“UN VOLTO” di Marilena Viola

contest AMARCORD

“UN VOLTO” di Marilena Viola
30/5/2015

Un’immagine fissa entrava spesso nella mia memoria.
Un volto. Rigato dai solchi del tempo, pallido, sfiorito. Era una foto precisa davanti agli occhi che non riuscivo a collocare minimamente in nessuno dei miei familiari o conoscenti, in nessun incontro casuale.
Cercavo di non pensarci, di eluderlo, ma alcuni giorni era un chiodo fisso, mi stava sempre davanti.
Passavo in rassegna gli ultimi eventi,g li ultimi incontri o riunioni familiari. Niente. Questo volto era lì chiaro nella mente ma non ne sapevo assolutamente nulla.
Ne ricordavo le fattezze, i lineamenti delicati, i capelli bianchi. Una donna. Certo si, era una donna, con i capelli raccolti dietro la nuca ed un sorriso accennato sulle labbra.
La nostra memoria visiva è potente, fotografa e registra con dei flash nascosti anche a noi stessi, inconsapevoli autori, e lascia lì le immagini, nella ‘inside gallery’ della nostra psiche.
Perché ricordavo intensamente quel viso di anziana?! Sicuramente perché mi comunicava qualcosa,qualcosa di importante per me forse, di interessante.
Per l’ennesima volta passai in rassegna vari momenti delle mie ultime settimane e mesi precedenti. Mi sofferma sui viaggi, sui piccoli viaggi in treno, in autobus, in aereo che mi avevano vista in altre città durante l’anno passato. No, non era una persona reale, non poteva essere,  perché altrimenti me ne sarei ricordata. Quando incontro un viso interessante lo ricordo perfettamente di solito,perché mi comunica qualcosa, mi parla, mi racconta di sé. Non lo collocavo dunque tra gli incontri veri, quelli frontali fatti per strada, nei negozi, in bus.
Capitò tempo dopo che dovetti raggiungere il polo opposto della città e, non avendo a disposizione la mia auto, in riparazione, presi un autobus, cosa che non succede mai in verità.
Alzando gli occhi alla macchinetta per obliterare il biglietto, sorpresa! Eccola! Era lì la mia vecchia signora! Fui inondata da una grande allegria ed un senso di sollievo per la mia scoperta,il mio ritrovamento. Mi sentivo liberata e soddisfatta! Quel viso di anziana mi sorrideva dolcemente da un enorme cartellone pubblicitario affisso sulla parete del bus!
C’era un monito sul cartello, di essere gentili ed aver rispetto per l’età avanzata e di ricordare quel volto!
Un improvviso flash-back: ora ricordo. Ero in metrò a Napoli quando l’avevo notata la prima volta.
Il messaggio era riuscito in pieno! Da tempo immemorabile lo avevo conservato nella mia memoria,tra le pagine sensibili della memoria visiva.
A lei,all’anziana sconosciuta che mi sorrideva da un cartellone e che mi ha fatto innamorare delle sue rughe, dedico i miei versi.

I SEGNI DEL TEMPO
8 marzo 2010

I segni del tempo
sono le strade che ogni uomo percorre;
sono i solchi dove immerge i pensieri,
le valli che scava per riporvi i dolori,
il sole e la pioggia che lì hanno induriti.
Corrono paralleli per monti e colline,
si riuniscono,si separano ancora.

Sono le impronte di noi.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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