“L’amante di Calcutta” di Sujata Massey. Recensione di Chiara Minutillo

Recensione di Chiara Minutillo

Sujata Massey, L’amante di Calcutta, Neri Pozza Editore, 2014

51ffcxa0dsL._SX322_BO1,204,203,200_

La voce del demonio sussurrò: A Calcutta nessuno sa chi sei. Pom, Sarah e Pamela erano morte. E non ero più neppure una sudru hindu: alla Lockwood mi ero convertita al cristianesimo. A Kharagpur avevo subito un’altra conversione, imparando a vestirmi, a rivolgermi agli uomini con disinvoltura e a vivere negli agi in una casa angloindiana di buon livello. Tutto quello che mi era successo aveva contribuito a fare di me Kamala Mukherjee.

Come gli altri hindu, anche Pom crede nella reincarnazione, ma sa che non può esserci rinascita se il corpo del defunto non passa attraverso le fiamme della cremazione, che permettono all’anima di liberarsi. Le morti di Pom sono violente, profonde, strazianti e non esiste un fuoco abbastanza potente per ridurre in cenere ciascuna delle sue vite precedenti. La piccola contadina Pom diventa la serva cattolica Sarah, poi la prostituta Pamela e infine la bibliotecaria Kamala.

Come un’anima tormentata, in bilico tra il mondo dei vivi e quello dei morti, Pom non può fare altro che passare da una vita all’altra, in una continua reincarnazione di se stessa in cui però il passato non riesce ad essere cancellato. Per rinascere davvero nella sua ultima identità, Kamala deve trovare la strada, tra le infinite vie di Calcutta distrutte dai disordini civili e dalla Seconda Guerra Mondiale, per far morire le sue vite precedenti e lasciare che la sua anima spicchi finalmente il volo verso la libertà.

L’amante di Calcutta è un romanzo di formazione, ma anche storico. Attraverso la storia di Kamala, la sua autrice, Sujata Massey, descrive con una scrittura fluida, suadente e sensibile e con incredibile realismo un’ India affaticata dal sistema delle caste e dall’oppressione del dominio britannico.

La Calcutta che fa da sfondo alla maggior parte delle vicende è una Calcutta dominata dal desiderio di indipendenza, guidata e influenzata da personalità come Gandhi e Subas Bose. Un perfetto spaccato storico e geografico di un paese tanto affascinante e misterioso, formato da popoli, lingue, religioni diverse che, almeno per una volta, hanno lottato insieme per il più prezioso dei beni: la libertà.

Ancora una volta, un’enorme ondata aveva spazzato via la vita che conoscevo. Questa volta l’ondata era la libertà.

2 commenti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *