungete gli agli
fateli bollire fino a che vengono a galla e comunque massimo 2-3 minuti
scolateli e fateli asciugare in un panno pulito
quando sono asciutti mettete gli agli nei vasetti sterilizzati e alternate gli strati di aglio con prezzemolo e peperoncino tritato
Aggiungete le foglie di alloro, qualche grano di pepe e olio di semi di arachide e di oliva in parti uguali fino a coprire interamente gli agli.

 

Lina Mazzotti [LiZ]

Ho sempre lavorato con bambini e anziani nell’ambito socio sanitario e nell’insegnamento. Lettrice vorace, amo scrivere poesie, collezionare aforismi, praticare l’handmade. Vivo a contatto con la natura e i miei dolci gatti.

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