Figli dello stesso fango di Daniele Amitrano

Figli dello stesso fango di Daniele Amitrano

Recensione di Anna D’Auria

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Nome libro: Figli dello stesso fango

Autore: Daniele Amitrano

Genere: narrativa

Editore: 13Lab Editore, 2016

Una cittadina di provincia, un ragazzo morto per overdose. Uno come tanti, lasciato indietro dalla vita. Eppure il giovane in questione non sembra essere nel “giro”, la sua morte appare da subito sospetta.

O almeno, appare sospetta ad Andrea, vecchio amico di scuola che una mattina riceve una telefonata che lo informa della notizia.

Questa morte segna per Andrea un punto di rottura, il riaffiorare di ricordi sopiti, la necessità di pareggiare i conti col passato. Così l’ex amico del cuore, ormai lontano anche fisicamente dal defunto, torna a casa.

Casa non è solo un luogo fisico, è il luogo dei ricordi, il luogo dell’adolescenza e dei primi amori, il posto in cui si incontra il fango (l’alcool, le droghe, l’indifferenza degli adulti). Il luogo dove dolorosamente Andrea è diventato adulto. Casa è anche la consapevolezza della schizofrenia di Maurizio, fratello amato ma che lo ha spinto ad allontanarsi e non tornare. Fino ad oggi, nel momento in cui la coscienza della morte e della sua ineluttabilità, la rabbia che ne deriva, l’incredulità, lo spingono a tornare a casa. Nel luogo fisico chiamato casa.

Un lungo excursus negli anni giovanili e poi, a sorpresa, il finale: dirompente, spiazzante, estremo.

Una nuova chiave di lettura dopo la fine del romanzo.

Daniele Amitrano ci fa vivere l’emozione della prima volta, i dubbi della coscienza in formazione, l’ingenuità degli adolescenti, la necessità di appartenere al branco. Figli dello stesso fango riguarda tutti noi, la nostra adolescenza, il nostro divenire adulti, i nostri conti in sospeso con la vita. E qualcosa di più, ma lo scoprirete solo leggendo.

Disponibile qui.

Sinossi

La città di Formia viene scossa dalla tragica morte di un giovane. Alla notizia, Andrea Amato, affermato giornalista residente a Milano, decide di tornare per ricordare l’amico scomparso. Il viaggio nel paese natio lo costringe ad affondare nell’oscurità del tempo passato e rivivere eventi quasi del tutto dimenticati. La malattia del fratello, Maurizio; l’amore tradito; la ricerca di una via d’uscita dalla monotonia; il fascino dei ragazzi più grandi che appaiono imbattibili e rispettati da tutti; la droga. Andrea inizia la sua personalissima indagine. Sa che qualcosa di quel passato è legato a quella tragica morte. Incontrando gli amici d’infanzia, il giornalista scopre che la droga è sempre il filo conduttore degli eventi ma non è la sola protagonista che porterà all’epilogo inaspettato e drammatico.

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