“Il tempo delle lucciole”di Francesca Gnemmi

“Il tempo delle lucciole”di Francesca Gnemmi

Recensione di Ilaria Biondi

tempo delle lucciole

Il tempo delle lucciole.

Cara Emma,

ho appena terminato di leggere la tua storia, e già mi manchi!

I petali bianchi del tuo giovane passato, e del tuo presente appena cominciato, si dischiudono al timido sole di primavera, mentre un germoglio acceso riluce e danza dentro di te, in attesa di essere stretto tra le tue braccia, nido di sogni e di calda terra.

Quante volte la pioggia ha bagnato il tuo capo, velando di nostalgia la linea del tuo orizzonte.

Il vento sferzante del volere paterno – con le sue ostinate ambizioni e i suoi egoismi taglienti – si è abbattuto, duro e aguzzo, sulle finestre della tua anima limpida, sordo al rumore del dolore dei suoi cari.

Creando nuove geometrie di affetti e disseminando rovine di sentimenti.

Il tuo cuore ha vacillato, tremando insieme ai tuoi occhi.

Lucciole a inseguire ricordi di remota bellezza, in quelle serate di giugno dal profumo sospeso di grano.

Lettere racchiuse in un cofanetto segreto, ove si ode il battito tenace di una casa lontana, che vive del respiro delle tue parole, come un tempo viveva delle tue risate bambine.

Il nonno Luciano e la nonna Lia.

Tu e la fedele Gloria, due foglie tenere che danzavano tra i fiori di ciliegio.

Il tempo delle lucciole profumate di spensierati giorni bambini.

tempo delle lucciole

Nella breve e stupita luce di estati che ignoravano spensierate il ruggire sordo della Guerra e il tempo stanco e desolato della separazione.

In quelle lunghe notti senza solitudine, nelle affollate camerate del collegio, le stelle migravano nel cielo spoglio di inverni ormai cambiati.

Distanti dal tepore di quella pianura parmense che ti aveva vista crescere.

Distanti dall’allegro sfaccendare della cucina della tua infanzia.

Grembo caldo che odorava di pane fatto in casa, di stracotto per gli anolini e di crostata di visciole.

Distanti dai volti e dalle voci delle zie Anna e Bella.

Intente a cucire abiti, a tenere in ordine casa Montali e a inseguire divertite i tuoi voli di uccellino dolcemente ribelle.

Sempre ti ha accompagnata, come pioggia d’agosto e rosso acceso di papavero, il sorriso di luna della tua mamma Bianca, la cui mite remissività ha accolto le intemperanze testarde di tuo padre Giulio.

Tu, a proteggere la sua quieta bellezza e la sua dolcezza tenace.

A soffrire in solitario silenzio per il suo generoso amore, gualcito dal passo ardito e spedito del marito, antico incantatore ostaggio del suo incandescente narcisismo.

Lei, a imprigionare la memoria del passato e dei suoi bagliori, il ventre antico della casa paterna, per non affondare tra i marosi della brulicante disperazione.

Lei, in paziente attesa, sulla soglia dei tuoi ritorni.

Irretita dalla tua freschezza di bocciolo.

Orgogliosa della tua resistenza d’ancora e della tua ostinata quiete.

Per poi scoprirti d’improvviso figlia già donna.

Il tempo ti ha cercato fra le pieghe dei tuoi anni, inseguendo i tuoi passi di bimbetta vispa e allegra.

La tua età di studio assiduo e tenace.

Le tue orme di ragazzina capace di seppellire le paure e le fragilità dietro lo specchio della determinazione.

Capace di cancellare le cicatrici ruvide nell’azzurro cristallino delle genziane.

Cattura il volo del tuo giovane cuore il respiro dell’Amore.

Sei cresciuta, Emma cara.

Coltivando sogni all’ombra delle notti placide punteggiate di lucciole.

Ti sei vestita di vento, precipitata e spinta lontano dalle tue radici di erba, giunchi e acqua di fiume.

Ma le fiabe dei tuoi giorni lontani non sono smarrite.

E ti raccontano la storia umile, coraggiosa e generosa di una famiglia che, pur nel dolore del distacco, conserva la grazia della purezza e la forza salda degli affetti.

Spero, saggia e forte fanciulla, di avere presto tue notizie…

Un paio di piccole mani premute contro il vetro incorniciavano un visetto dallo sguardo incantato, fisso su quel paio di scarpine rosse, di vernice così lucente e immacolata da temere di rovinarle soltanto a guardarle. Eleganti, da principessa, con il cinturino all’ultima moda. Erano nella vetrina della merceria da settimane e aspettavano soltanto di essere comprate.

Il tempo delle Lucciole è un romanzo storico e di formazione dalla trama solida, costruita con perizia documentaria appassionata.

Personaggi complessi, vivi, ben definiti e strutturati nella loro interiorità.

Un linguaggio sapientemente lirico che coglie la malia del paesaggio naturale, dove l’anima si rifugia e si dissolve, per disperdere tormenti e cancellare ferite.

Un romanzo d’esordio intenso e ben scritto, maturo e corposo, che sullo sfondo delle due Guerre Mondiali e attraverso le memorie di due nuclei familiari, tratteggia la crescita psicologica e morale della giovane protagonista Emma, figura femminile di grande fascino e spessore attorno alla quale si addensa tutta la storia.

Sono grata a Francesca Gnemmi per queste pagine, nelle quali ho ritrovato le geografie di terra, foglie e soffice nebbia della mia amata provincia e i soavi profumi, i succosi sapori, le trame di parole e ricordi di un’infanzia tersa che sa ancora dar gioia al sangue.

 Autore: Francesca Gnemmi

Titolo: Il tempo delle Lucciole

Editore: Silele

Anno edizione: 2015

https://www.amazon.it/tempo-delle-lucciole-Francesca-Gnemmi/dp/8899220190/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1474987378&sr=8-1&keywords=il+tempo+delle+lucciole

Sinossi:

1915, l’Italia entra in guerra.

Tre anni di scontri che lasceranno profonde cicatrici nel nostro paese, famiglie distrutte, altre riunite.

Un uomo stanco e provato si ferma davanti al cancello di casa Montali, nella pianura parmense; scorge una bimbetta dallo sguardo vivace e l’espressione curiosa.

Riconoscerebbe quegli occhi ovunque.

Emma sa che quello è il suo papà, assomiglia un poco alla fotografia che sua madre le mostra quando parla di lui.

Corre ad abbracciarlo, per la prima volta.

Tra i due nasce un rapporto esclusivo, che nel tempo si trasformerà in conflitto.

Una battaglia silenziosa e dolorosa tra un padre padrone e la sua unica figlia, che segnerà la crescita di una giovane donna, forte e determinata a proteggere se stessa e sua madre, per ritrovare il sorriso e il suo posto nel mondo.

Un commento:

  1. Bellissima recensione di un libro emozionante.

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