“La camera azzurra” di Georges Simenon.

“La camera azzurra” di Georges Simenon.

Recensione di Altea Alaryssa Gardini

La camera azzurra

Tutto quello che si dice ha una sua importanza, indipendentemente dalla situazione o dal momento. I sussurri in una camera possono trasformarsi in fusa o in uragano.

Siamo noi a parlare, oppure è il nostro ego, in fin dei conti siamo davanti ad uno specchio con il labbro spaccato.

Fieri del nostro operato, il sangue che cola è l’attestazione di una bella distrazione.

Le pareti della camera sono azzurre come un ricordo ovattato della nostra infanzia, ma perché i ricordi slavati di fresco ritornano in mente in momenti così strani?

Trastulliamoci nei rumori della giornata, nel candore della pelle della donna che ci sta parlando, lei parla e noi l’ascoltiamo ma non possiamo comprendere come mai una parte del nostro Io le stia rispondendo, probabilmente per scherzo. In questa situazione nessuno direbbe con cognizione di causa quello che è appena stato affermato.

Vero? Non era chiaro?

Perchè mai dovremo lasciare tutto, non è sciocco? Tutti in questa camera sappiamo che questo è un gioco, no?

Per quale ragione siamo qui? Eravamo in quella camera fino a qualche tempo fa, ora siamo a casa o forse da qualche altra parte, qui ci sono delle sbarre e delle persone che possiamo percepire, vorrebbero aiutarci ma non sono in grado di comprendere. L’unica cosa vera e certa è che noi non capiamo per quale ragione ci troviamo qui.

Siamo tutti nella piccola coscienza di Antoine, ci ripetiamo mentalmente ogni parola che è stata detta, ogni singolo momento di quei giorni. Il suo corpo è rinchiuso in una gabbia che non gli appartiene. Ci stiamo interrogando, svogliamo i fascicoli in archivio ma non possiamo sapere.

Noi non abbiamo fatto nulla, cosa c’entra tutto questo con noi?

Certo, Antoine ha avuto una relazione, ma non è forse normale?

Quella donna è solo arredo, qualcosa di lontano dalla sua vita. La nostra vita è perfetta, sua moglie e sua figlia, sono a casa e ci aspettano. C’è stato solo un istante in cui non eravamo noi, in cui sono state mandate lontane, rilegate in un angolo dello sgabuzzino del sottoscala. Ma volevamo allontanarle o salvarle?

Perché non abbiamo ascoltato, perché non abbiamo dato pesantezza a qualcosa che doveva essere leggero? Non è forse normale che esistano parole prive di sostanza, soprattutto se dette dopo aver fatto sesso con una statua?

In quella maledetta camera, era racchiuso tutto il nostro mondo.

Antoine e lei.

Non si può negare che sia molto bella, ma lei è solo un arredo, rende diverso un giorno al mese, come un giro al museo, come il bianco dei panni stesi al sole, ma nulla di più.

Lei non è Antoine, lui non è lei e loro non sono null’altro che una sciocca e divertente fuga.

La stanza ci ricorda cosa eravamo da bambini, persino lei ce lo ricorda. Non siamo più quei bambini, abbiamo lottato e siamo cambiati ed eppure il nostro passato non ci ha mai lasciato.

Cosa ci porta ad indurre nel pensiero di cosa eravamo, quando ci è concesso vivere il futuro che abbiamo scelto? È forse vergogna, la nostra?

E giusto fuggire mentre sua moglie gli tiene la mano e vive al suo fianco, persino nella difficoltà? Dov’è ora sua moglie? Quella donna fragile, che lo guarda come se capisse ma non volesse sapere. Le basta una parola ed il resto non è più un problema. Sei stato sciocco, Antoine?

La sua infanzia non era stata bella ed eppure indugia in essa come cullato da un alito di vento, lo stesso che muove quella statua e la mantiene ferma, nonostante i mutamenti, e accarezza le lenzuola al sole di sua madre.

È tutto così azzurro, è tutto così grigio, è tutto così fermo in movimento, Antoine non sa più cos’è o dove si trova.

Georges Simenon e la sua camera azzurra ci conducono in un luogo dove l’infanzia, la gioventù e il presente del suo protagonista si intrecciano sino a comporre la corda che li stringerà stretti l’uno a l’altro, senza che Antoine riesca a comprenderne la dinamica, non capirà come ha potuto permettersi di essere così perso nella sua “normalità” ed come si è trovato ammantato di un azzurro fittizio che cela il bianco che cancellerà ogni suo ricordo e ogni possibile futuro.

È un romanzo breve, veloce e serrato, ci tiene incollati ai pensieri della coscienza del suo protagonista e possiamo percepire il suo stato d’animo, le sue incertezze e le riflessioni in tempo reale. In fondo quello che sembra reale è privo di colore e quello che sembra leggero ha la pesantezza di un cielo azzurro.

Titolo: La Camera Azzurra
Autore: Georges Simenon
Genere: Narrativa
Autore: Adelphi
Anno: 2003
Pagine: 153

Sinossi:

«Sei così bello» gli aveva detto un giorno Andrée «che mi piacerebbe fare l’amore con te davanti a tutti, in mezzo alla piazza della stazione…».

Quella volta Tony aveva accennato un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei – «un piacere assoluto, animalesco, senza secondi fini, e mai seguito da disgusto, disagio o stanchezza».

Del resto, era stata lei a tirarsi su la gonna e a invitarlo con la sua voce roca, la prima volta, a prenderla in mezzo all’erba e alle ortiche che costeggiavano la provinciale: dopo, lui aveva colto nei suoi occhi un’espressione di trionfo. E anche quel 2 agosto, quando lei gli aveva chiesto (avevano appena fatto l’amore, nella camera dell’Hôtel des Voyageurs che da un anno accoglieva i loro incontri clandestini): «Se io mi ritrovassi libera… faresti in modo di renderti libero anche tu?», lui non aveva dato peso a quelle parole, quasi non le aveva udite.

Solo più tardi avrebbe compreso l’oscura minaccia che nascondevano. Ancora una volta, nel suo stile asciutto, rapido, implacabile, Simenon ci racconta la storia di una passione vorace e devastante, che non arretra davanti a nulla. Nemmeno davanti a un doppio delitto. Terminato a Noland nel giugno del 1963, “La chambre bleue” apparve a stampa l’anno seguente.

Link all’acquisto:

https://www.amazon.it/camera-azzurra-Gli-Adelphi-ebook/dp/B006Y7OC2A/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1473089318&sr=1-1&keywords=la+camera+azzurra

4 commenti:

  1. Mi è piaciuto davvero tanto questo libro.

  2. Bella recensione che ci porta dentro il libro.

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